25/08/2026
TRIDIMENSIONALITÀ ONTOLOGICA: SOSZIO, TEMPO E MEMORIA IN ZIO PAPERONE
L' estate, nella mia personale narrazione autobiografica, non rappresenta solo ed esclusivamente una stagione bensì un moto dell' anima, una costellazione semiotica di segni, un percorso nel quale tempo, spazio e memoria si fondono senza soluzione di continuità.
E così, tra cielo e mare, tra la melodia delle onde ed il profumo della sabbia, in questa sinestesia di sensazioni si affaccia il fumetto Disney ed, in particolare, Zio Paperone, un universo di significanti e significati dal valore incommensurabile.
Il fumetto in generale costituisce, personalmente, una macchina delle emozioni capace di trasportarti in un attimo nell' età più dolce e spensierata al cuore, quella in cui bastava una storia investigativa di Topolino, una disavventura di Paperino o una epopea di Zio Paperone per far sorridere il cuore di una felicità senza compromessi cognitivi.
Il personale concetto di tridimensionalità ontologica è nato e sopraggiunto, casualmente, dopo aver letto l' ultimo albo di Zio Paperone: può un semplice fumetto parlare di spazio, di tempo, di memoria attraverso la lente filosofica e semiotica? Può un personaggio come Zio Paperone essere ontologicamente molto più stratificato di quanto l' immaginario collettivo abbia sempre pensato e sedimentato nei propri ricordi?
Da questi interrogativi è nato un viaggio di riflessioni tra autori, filosofi, personaggi più o meno conosciuti che mi hanno fatto compagnia alla scoperta del papero più ricco del mondo.
1) TEMPORALIZZAZIONE DELLO SPAZIO
Zio Paperone è da sempre associato alla ricchezza, all'avarizia, all'accumulo e a quell'universo comico nel quale il denaro diventa quasi una caricatura dell'esistenza stessa.
In realtà, oltre la superficie della gag e al di là dell' aspetto caricaturale, si nasconde una struttura filosofica particolarmente complessa, le cui basi affondano sulla percezione nonché costruzione di uno spazio che non è una asettica costruzione geometrica bensì un contenitore di ricordi, un luogo nel quale il tempo sembra acquisire corporeità, fisicità, sembra quasi di poterlo toccare con mano... ed è quello che realmente accade quando Zio Paperone si tuffa tra le monete nel suo deposito, un tuffo nel quale lo spazio si amalgama con il tempo, il tempo si estende nella materia: è la temporalizzazione spaziale.
Edward S. Casey, fenomenologo americano, propone una illuminante distinzione tra space (astratto, geometrico e misurabile) e place (spazio vissuto attraversato da storia, esperienza e memoria).
Nel caso di Zio Paperone, il famoso Deposito non è una costruzione piena di denaro ma un luogo (place) nel quale è stata depositata la propria esistenza: non un semplice edificio bensì il posto della maturità e della identità vissuta nel tempo.
Con Augustine Berque compiamo un passo ulteriore grazie al concetto fondamentale di milieu: non esistono soggetto e spazio separati come se fossero due entità indipendenti; tutto si sviluppa tramite un processo di relazione e imperitura compenetrazione: Paperone modifica il proprio ambiente e l' ambiente modifica Paperone.
Il luogo, come ad esempio il Deposito, non è un contenitore della identità ma una delle condizioni attraverso cui l' identità si manifesta nella sua temporalità.
Siamo, dunque, noi a costruire i nostri luogo o viceversa?
Paperone suggerisce entrambe le cose.
Ne La poetica dello spazio Gaston Bachelard introduce una dimensione più intima ed introspettiva, sottolineando come la casa, la soffitta, il rifugio diventino luoghi nei quali l' interiorità prende forma.
Nel caso specifico il Deposito vive una duplice costruzione di significato: all' esterno appare simbolo di protezione, di chiusura dal mondo circostante, di difesa mentre per Paperone costituisce il luogo più intimo, lo spazio nel quale il denaro non è manifestazione di ricchezza ma intimo focolare domestico (Paperone nuota nell' oro come un bambino giocherebbe con i suoi giocattoli a casa).
Un semplice spazio si veste allora di una profondità emozionale tale da rappresentare l' interiorità del soggetto che lo abita e Paperone ne è la manifestazione più autentica.