Dott. Giuseppe Canto Dietista

Dott. Giuseppe Canto Dietista L'alimentazione è ESSENZIALE per ogni essere vivente. Secondo l'O.M.S. E' un gesto d'amore che possiamo e dobbiamo fare nei confronti di noi stessi.

Alimentarsi n modo sano e corretto permette di mantenere, migliorare o ripristinare il nostro stato di SALUTE. L’alimentazione influenza non solo lo stato di nutrizione (sovrappeso, obesità, magrezze, ecc…) ma anche e soprattutto lo stato di salute di ogni individuo e di conseguenza aumenta o riduce il rischio di sviluppare diversi eventi morbosi. Tutte le patologie si manifestano quando alla pred

isposizione genetica si associano uno o più fattori ambientali, tra i quali, appunto, l'alimentazione scorretta. più del 50% delle patologie cardiovascolari, dei casi di diabete di tipo II e dei tumori potrebbero essere evitati se adottassimo uno stile alimentare e uno stile di vita sano e corretto. Per questo la sana e corretta alimentazione costituisce la base fondamentale per la nostra salute.

Sapete perché ai miei pazienti consiglio sempre di fare un iniziale ripristino della flora batterica intestinale (con ba...
04/10/2022

Sapete perché ai miei pazienti consiglio sempre di fare un iniziale ripristino della flora batterica intestinale (con batteri specifici e inseriti passo passo) e poi, in momenti specifici e/o particolari, consiglio un richiamo di fermenti lattici?

La risposta è semplice: la salute dell'intestino è fondamentale per tantissime ragioni.
Se siete curiosi di scoprirle tutte (alcune da non credere) leggete il post!

Il detto “l’intestino è il nostro secondo cervello” è veritiero, infatti, il Sistema Immunitario e il Microbiota sono strettamente correlati.
L’alterazione di quest’ultimo causa inevitabilmente alterazione dei sistemi di difesa del nostro organismo.
Quando si verifica un’alterazione del microbiota e vi è una riduzione delle specie benefiche e aumento delle specie “cattive” possiamo andare incontro ad un aumentato stato infiammatorio che può evolvere, nelle persone geneticamente predisposte, nelle più svariate patologie.
Gli studi che esaminano la composizione e il ruolo del microbioma intestinale in diverse malattie hanno suggerito e in alcuni casi dimostrato associazioni con malattie infiammatorie della pelle quali psoriasi e dermatite atopica, malattie infiammatorie croniche intestinali, altre patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, malattie metaboliche quali diabete di tipo 2, obesità e aterosclerosi.

Oltre al ruolo poc’anzi espresso, è ormai certo il ruolo del microbiota sull’eziopatogenesi dell’obesità.
Tra i meccanismi principali portati alla luce circa la relazione tra microbiota intestinale e accumulo di grasso corporeo è particolarmente interessante il fatto che microbi intestinali possano influenzare i percorsi metabolici, quelli infiammatori e l'asse intestino-cervello, predisponendo all’obesità per aumento del consumo di cibo.
Un’altra osservazione interessante scaturita da più studi di intervento per la perdita di perdita di peso è che le modificazioni della composizione corporea sono associate anche a cambiamenti nella composizione del microbiota e tali cambiamenti possono effettivamente svolgere un ruolo nella riduzione del peso e nel miglioramento della funzione metabolica.

Un altro meccanismo con cui il microbiota può agire sull’assunzione di energia è attraverso il suo ruolo nell’estrarre energia da determinati substrati: agisce per migliorare la deposizione diretta dei trigliceridi negli adipociti (cellule di grasso), promuovendo lo stoccaggio delle calorie raccolte dalla dieta in grasso.
in pratica, le calorie che assumiamo non le conosciamo precisamente; le etichette nutrizionali forniscono solo una stima imprecisa in quanto ci sono tantissimi fattori che influenzano la quantità di calorie che effettivamente vengono “assunte” dal soggetto. il microbiota sembra essere uno di questi, e anche tra i più rilevanti.

