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07/10/2026
22/09/2026
22/09/2026

🚨🚨🚨 Catania, Coisp: cronache di poliziotti feriti non può diventare ordinaria amministrazione

“Un collega con il setto nasale fratturato e un trauma facciale, altri due con contusioni e traumi vari e 15 giorni di prognosi ciascuno: è questo che c’è dietro le parole ‘poliziotti feriti’, che ormai ricorrono con una frequenza impressionante nelle cronache delle nostre città”.

Lo dichiara Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, dopo l’aggressione subita dagli agenti della Squadra Mobile di Catania durante un servizio antidroga nel quartiere San Cristoforo.

“Questa volta sono stati colpiti con caschi, spranghe e sedie ed è stato necessario l’intervento di altre pattuglie per fermare l’aggressione. Il problema è che stiamo tollerando troppo: aggressioni di una gravità inaudita si susseguono e vengono ormai assorbite come se facessero parte della normalità.

Non possiamo permettere che episodi di questa violenza finiscano per essere percepiti come una conseguenza quasi ordinaria e banale del lavoro di un poliziotto, perché abituarsi alla violenza contro chi rappresenta lo Stato significa finire per accettarla e giustificarla” conclude.

22/09/2026

A 36 anni dalla sua uccisione, ricordiamo il giudice Rosario Livatino, assassinato il 21 settembre 1990 per il suo impegno instancabile al servizio della giustizia e della legalità.

Chiamato “il giudice ragazzino” per la sua giovane età, Livatino seppe distinguersi per integrità, rigore e profonda responsabilità istituzionale. Di fronte alla violenza mafiosa non si tirò indietro, continuando a svolgere il proprio dovere con discrezione, fermezza e rispetto delle leggi.

Commemorarlo significa non soltanto onorare la sua memoria, ma anche rinnovare l’impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità e sopraffazione. Il suo esempio ci ricorda che la legalità nasce dalle scelte di ogni giorno e dalla volontà di difendere il bene comune.

07/08/2026

Il 6 Agosto del 1985 morivano a Palermo, in un attentato mafioso, il Commissario Antonio “Ninni” Cassarà (38 anni) e l’Agente Roberto Antiochia (23 anni).

Ninni Cassarà fu uno dei più stretti collaboratori di Falcone e Borsellino e artefice, insieme a Beppe Montana, della cattura di centinaia di mafiosi coinvolti nel “maxi-processo” a Cosa nostra.

Della squadra di Montana e Cassarà aveva fatto parte per due anni il giovanissimo Agente Roberto Antiochia, che in quella torrida estate del 1985 aveva da poco ottenuto l’atteso trasferimento per Roma.

Quando, il 28 Luglio, Beppe Montana venne assassinato in un vile agguato, Antiochia non esitò a prendere dei giorni di permesso e a precipitarsi a Palermo, per fare volontariamente la scorta a Cassarà, su cui pendeva un’altra probabile condanna a morte.

Pochi giorni dopo, il 6 Agosto, saranno entrambi trucidati a colpi di Ak-47 davanti all’abitazione dello stesso Cassarà, che morirà tra le braccia della moglie.

“Eroi consapevoli”.

Il COISP li ricorda e rende loro onore.

27/07/2026

📰 Il Segretario Generale del COISP, Domenico Pianese, in una esclusiva intervista a La Verità, denuncia lo stato d’insicurezza e il “clima d’accusa” che colpisce gli agenti, accusando avvocati e associazioni di alimentare una caccia alle cause civili e giudiziarie contro la Polizia.

Pianese difende l’operato degli agenti nel caso Fakir, invoca bodycam e tutela per gli operatori e attacca il sindaco Lepore per aver convocato la piazza a caldo, definendo la manifestazione un “assist ai violenti” che ha complicato i dispositivi di ordine pubblico.

Articolo completo disponibile nel primo commento. 👇🏻

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