Centro Odontoiatrico Centocelle

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Cosa sono le sigillature dei denti?Le sigillature dentali rappresentano insieme alla somministrazione del fluoro, uno de...
27/04/2015

Cosa sono le sigillature dei denti?

Le sigillature dentali rappresentano insieme alla somministrazione del fluoro, uno dei principali trattamenti in termini di prevenzione dentale. La funzione delle sigillature è di proteggere i denti dalla formazione della carie e devono essere effettuate non appena i denti posteriori sono completamente erotti nel cavo orale.

La superficie masticante di tali denti infatti è caratterizzata da una anatomia complessa, ricca di solchi e fossette, difficili da pulire, ed in cui si possono intrappolare residui di cibo con formazione di carie. Non solo i bambini ma anche gli adulti possono trarre beneficio dalle sigillature. Si tratta di un materiale resinoso molto fluido che scorrendo all’interno dei solchi e delle fossette dei denti, precedentemente ben puliti e detersi, indurendosi ne rende la superficie masticante scivolosa in modo tale che i residui di cibo possano essere rimossi più facilmente. Inoltre la maggior parte dei sigillanti in commercio contengono al loro interno concentrazioni variabili di fluoro che viene lentamente rilasciato nel tempo, contribuendo a fortificare lo smalto e a proteggerlo dalla formazione della carie.

Le sigillature hanno una durata di alcuni anni e vengono controllate regolarmente durante le visite periodiche (sono di colore bianco e quindi ben visibili) e applicate nuovamente nel caso qualcuna di essere dovesse saltare.

09/04/2015
09/04/2015

Igiene orale
Fino a poche decine d'anni fa, le malattie di denti e gengive progredivano indisturbate portando la maggior parte della popolazione alla perdita dei denti.

Oggi sappiamo che queste malattie possono essere evitate grazie a una corretta igiene orale quotidiana, atta ad eliminare il principale nemico dei denti, la placca batterica.

Per ottenere risultati soddisfacenti non basta lavarsi i denti dopo ogni pasto, ma è necessario conoscere la tecnica corretta di spazzolamento dei denti e le modalità d'uso del filo interdentale.

L'igiene orale domiciliare però non basta per eliminare completamente la placca batterica e il tartaro, dunque bisogna prevedere periodicamente una visita dal professionista, che provvederà ad effettuare la cosiddetta igiene orale professionale: con questa definizione si comprendono tutte quelle manovre praticate dal professionista (medico dentista, odontoiatra, igienista dentale) al fine di eliminare tutti i residui accumulatisi nel tempo in seguito all'impossibilità delle manovre di IOD di essere efficaci in modo assoluto.

Igiene orale domiciliare

Scelta e utilizzo dello spazzolino da denti
Lo spazzolino da denti è lo strumento principale per l'igiene orale, è quindi fondamentale sceglierlo bene. Un buon spazzolino deve avere il ma**co diritto, una testina di dimensioni adeguate, che raggiunga facilmente ogni parte della bocca, composta da setole sintetiche con punte arrotondate, di diametro compreso tra 0,20 e 0,25 mm. Queste misure corrispondono alla tipologia di spazzolino indicata con la dicitura "durezza media".

La lunghezza della testina dovrebbe essere intorno ai 3 cm per l'adulto e di 1,5 per il bambino.

Le setole dello spazzolino devono essere perfettamente dritte e di pari lunghezza. Non appena perdono di integrità, e appaiono piegate e deformate, occorre sostituire lo spazzolino con uno nuovo. In genere il cambio dello spazzolino andrebbe effettuato ogni 2-3 mesi.

I denti andrebbero spazzolati entro 20 minuti dalla conclusione del pasto, per evitare l'attecchimento della placca batterica.

La tecnica di spazzolamento dei denti è fondamentale, poiché se errata può portare danni piuttosto che benefici.

Lo spazzolamento in direzione sinistra-destra, che spesso si vede in televisione, è inefficace, poiché trascina la placca batterica e la deposita negli interstizi dentali dove ristagna, favorendo l'insorgere di tartaro e carie. Inoltre, tale pratica tende a distaccare la gengiva dai colletti dentali producendo le recessioni gengivali, inestetiche e fastidiose in quanto aumentano la sensibilità al caldo e al freddo.

Per una corretta igiene orale lo spazzolino va sempre mosso in direzione perpendicolare alla gengiva, e sempre dalla gengiva verso il dente. Dunque, per pulire i denti superiori il movimento dello spazzolino deve avvenire dall'alto verso il basso, con un inclinazione di 45 gradi, per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale.