Molti scienziati continuano a porre l’accento sul fatto che il microbiota dei soggetti obesi sia differente dal microbiota dei soggetti magri.
Tuttavia, questa non è una prova dell’azione del microbiota nel prevenire o causare l’obesità, infatti può tranquillamente essere l’obesità stessa la causa della modificazione del microbiota. Bastano infatti 2 giorni di dieta ipercalorica o povera di fibre e ricca di grassi saturi o trans per modificare in maniera rilevante il microbiota.

Concludendo, una dieta ben studiata e uno stile di vita sano concorrono allo sviluppo e al mantenimento della flora batterica "buona".
gli studi dimostrano che uno squilibrio tra la flora batterica buona e quella patogena comporta effetti negativi sia sull'insorgenza di molte patologie, sia sull'aumento del peso e sulla fatica a perderlo se in eccesso.
sta a noi prenderci cura del nostro intestino, un organo molto sottovalutato, che ricopre un ruolo cruciale per la nostra salute.

Ho conosciuto questa pizzeria pochi anni fa ma è subito entrata nel mio cuore. Qualità delle materie prime, ricerca e st...
29/09/2022

Ho conosciuto questa pizzeria pochi anni fa ma è subito entrata nel mio cuore. Qualità delle materie prime, ricerca e studio per fornire un prodotto di alto livello oltre che di altissima digeribilità. Condivido con piacere questo loro post.
Quando si lavora con amore e passione i benefici sono per tutti.

LA SOSTENIBILITA’ INIZIA A TAVOLAMai come nei giorni nostri dobbiamo porre attenzione al futuro del nostro pianeta.Non c...
24/06/2022

LA SOSTENIBILITA’ INIZIA A TAVOLA

Mai come nei giorni nostri dobbiamo porre attenzione al futuro del nostro pianeta.

Non ci pensiamo, ma anche ciò che mangiamo e la scelta degli alimenti e con quale frequenza assumerli, ha un impatto sull'ambiente.
In questo contesto la dieta mediterranea oltre che alleata della nostra salute è anche alleata dell’ambiente in cui viviamo.

Capovolgendo infatti la piramide alimentare della dieta mediterranea si ottiene la piramide ambientale in cui si intuisce facilmente che a creare un impatto ambientale minore sono gli alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore.

Il modello mediterraneo invita a variare i cibi consumati e a rispettarne la stagionalità (che vuol dire rispettare i tempi della natura).
Rispettare la stagionalità significa ANCHE rispettare e favorire la BIODIVERSITA’.

Pensate anche a questo quando scegliete gli alimenti da mettere nel carrello della vostra spesa.

Dott. Giuseppe Canto

L'estate si avvicina e contestualmente aumentano in televisione e sui social gli spot di quei prodotti (soprattutto beva...
16/06/2022

L'estate si avvicina e contestualmente aumentano in televisione e sui social gli spot di quei prodotti (soprattutto bevande) con "ZERO ZUCCHERI".

Ma lo sappiamo: non è tutto oro quel che luccica. Vediamo perché.

Eliminando lo zucchero da un qualsiasi prodotto questo perde molto del suo gusto e della sua palatabilità risultando dunque non appagante per il consumatore.

Per non aumentare le calorie del prodotto, allora, si ricorre all'aggiunta degli edulcoranti artificiali (Acesulfame K, Aspartame, Ciclammato, Saccarina, Sucralosio, ecc.). Questa aggiunta consente di recuperare quel grado di "dolcezza" senza peró aggiungere calorie.

Fin qui sembrerebbe tutto grandioso se non fosse che gli effetti sulla nostra salute di questi edulcoranti non siano positivi, anzi.

