Wiel Marin Smart Digital Dentistry

Wiel Marin Smart Digital Dentistry Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Wiel Marin Smart Digital Dentistry, Studio dentistico, Via Pomponio Leto, 2, Rome.

Wiel Marin Smart Digital Dentistry è uno studio di odontoiatria digitale con la passione per la tecnologia non fine a se stessa ma quale strumento per migliorare al massimo l'esperienza del paziente e la qualita' delle sue cure. Wiel Marin Medicina e Ben Essere nasce dalla sinergia scaturita dall’incontro tra un gruppo di colleghi e professionisti uniti dalla comune passione e convinzione che il

benessere dell’individuo passi necessariamente attraverso un approccio integrato mente – corpo. All’interno di questo gruppo operano differenti professionisti altamente specializzati, con competenze che spaziano dalla medicina del ben essere all’odontoiatria, dalla nutrizione alla psicologia integrata con la manipolazione del corpo. La struttura utilizza tecnologie digitali e apparecchiature di ultima generazione abbinate a prodotti naturali che permettono all’equipe di soddisfare le necessità dei pazienti nel rispetto della loro unicità.

08/09/2026

Bruxismo: non significa soltanto digrignare i denti.

Il bruxismo è un’attività dei muscoli masticatori, principalmente massetere e temporale, che può manifestarsi in due momenti distinti della giornata: durante il sonno oppure durante la veglia.

Durante il sonno l’attività muscolare può essere ritmica o non ritmica.

Durante la veglia, invece, il bruxismo è caratterizzato soprattutto dal mantenere i denti in contatto ripetuto o prolungato, dal serrare oppure dal mantenere la mandibola in tensione. Spesso accade senza rendersene conto, mentre lavoriamo al computer, guidiamo, leggiamo o siamo molto concentrati.

Un concetto fondamentale della letteratura scientifica è questo: il bruxismo non è una malattia. È un comportamento motorio dei muscoli masticatori che, nelle persone sane, può rappresentare un fattore di rischio, un fattore protettivo oppure non avere alcuna conseguenza clinica.

Per questo motivo non si tratta semplicemente di “diagnosticare il bruxismo”, ma di valutarlo insieme ai suoi eventuali segni e alle possibili conseguenze, sempre nel contesto del singolo paziente.

Conoscere la differenza tra bruxismo del sonno e bruxismo della veglia è il primo passo per comprenderlo davvero.

03/09/2026

Ortopanoramica e CBCT non sono la stessa cosa e, soprattutto, una non sostituisce automaticamente l’altra.

L’ortopanoramica offre in un’unica immagine una visione generale di denti, ossa mascellari e mandibolari e di diverse strutture anatomiche. È però una rappresentazione bidimensionale di strutture che nella realtà sono tridimensionali.

La CBCT, quando clinicamente indicata, permette invece di acquisire un volume tridimensionale e di studiare l’anatomia su piani e sezioni differenti, effettuando misurazioni e valutando rapporti anatomici che una singola proiezione 2D può non mostrare nello stesso modo.

Questo può essere particolarmente importante, per esempio, nello studio di alcuni denti del giudizio o nella pianificazione implantare, dove è necessario conoscere tridimensionalmente il volume osseo disponibile e la posizione delle strutture anatomiche da rispettare.

Inoltre, integrando i dati della CBCT con la scansione intraorale, è possibile progettare digitalmente il trattamento mettendo in relazione anatomia ossea, denti e futura riabilitazione.

Quindi qual è l’esame migliore?

Non esiste un esame “migliore” in assoluto. Esiste l’esame appropriato alla specifica domanda diagnostica.

La CBCT non dovrebbe essere eseguita semplicemente perché fornisce più informazioni: l’esposizione radiologica deve essere sempre giustificata dal possibile beneficio diagnostico per quello specifico paziente.

27/08/2026

Perché sanguinano le gengive? 🦷

Il sanguinamento gengivale, soprattutto durante lo spazzolamento o l’uso del filo interdentale, è spesso un segnale di infiammazione.

La causa più comune è l’accumulo di placca batterica vicino al margine gengivale: la risposta infiammatoria rende la gengiva più arrossata, gonfia e più facilmente sanguinante.

Ma attenzione: non vedere sangue non significa necessariamente avere gengive sane. Nel fumatore, per esempio, il sanguinamento può essere meno evidente nonostante la presenza di infiammazione.

E il sanguinamento, da solo, non permette di fare una diagnosi: per capire cosa sta succedendo servono una valutazione clinica, il sondaggio parodontale e, quando indicato, gli esami radiografici.

Il sangue è un segnale. Capirne la causa è ciò che conta.

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25/08/2026

Gonfiore dopo un impianto dentale: quanto dura? 🦷

Dopo un intervento di implantologia, il gonfiore è una normale risposta infiammatoria dei tessuti alla chirurgia.

Generalmente tende ad aumentare nelle prime 24–48 ore, può raggiungere il massimo nei primi 2–3 giorni e successivamente dovrebbe iniziare a ridursi progressivamente.

Ma non esiste una durata identica per tutti: intensità e tempi possono cambiare in base al tipo e all’estensione dell’intervento e alla risposta individuale.