Per pulire l'arcata inferiore il movimento corretto è dal basso verso l'alto.

Questa 'operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna, la quale viene spesso trascurata in quanto di più difficile accesso.

La pulizia della parte masticatoria dei denti posteriori va effettuata spazzolando dal dietro verso l'avanti e viceversa e solo successivamente con un movimento laterale, che favorisce la pulizia degli interstizi tra i denti.

L'igiene orale domiciliare non deve trascurare la pulizia della lingua, che va spazzolata delicatamente, meglio se con appositi strumenti, per rimuovere i residui di cibo ma soprattutto i microorganismi che si annidano sulla lingua e che spesso sono responsabili dell'alito cattivo. La lingua va fatta sporgere verso l'esterno quanto più possibile, poi occorre inserire lo spazzolino o lo strumento apposito quanto più in profondità, e va estratto strofinando energicamente la superficie della lingua. Purtroppo questa operazione provoca un fastidioso stimolo di rigetto, soprattutto perché la parte più importante da pulire è quella posteriore. Tuttavia, è un disturbo che ci si abitua ben presto a tollerare, e che svanisce con il tempo.

Scelta e utilizzo del filo interdentale
L'uso periodico del filo interdentale è indispensabile per eliminare la placca batterica adesa alle superfici tra dente e dente, inaccessibili allo spazzolino da denti. L'accumulo di placca batterica in questa zona può causare infiammazioni della papilla (la gengiva interdentale), che se trascurata può evolvere in piorrea.

Il filo interdentale va inserito tra due denti, spinto delicatamente fino a toccare la gengiva, e tirato verso l'esterno facendolo aderire bene alla parete di uno dei denti. L'azione va ripetuta due volte per interstizio, una per ogni dente che condivide lo stesso interstizio. Esistono diversi tipi di filo interdentale, molto interessanti sono quelli piatti, a nastro, che si inseriscono molto bene negli interspazi stretti dei soggetti con problemi di affollamento, e non si sfilacciano ma rimangono integri.

Igiene orale professionale
La visita dal dentista dovrebbe essere effettuata almeno una volta all'anno, meglio se ogni 6 mesi, soprattutto da parte di coloro che hanno dentature predisposte all'accumulo di placca e tartaro. Il professionista (dentista o igienista), con particolari strumenti, è in grado di rimuovere in profondità la placca e il tartaro che si accumulano nonostante una corretta igiene orale domiciliare. Inoltre, durante la visita sarà possibile effettuare un controllo approfondito individuando potenziali problemi, che se curati per tempo avranno un decorso favorevole.

09/04/2015

VENITE A TROVARCI IN STUDIO
LA PRIMA VISITA,L' ORTOPANORAMICA E L IGIENE DENTALE VE LA REGALIAMO NOI...

L’Endodonzia è la scienza medica, nell’ambito dell’Odontoiatria, che ha per oggetto i tessuti interni del dente, le pato...
04/03/2015

L’Endodonzia è la scienza medica, nell’ambito dell’Odontoiatria, che ha per oggetto i tessuti interni del dente, le patologie e i trattamenti correlati. Quando questi tessuti o i tessuti che circondano la radice dentale si ammalano o danneggiano a causa di carie o traumi, il trattamento endodontico permette di salvare il dente.
Il trattamento endodontico è un intervento odontoiatrico ambulatoriale che si rende necessario quando la polpa (il tessuto molle interno al dente) è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente, o da un trauma (grave e improvviso o più leggero ma ripetuto) che ha provocato frattura o scheggiatura o incrinatura profonda.
La polpa dentaria, contenuta all’interno dei denti, popolarmente nota come nervo del dente, è in realtà un tessuto altamente specializzato costituito da arterie, vene, terminazioni nervose e cellule connettivali. Nell’età dello sviluppo questo tessuto ha la funzione di formare la struttura portante calcificata del dente (dentina); nell’adulto, ad accrescimento completato, la polpa – ormai assottigliata – resta confinata nella camera pulpare e nei canali radicolari, con funzioni residuali di sensibilità al freddo e idratazione della dentina.
A perturbare lo stato di salute pulpare possono intervenire varie situazioni patologiche, la più frequente delle quali è di gran lunga la carie dentaria (vedi oltre), ossia la decalcificazione e distruzione progressiva dei tessuti duri del dente per l’azione di microrganismi presenti nella placca batterica. Se non si interviene tempestivamente la cavità prodotta dalla carie si ingrandisce e approfondisce ed estende finché la polpa viene raggiunta dai batteri con trasformazioni irreversibili dovute all’infezione. Quando si arriva a questo stadio la cura conservativa che consente di mantenere il dente evitando l’estrazione è la terapia endodontica, o cura canalare o anche più impropriamente devitalizzazione. In generale.
l’Endodonzia mira a conservare i denti che hanno ricevuto un danno grave della loro struttura che ha portato all’infezione e alla necrosi della polpa, con ripercussioni acute o croniche dei tessuti circostanti, più o meno dolorose. La moderna Endodonzia si avvale di strumenti sofisticati per la diagnosi e la terapia, quali lo stereomicroscopio operatorio, i biomateriali innovativi, la strumentazione in leghe speciali.