In primo luogo questo composti hanno una attività battericida che, è vero, contrasta la comparsa di carie dentale, ma al tempo stesso devasta la nostra flora batterica intestinale con ripercussioni notevoli a lungo termine sulla nostra salute. ❌

Inoltre, se dapprima si credeva che eliminando lo zucchero si sarebbe evitata la secrezione di insulina dal pancreas, studi recenti dimostrano che la secrezione insulinica avviene anche semplicemente in risposta alla percezione del gusto dolce rilevato dalle papille gustative. ❌

In ultimo, ma non per importanza, assumere cibi dal sapore dolce non disabitua il nostro gusto ma, al contrario, continua a renderci dipendenti a quel determinato livello di dolcezza portandoci quindi a prediligere sempre (e per sempre) alimenti che contengano zucchero o edulcoranti. ❌

Insomma, UN DISASTRO SU TUTTA LA LINEA.

In conclusione, meglio aggiungere un po' di zucchero (riducendolo gradualmente nel corso delle settimane per abituare il nostro palato a nuovi livelli di "dolcezza" percepita) che ricorrere ai subdoli e dannosi edulcoranti artificiali.

Dott. Giuseppe Canto.

IL 95% DELLE DIETE FALLISCE.E’ questo il dato che salta all’occhio e di cui oggi voglio parlare con voi provando a capir...
06/04/2022

IL 95% DELLE DIETE FALLISCE.
E’ questo il dato che salta all’occhio e di cui oggi voglio parlare con voi provando a capirne le cause, analizzarne i motivi e darvi una chiave di lettura che possa aiutarvi ad evitare il fallimento.

Per “fallimento” della dieta si intende il non riuscire a mantenere i risultati in termini di perdita di peso (grasso) nel tempo. Capita spessissimo infatti che, dopo l’iniziale dimagrimento, si tenda a riacquistare tutti i chili persi o comunque buona parte di questi.

PERCHE’ LE DIETE FALLISCONO? Proviamo a dare qualche risposta:

In primo luogo (il caso più frequente) le diete falliscono perché alla dieta si dà una connotazione temporale (“faccio la dieta per 3-4 mesi e poi riprendo a mangiare come prima”). In questo modo alla “dieta” non corrisponde un reale cambiamento dello STILE DI VITA.

La dieta fallirà sicuramente se ci si concentra soltanto sull’aspetto delle calorie senza tenere in considerazione lo STATO METABOLICO da cui si parte. Le calorie sono importanti ma lo è altrettanto il modo in cui queste calorie verranno gestite dall’organismo.

In altri casi invece, la dieta che si è seguita e che è stata protratta per anni, ha portato a risultati OPPOSTI a quelli che si sperava “uccidendo” di fatto il metabolismo: è il caso delle diete low-carb (a bassissimo contenuto di carboidrati) protratte per anni.

In ultima analisi accade spesso che, dopo mesi di dieta ferrea, non si riesca più a perdere peso: si va in “stallo” metabolico.
Questo stallo porta a frustrazione e demotivazione e, come risposta a questi stimoli negativi, si abbandona la dieta e si torna a mangiare senza darsi più una regola. Risultato: si riprendono i chili persi con tanti sacrifici.

Dimagrire è una sfida!

Chiariamo subito che il nostro corpo è programmato per accumulare riserve e non certo per dissiparle. Un po’ come noi e il nostro conto in banca: attuiamo delle strategie per avere un potere di acquisto correlato alle nostre esigenze di vita.

Per dimagrire, quindi, dobbiamo non soltanto stare attenti alle calorie, ma anche ad inviare i giusti messaggi metabolici al nostro organismo; in caso questo non avvenisse saremo destinati a fallire miseramente.

Per vincere questa sfida dobbiamo quindi lottare contro le nostre cattive abitudini (sedentarietà e scorretta alimentazione su tutte) ed avere il coraggio di cambiare noi stessi.

Ok, sì, tutto bello…. ma…. Perché ad un certo punto non si dimagrisce più?
Il nostro organismo ha imparato a sopravvivere quanto più possibile ai periodi di carestia (che ai giorni d’oggi corrisponde ad un basso introito calorico) attuando degli adattamenti metabolici.
Se la restrizione calorica è molto importante e si protrae per molto tempo, il nostro organismo attuerà delle modifiche metaboliche atte a farci consumare sempre meno energia (il tanto famoso “metabolismo lento”: termine che non ha nulla di scientifico ma che aiuta a capire il concetto).
Questo avviene principalmente attraverso due fattori:
- La perdita di massa muscolare (deplezione proteica a fini energetici) che è la nostra massa metabolicamente attiva, ovvero la componente del nostro organismo che ci fa consumare calorie anche a riposo. DLIN DLON: è quello che succede con le diete che permettono di perdere molti chili in pochi giorni o settimane.
- La riduzione del metabolismo per riconversione degli ormoni tiroidei.

