Mi piace la definizione " medico di famiglia" in un'epoca dove le persone si trovano davanti ad innumerevoli possibilità di scelta, ma anche di fronte a incertezze dovute alla grande " volatilità" degli obiettivi a disposizione. Quando ero bambino, il medico di famiglia rappresentava un punto fermo, una figura rassicurante per la sua stabilità e competenza. Ai giorni nostri tutte queste figure son
o un po' sbiadite rispetto alla nitidezza che avevano anni fa. Senza cadere però nel patetico, penso che a noi medici venga chiesto e debba essere corrisposto questo servizio, penso che noi dobbiamo rappresentare un "punto fermo" nel nostro sistema. La gente non ci chiede di risolvere tutti i problemi o di salvare il mondo, ma di "esserci" quando loro hanno bisogno. Forse in questo senso vale più la reperibilità che la stessa qualità del servizio. Evidentemente un medico reperibile ma incapace non serve a nessuno, ma serve ancor meno un medico capace e sempre irreperibile! Uno studio dentistico come il mio, assomiglia un po' allo studio del medico di famiglia. o almeno così io lo immagino: non è la clinica con 10 sale operative o il megastudio low-cost che cambia personale e direttore sanitario ogni 15 giorni. Il mio è uno studio aperto nel 1993 e rinnovato nel tempo grazie a investimenti in tecnologia e a corsi di aggiornamento degli operatori. Potremmo vantarci di possedere strumenti come ortopantomografo digitale, tac cone-beam,macchine laser o sistemi di sterilizzazione di ultima generazione, o predicare che offriamo sbiancamenti laser o implantologia a carico immediato con protocollo Zimmer, ma preferisco presentarlo come uno studio di un " medico-dentista di famiglia", sono sicuro che rimarrà così. Dott Paolo Pachera.