Il trattamento endodontico In cosa consiste?

Il trattamento endodontico (o cura canalare anche detto devitalizzazione o canalizzazione) consiste nella rimozione della polpa (nervo dentale) infiammata e infetta, presente all’interno del dente e per tutta la lunghezza delle radici, e nella sua sostituzione con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata detersione e sagomatura dei canali radicolari.

Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?

Il risultato è che il dente non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro. La percentuale di successo di una cura canalare corretta è, in condizioni normali, elevatissima. La percentuale diminuisce nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura per un insuccesso precedente (errori d’esecuzione, complessità anatomiche, difficoltà obiettive)

Quanto tempo richiede?

Il trattamento endodontico è ormai veloce anche per i molari, grazie alle nuove tecniche e alle moderne apparecchiature a disposizione. Le fasi operative sono le seguenti:
◾Anestesia locale per neutralizzare il dolore anche nei casi con polpa ancora sensibile
◾Ricostruzione provvisoria della corona dentale quando questa è molto distrutta, allo scopo di eliminare tutta la carie senza rinunciare alle pareti della cavità del dente (contenimento dei liquidi disinfettanti e aggancio del foglio di gomma isolante)
◾Isolamento del campo operatorio mediante la diga di gomma (mezzo imprescindibile per una buona riuscita della cura canalare) consistente in un foglio di lattice di gomma teso da un archetto e tenuto fermo da un gancio posto intorno al dente da curare o a un dente vicino.
◾Apertura della camera pulpare: accesso alla polpa attraverso una cavità preparata dal lato masticante del dente
◾Reperimento del o dei canali radicolari con l’ausilio di ingrandimenti ottici.
◾Misurazione della lunghezza di lavoro ossia di ciascun canale presente (da un riferimento sulla corona fino all’apice radicolare) mediante una radiografia e un localizzatore elettronico d’apice (la dose di radiazione assorbita nell’esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima).
◾Strumentazione dei canali mediante strumenti endodontici che asportano la polpa canalare, contaminata dai batteri e sostanze infette, creando nel medesimo tempo una forma delle pareti adatta a una completa otturazione.
◾Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente disinfettante, per ottenere un ambiente il più possibile pulito e asettico
◾Otturazione canalare mediante guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato a un cemento canalare
◾Ricostruzione della corona
◾Controllo radiografico della fine della cura
◾Eventuale protesi fissa (corona o ponte)

La Cura Canalare può far male?

Durante il trattamento endodontico il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale. Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno fastidioso, può essere presente dopo la terapia, ma è facilmente controllabile con un comune analgesico. Raramente, in radici particolarmente infette, può svilupparsi un ascesso con dolore e gonfiore a causa del passaggio di batteri nell’osso che circonda le radici. L’insorgenza di queste complicanze non pregiudica necessariamente il successo del trattamento in corso.

Ortodonzia: prevenzione e trattamentoortodonzia prevenzione. La terapia ortodontica applicata a piccoli pazienti (in pre...
18/02/2015

Ortodonzia: prevenzione e trattamento

ortodonzia prevenzione. La terapia ortodontica applicata a piccoli pazienti (in presenza di denti decidui), é volta ad intercettare e prevenire precocemente non solo eventuali disallineamenti dentali ma anche disarmonie scheletriche (mascellari e mandibolari) che in fase di crescita possono essere curate con successo senza ricorso ad estrazioni e/o alla chirurgia.

Successivamente, in età pre-puberale (al termine della permuta dentaria), sarà possibile coordinare in modo ottimale l'allineamento dei denti.

I pazienti adulti rappresentano per l'ortodonzia moderna una realtà in costante incremento.