Quanto detto fino ad ora ci fa capire che non basta soltanto “tagliare” le calorie ma occorre creare una strategia intelligente per avere un deficit calorico intelligente, altrimenti i risultati non arriveranno e ci si sentirà soltanto frustrati; rischieremo quindi di abbandonare la dieta vanificando tutti gli sforzi messi in campo.

La strategia migliore è quella che abbraccia due correnti di pensiero: quella del calcolo delle calorie da ingerire e quella ormonale/metabolica.

La strategia vincente sarà quindi quella di creare un deficit calorico e allo stesso tempo migliorare il proprio stato metabolico.
Dovremmo quindi fare in modo non soltanto di mangiare le giuste calorie (non troppo poche) ma anche di dirottare i nutrienti verso i muscoli (dove verranno trasformati in energia) e non verso il grasso (dove vengono immagazzinati).

Il dimagrimento è un processo FISIOLOGICAMENTE lento, mettiamocelo in testa: per dimagrire e mantenere i risultati aumentando il nostro metabolismo, ci vorrà più tempo che quello volto semplicemente a seguire una dieta per qualche settimana.

SOLTANTO IL TEMPO E LA PERSEVERANZA ci daranno risultati soddisfacenti e duraturi.
Se ci abbiamo messo anni ad ingrassare, non basteranno poche settimane o pochi mesi a tornare in forma e migliorare il nostro stato metabolico.
La parola d'ordine, il segreto, è la costanza. La costanza è la goccia che scava la pietra.

Dott. Giuseppe Canto.

Terminiamo la carrellata sui cereali da alternare alla pasta e al pane per variare e rendere più sana la nostra alimenta...
11/03/2022

Terminiamo la carrellata sui cereali da alternare alla pasta e al pane per variare e rendere più sana la nostra alimentazione. Parliamo della segale e delle sue ottime proprietà.

Da sempre utilizzata soprattutto sotto forma di farina, non è da disdegnante l'uso in chicchi integri.
È una buona fonte di ferro e calcio.
L'uso frequente di questo cereale è particolarmente consigliato a chi soffre di stipsi data l'alta percentuale di fibre da essa contenute.
È da segnalare anche l'azione antisclerotica che la segale svolge elasticizzando i vasi sanguigni.

Ricetta base: sciacquare accuratamente il cereale, ammollarlo per 8 ore, avendo cura di sostituire l'acqua fino a quando non sarà più torbida e saranno sparite le impurità in superficie.
Portare a ebollizione in un quantitativo d'acqua pari a 3 volte il volume del cereale precedentemente ammollato, salare e cuocere in pentola coperta per circa 45 minuti avendo cura che resti un po' d'acqua a fine cottura che verrà assorbita dal cereale in fase di raffreddamento. Ciò lo renderà particolarmente morbido.

Quando ad alcuni pazienti propongo di mangiare il Miglio, spesso mi rispondono: "Dottore, non sono mica un uccellino!" 😂...
24/02/2022

Quando ad alcuni pazienti propongo di mangiare il Miglio, spesso mi rispondono: "Dottore, non sono mica un uccellino!" 😂

Andiamo allora a scoprire le caratteristiche di questo cereale poco conosciuto ma che può sorprendere per il suo sapore (un po' dolce) e le sue caratteristiche.

Il miglio è un cereale molto antico, originario dell'Asia centro orientale.

Utilizzato poco in Europa, dove è conosciuto come becchime per pollame e uccelli da gabbia, ha una composizione simile al frumento ma NON contiene glutine ed è quindi adatto all'alimentazione di chi soffre di morbo celiaco.

