06/04/2026
Dall’ultima gara di Verona, in cui il cuore aveva fatto qualche capriccio, a oggi.
In mezzo, mesi di determinazione. E di dolore, che hai taciuto con il tuo sorriso appena accennato.
E poi è arrivata la risposta.
Non hai mai annunciato numeri. Non hai mai fatto il pagliaccio. Mai un gesto di tracotanza.
Hai lasciato parlare i fatti, come fanno gli uomini veri.
Sei e resti quell’uomo dalle parole che sanno tagliare, quando serve, e dagli occhi che bruciano, capaci di dire tutto anche senza uno sguardo in più.
E allo stesso tempo sei quello che perdona, senza bisogno di dichiararlo, che tende la mano senza mai negarsi.
Hai dimostrato, ancora una volta, chi sei.
In questi anni — e ancora di più negli ultimi mesi — abbiamo visto qualcosa di raro: accoglienza autentica, disponibilità sincera, bontà capace di dare senza chiedere.
Ti abbiamo visto gestire crisi aziendali e oscurità personali, anche di altre persone, con quella potenza di mediazione che ci ricorda il tuo papà.
Una bontà non sempre compresa. Talvolta nemmeno riconosciuta.
Ti abbiamo visto soffrire, in silenzio, senza mai smettere di sorridere.
Perché le persone adulte restano fedeli a ciò che sono, anche quando non vengono capite.
E spesso chi ha torto sceglie il silenzio, più per vergogna che per distanza.
Per noi, però, tutto questo ha un valore chiaro.
Ci hai insegnato cosa siano davvero la compassione e il perdono: qualcosa che ti appartiene nel profondo.
E quando abbiamo capito che non era stato compreso, forse abbiamo sofferto più di te.
Se questa è la tua chiusura, è all’altezza di ciò che sei stato.
Se invece è una pausa, sappiamo che qualche nuova avventura sportiva saprà trovarti.
Siamo orgogliose di camminare al tuo fianco.
Da giovedì a domenica saremo a Madrid per un congresso internazionale: perché la crescita vicino a te non si ferma mai.
Siamo noi.
Le tue donne.
Quelle che vedono tutto. Quelle che ascoltano tutto.
Quelle che ti consigliano… e poi si fermano.
Perché sanno che sei tu che vedi più lontano.