Difetti funzionali e anomalie estetiche legati al disallineamento dentale possono, anche in età adulta, essere curati con successo.
Alterazioni nella distribuzione dentaria, così come la perdita di elementi dentari a causa di estrazioni o riassorbimento dell'osso di sostegno dei denti (malattia parodontale o piorrea), provocano uno spostamento dei denti e un cambiamento dei rapporti occlusivi (malocclusione), rendendo necessario un intervento ortodontico correttivo.

Qualora nell'adulto si presentino squilibri scheletrici importanti, la terapia ortodontica dovrà essere accompagnata da un trattamento micro-chirurgico o chirurgico.

La cura ortodontica é finalizzata al raggiungimento di una nuova posizione dei denti che risponda ad esigenze estetiche e funzionali.

L'ortodontista é lo specialista in grado di progettare lo spostamento dei denti a partire da una diagnosi individuale (realizzata mediante valutazione clinica, fotografica e l'ausilio radiografico), in base alla quale viene selezionata la tipologia di apparecchiatura ortodontica adatta a conseguire l'obiettivo preposto.
La terapia ortodontica si avvale di diversi dispositivi che, generando forze di trazione/pressione, attuano lo spostamento dei denti.

Apparecchi mobili o rimovibili
Si tratta di apparecchi che il paziente può mettere e togliere in autonomia secondo precise indicazioni terapeutiche.
Sono realizzati in resina acrilica e possono incorporare porzioni metalliche (viti e ganci).

Apparecchi fissi
Sono costituiti generalmente da attacchi in metallo o ceramica (questi ultimi non visibili) , fissati direttamente sugli elementi dentali per mezzo di resina adesiva e collegati fra loro da archi in sottile filo metallico. Questi ultimi sostituiti progressivamente durante la cura dall’ortodontista, esercitano le trazioni necessarie allo spostamento dei denti. Gli apparecchi fissi possono essere applicati, modellati e rimossi unicamente dall'ortodontista.

Ortodonzia: cura delle malocclusioniL'ortodonzia é il settore dell'odontoiatria che si occupa della diagnosi, della prev...
18/02/2015

Ortodonzia: cura delle malocclusioni

L'ortodonzia é il settore dell'odontoiatria che si occupa della diagnosi, della prevenzione e della cura delle malocclusioni, presenti qualora vi sia una cattiva relazione di combaciamento fra l'arcata dentaria superiore (mascellare) e quella inferiore (mandibolare).

Le malocclusioni sono prodotte da anomalie della posizione e dello sviluppo dei denti (disallineamento dentale) e da alterazioni costituzionali delle ossa mascellari e mandibolari.

Obiettivo dell'ortodonzia é trattare e correggere tali anomalie che possono avere ripercussioni importanti sia a livello funzionale che estetico, inducendo disturbi a carico della muscolatura masticatoria e delle articolazioni tempro-mandibolari.

Le malocclusioni dentali inoltre (anche in situazioni di compromissione non grave), provocano significative alterazioni dell'equilibrio fra struttura dentale, strutture ossee, muscolari e tendinee ad essa collegata e sistema neuromuscolare e osteoarticolare.

Ciò significa che le patologie occlusive possono agire negativamente a livello della colonna vertebrale e a livello cranico, provocando cefalee, squilibri posturali, algie cervicali e vertebrali, disturbi della vista e dell'udito.

L'ortodonzia moderna non si limita dunque al corretto allineamento dei denti ma promuove il raggiungimento di un equilibrio ottimale fra efficienza della masticazione, salute dentale, estetica del sorriso e benessere complessivo del paziente.

faccette in zirconia
12/02/2015

faccette in zirconia

12/02/2015

L'estetica dentale è oggi una richiesta primaria di chi desidera presentarsi e apparire agli altri con un look di successo, al pari dell'estetica del viso, della capigliatura, dell'abbigliamento. Essa consiste nel rimuovere o modificare tutti quegli inestetismi che compromettono il nostro biglietto da visita naturale: il nostro sorriso!

Le tecniche sono applicate con modalità adesiva, cioè senza limare il dente, quindi senza anestesia e senza dolore.
Per i casi più complessi dove si vuole modificare la forma dei denti si ricorre alle "faccette" costruite in zirconia e porcellana. In questo caso occorre limare una parte dello smalto rovinato dei denti per sostituirlo con la faccetta stessa.

Faccette in zirconia e porcellana sono senza metallo, quindi completamente bianche, con lo stesso colore dei nostri denti. Possono essere utilizzate per correggere l'estetica vestibolare (lato visibile della corona dentale) o per modificare la morfologia di tutta la corona dentale: estetica con rivestimento completo.