Ottimo per la salute di unghie e capelli, è anche molto adatto all'alimentazione degli anziani che abbiano tendenza all'aterosclerosi.

Ricetta base: scaldare una quantità di acqua pari al doppio del volume del cereale da cuocere. Nel frattempo sciacquare il cereale più volte in acqua fresca fino a che l'acqua sarà priva del tipico intorbidimento dovuto alla presenza di polvere e/o scorie, poi scolare accuratamente.
Procedere quindi ad una leggera tostatura con pochissimo olio extravergine di oliva.
Quando l'acqua sarà bollente mettere il miglio, salare e cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti.

Abbiamo quasi finito la carrellata sui cereali. Spero che li stiate provando e che vi stiano piacendo.Oggi voglio parlar...
14/02/2022

Abbiamo quasi finito la carrellata sui cereali. Spero che li stiate provando e che vi stiano piacendo.

Oggi voglio parlarvi della Quinoa che, per quanto non sia un vero e proprio cereale (è di fatti uno pseudo cereale), è una valida alternativa e soluzione per variare la scelta dei carboidrati da inserire a tavola.

La quinoa è probabilmente il cereale meno allergenico.
I semi di quinoa contengono il 60% di carboidrati e l'11% di proteine (tra l'altro di elevato valore biologico).

La quinoa è una buona fonte di fosforo, potassio e manganese.

È priva di glutine ed è quindi adatta a chi è affetto da morbo celiaco.

I semi di quinoa vanno accuratamente sciacquati per eliminare la saponina (sostanza che riveste i semi di quinoa e la protegge dalle aggressioni di insetti e uccelli).

La cottura è veloce: 10-15 minuti in acqua bollente.
Adatta sia ad essere utilizzata nelle zuppe sua come accompagnamento a carne o verdure.

Se qualcuno mi chiedesse: "quale cereale dovremmo inserire con più frequenza nella nostra alimentazione rispetto a quant...
10/02/2022

Se qualcuno mi chiedesse: "quale cereale dovremmo inserire con più frequenza nella nostra alimentazione rispetto a quanto già non facciamo?" La mia risposta sarebbe di sicuro "Se non si soffre di morbo celiaco, di sicuro dovremmo consumare con più frequenza l'orzo."

L'orzo è uno dei cereali più antichi del mondo.
In commercio ne esistono di 2 tipi:

* Orzo mondo o decorticato (privato soltanto dello strato più esterno)
* Orzo perlato (sottoposto a trattamento di brillatura come il riso)

La versione da preferire è la prima, ovvero quella integrale.

I pregi dell'orzo sono molti: è un rimineralizzante delle ossa, previene le affezioni polmonari e cardiovascolari, è ricco di magnesio, è molto indicato in caso di gastriti, coliti e cistiti.

La mucillagine che produce in cottura possiede un alto potere emolliente e antinfiammatorio.

Durante l'allattamento favorisce la montata lattea.

È indicato agli ipertesi.

È un cereale povero di grassi e favorisce la digestione degli amidi.

Per la sua elevata digeribilità è consigliato agli anziani e ai convalescenti.

In alcuni casi può provocare meteorismo intestinale.

Ricetta base per l'orzo mondo: sciacquare più volte l'orzo in acqua fresca fino a che l'acqua sarà limpida; ammollare quindi il cereale (una parte di orzo e due parti d'acqua) e lasciare in ammollo per un tempo minimo di 6 ore che può protrarsi fino a 12-24 ore.
Scolare l'orzo dall'acqua di ammollo.
Versare in un una pentola l'orzo e l'acqua (il doppio del volume del cereale).
Portare ad ebollizione, salare, abbassare la fiamma e coprire con un coperchio.
Cuocere per circa 1 ora avendo cura che a fine cottura resti nel tegame un po' d'acqua che verrà assorbita dal cereale in fase di raffreddamento. Ciò lo renderà particolarmente morbido.

Continua la carrellata sui cereali! Ce ne sono davvero tanti!Oggi parliamo del Grano Saraceno.Il grano saraceno per le s...
07/02/2022

Continua la carrellata sui cereali! Ce ne sono davvero tanti!

Oggi parliamo del Grano Saraceno.

Il grano saraceno per le sue caratteristiche nutrizionali e l'impiego alimentare è comunemente considerato un cereale ma, a dispetto del nome, non ha nulla a che vedere con il grano.

Questo vegetale ha un alto valore biologico in quanto contiene tutti gli amminoacidi essenziali in proporzione ottimale (la maggior parte dei cereali è carente in Lisina).

Il grano saraceno è un'ottima fonte di fibre e minerali (soprattutto manganese e magnesio) e ciò lo rende particolarmente indicato nella convalescenza, nella gestazione e per gli anziani.

Inoltre aiuta ad elongare i liquidi in eccesso e ha una notevole azione rivitalizzante sui reni.

Ha un indice di sazietà abbastanza elevato ed è privo di glutine, quindi è adatto ai soggetti celiaci.

È disponibile in grani, sotto forma di cous cous e sotto forma di pasta.

Ricetta base: sciacquare il cereale più volte in acqua fresca fino a che l'acqua sarà limpida e togliere eventuali impurità che affiorano in superficie.
Scolarlo bene e procedere con una leggera tostatura in pentola a fuoco vivo girando i grani con un mestolo di legno. Aggiungere poi acqua ben calda (circa il doppio del volume del cereale), salare, coprire con un coperchio e cuocere per circa 20 minuti.

Visto che in questo periodo vi sto proponendo di variare i cereali nei vari pasti, oggi vi parlo dell'indice glicemico.L...
04/02/2022

Visto che in questo periodo vi sto proponendo di variare i cereali nei vari pasti, oggi vi parlo dell'indice glicemico.

L’indice glicemico (IG) è un valore che esprime la rapidità con cui gli alimenti contenenti carboidrati fanno aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) e di conseguenza la secrezione di insulina dal pancreas.

È molto importante prestare attenzione all'indice glicemico dei cibi e dei pasti che assumiamo.
È facile però non interpretare bene il suo significato e ritenere che alimenti ottimi come la zucca (che ha un alto indice glicemico ma basso carico glicemico) siano da evitare per via del loro indice glicemico alto.
L'indice glicemico di un alimento va sempre rapportato al suo carico glicemico.

Facciamo un po' di chiarezza con queste slides

Oggi parliamo di un cereale che sicuramente conoscete ma che, sono sicuro, mangiate poco frequentemente nella sua versio...
02/02/2022

Oggi parliamo di un cereale che sicuramente conoscete ma che, sono sicuro, mangiate poco frequentemente nella sua versione integrale: IL RISO!

È un cereale conosciuto da millenni, originario dei popoli asiatici.

Il riso integrale è il cereale più versatile e, soprattutto, il più equilibrato.
È indicato in ogni stagione e a ogni costituzione fisica.

Il riso integrale contiene elementi fondamentali come vitamine, sali minerali e oligoelenenti. Tali elementi sono pressoché assenti nel riso raffinato (vengono eliminati dai processi di lavorazione).

Anche il riso semintegrale è un'ottima alternativa, così come il RISO ROSSO (ottimo alleato per chi ha il colesterolo alto) e il RISO VENERE.

Insomma, c'è ne sono tante varietà: PROVATELE TUTTE!

Per concludere, il riso è un ottimo energetico, rimineralizzante e disintossicante. È il rimedio principe contro le diarree e le fermentazioni intestinali.

Ricetta base riso integrale: È bene sciacquare accuratamente il riso più volte in acqua fresca fino a che l'acqua sarà limpida e priva di eventuali impurità.
Mettere in una pentola il riso integrale e una quantità d'acqua pari a poco più del doppio il volume del riso da cuocere, portare ad ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 1 ora.
I tempi potrebbero essere più lunghi a seconda del quantitativo di acqua e dal tipo di pentola utilizzata (controllate assaggiando a fine cottura).
Meglio se a fine cottura rimane un residuo di acqua che verrà assorbito in fase di raffreddamento e lo renderà più morbido.

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00198

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