09/02/2015

PREVENZIONE:

Alla base della salute orale ci sono una serie di pratiche preventive. Tra le cause principali dei problemi della bocca infatti si annoverano la scarsa igiene e una alimentazione scorretta che favoriscono lo sviluppo di carie, tartaro e lesioni del cavo orale.

Tra le azioni applicabili vengono indicate dai CDC americani:

• Bere acqua ricca di fluoro e usare un dentifricio a base di fluoro. La prevenzione data dal fluoro contro la carie funziona a qualunque età.

• Avere buona cura dei propri denti e gengive. Lavarsi i denti e passare il filo interdentale riduce significativamente la formazione di placca e previene le gengiviti, la forma più leggera di disturbo alle gengive.

• Evitare il consumo di tabacco. Oltre a tutti gli altri rischi per la salute, i consumatori di tabacco rischiano fino a sette volte di più lo sviluppo di disturbi a carico delle gengive rispetto ai non fumatori. I fumatori hanno anche un rischio più alto di sviluppare cancro della bocca e della gola e infezioni fungine del cavo orale (causate dal fungo Candida).

• Limitare l’uso di alcol, che costituisce un fattore di rischio per il cancro della bocca e della gola. Tabacco e alcol sono fattori di rischio indipendentemente, ma il rischio aumenta quando sono assunti contestualmente.

• Mangiare correttamente. Sia i bambini che gli adulti dovrebbero evitare di mangiare molti zuccheri e carboidrati, contenuti soprattutto in dolci e snack. Mangiare frutta e verdura ricca di fibre durante la giornata stimola la salivazione che a sua volta favorisce la rimineralizzazione della superficie dei denti che presentano un inizio di carie.

• Andare regolarmente dal dentista: i controlli regolari possono identificare i primi sintomi di malattia e disturbo della bocca e favorire le appropriate contromisure. Una pulizia dei denti professionale (una profilassi dentistica) può prevenire problemi del cavo orale, soprattutto in tutti quei casi in cui è difficile che una persona possa eseguire quotidianamente e correttamente la pulizia dei denti.

• I diabetici sono a più alto rischio di problemi a carico delle gengive.

• Se l’uso di farmaci per altri trattamenti causa la secchezza del cavo orale, chiedere al proprio medico una terapia sostitutiva.

• Eseguire un controllo dentistico prima di avviare qualsiasi terapia anti-cancro: la radio e la chemioterapia possono dare problemi a denti e gengive. Il trattamento di problemi del cavo orale prima di iniziare queste terapie può limitare le complicazioni a carico della bocca e dei suoi tessuti.

15/01/2015

LE MALATTIE

Le più diffuse e dannose sono la carie e la malattia parodontale, in quanto provocano, se non intercettate in tempo, la perdita del dente. Anche il bruxismo, l’abitudine cioè di stringere, serrare o digrignare i denti può provocare seri danneggiamenti ai denti stessi.
Nella composizione dei denti si ha un'alta percentuale di calcio, fosforo ed altri minerali.
Pertanto la dieta influisce notevolmente sul buono sviluppo e sulla conservazione dei denti.
In questi processi, le vitamine A, B, D sono indispensabili, mentre il fluoro li mantiene sani e robusti. Un'insufficiente produzione di ormoni, da parte di alcune ghiandole endocrine, come la tiroide e la paratiroide, impedisce lo sviluppo di denti robusti. Alcuni agenti chimici (batteri) rendono solubili i sali di calcio presenti nello smalto consentendo alla carie di iniziare la sua azione distruttrice. L'acido agisce sullo smalto dei denti, formando una cavità ed in seguito il deperimento del dente.
Se la cavità non viene pulita per tempo e otturata dal dentista, la dentina, simile all'avorio, o corpo del dente, comincia a cariarsi, permettendo alla cavità di raggiungere la polpa dentaria. Qualora la polpa dovesse infettarsi potrebbe formarsi un ascesso (una raccolta di pus che si forma alla fine della radice del dente).
Il dente infetto deve essere opportunamente curato (o al limite estratto) per proteggere la salute della persona interessata.
Se il cibo rimane a lungo nelle fessure che dividono un dente da un altro, le sue piccole particelle risultano un ottimo terreno di coltura per i batteri.
Più sono difficili da pulire, più sono pericolosi; così è ad esempio è la superficie interna dei denti e le parti dei denti che vengono fra loro in contatto.
Un metodo per aiutare i denti a resistere alla carie è quello di applicare ai denti permanenti dei bambini una soluzione di fluoruro di sodio, in modo da rinforzare lo smalto (la sigillatura).

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