Per questo c’è un concetto più importante del semplice “sono gonfio”:

bisogna osservare come il gonfiore evolve nel tempo.

Se invece continua ad aumentare, compare nuovamente dopo essere diminuito oppure è associato ad altri sintomi, è opportuno contattare il proprio odontoiatra per una valutazione.

Un sintomo, da solo, non fa una diagnosi.
È la sua evoluzione nel tempo che ci dà informazioni importanti.

18/08/2026

🍋 Acidi e denti: cosa succede davvero?

Limone, spremute, limonate, vino, bibite gassate ed energy drink possono creare nella bocca un ambiente acido che favorisce la perdita di minerali dalla superficie dei denti.

Questo fenomeno si chiama erosione dentale ed è prevalentemente chimico. L’abrasione, invece, è meccanica e può derivare anche dall’azione di spazzolino e dentifricio, soprattutto se utilizzati con troppa forza.

Da qui nasce il classico consiglio: dopo qualcosa di acido, aspetta 30–60 minuti prima di lavarti i denti.

Ma le evidenze più recenti rendono questa regola meno certa: non è stato dimostrato in modo convincente che aspettare un tempo prestabilito riduca realmente l’usura dello smalto.

La saliva svolge comunque un’importante azione protettiva, aiutando a diluire e neutralizzare gli acidi.

👉 Il punto quindi non è vivere con il cronometro in mano, ma fare attenzione soprattutto a frequenza e durata dell’esposizione agli acidi: una bevanda consumata in un momento è diversa dalla stessa bevanda sorseggiata continuamente per ore.

La scienza non è fatta di regole immutabili: quando aumentano le evidenze, diventano più precise anche le nostre indicazioni.

Odontoiatria Dentista DivulgazioneScientifica

14/08/2026

LA BOCCA CI PARLA.

Il nostro corpo ci invia continuamente informazioni e noi abbiamo la capacità di percepire ciò che accade al suo interno.

In senso ampio, questa capacità viene talvolta descritta con il termine “intelligenza somatica”: la capacità di riconoscere e percepire i segnali che arrivano dal nostro corpo.

La bocca ne è un esempio molto interessante.

Un dente diventa sensibile al freddo. Una gengiva sanguina. Avvertiamo una pressione mentre mastichiamo, una tensione muscolare, un dolore che compare e poi scompare oppure, semplicemente, la sensazione che qualcosa sia diverso dal solito.

Sono informazioni che denti, gengive, muscoli e articolazioni trasmettono al nostro sistema nervoso e che possiamo percepire in modi differenti.

Ma c’è una distinzione fondamentale: percepire un segnale non significa necessariamente saperlo interpretare.

L’intensità del dolore, per esempio, non ci dice da sola quanto sia importante ciò che sta accadendo. E vale anche il contrario: alcuni processi possono svilupparsi senza produrre inizialmente sintomi evidenti.

È un po’ come la spia di un’automobile: ci avverte che sta succedendo qualcosa, ma per capire cosa stia accadendo sotto il cofano dobbiamo andare oltre la spia.

Per questo il segnale è un’informazione, non una diagnosi.

Ascoltare il proprio corpo è importante. La diagnosi serve a dare a quelle informazioni il significato corretto.

Ed è anche per questo che prevenzione e controlli periodici rimangono fondamentali: non tutto ciò che accade nella nostra bocca ci manda subito un segnale che siamo in grado di percepire.

Denti Bocca Salute

12/08/2026

ANTIBIOTICO IN ODONTOIATRIA: PRIMA O DOPO? 💊🦷

Antibiotico prima o dopo un impianto, un’estrazione o un intervento di chirurgia gengivale?

È fondamentale distinguere due concetti: profilassi e terapia antibiotica.

🔹 PROFILASSI ANTIBIOTICA

Serve a ridurre il rischio che si verifichi un’infezione. Quando indicata, viene iniziata prima dell’intervento, affinché sia già efficace durante la procedura; in alcuni casi può essere proseguita successivamente.

In implantologia, la letteratura ha mostrato un beneficio della profilassi preoperatoria nel ridurre i fallimenti implantari precoci.

Per estrazioni, chirurgia gengivale e chirurgia orale, l’indicazione dipende dal tipo di intervento e dalle condizioni della persona, con particolare attenzione a chi ha difese immunitarie ridotte, è sottoposto ad alcune terapie oncologiche o presenta condizioni che aumentano la vulnerabilità alle infezioni.

La profilassi è inoltre raccomandata, prima di determinate procedure, in alcuni pazienti ad alto rischio di endocardite infettiva: per esempio chi ha una protesi valvolare cardiaca, ha già avuto un’endocardite o presenta alcune specifiche cardiopatie.

🔹 TERAPIA ANTIBIOTICA

Serve invece a trattare un’infezione già presente.

Un’infezione dentale localizzata in una persona sana non significa automaticamente antibiotico: è fondamentale trattarne la causa.

L’antibiotico può essere necessario quando l’infezione si sta estendendo, compaiono febbre o malessere, oppure le condizioni di salute della persona ne rendono appropriato l’utilizzo.

👉 Quindi la vera differenza non è semplicemente “prima o dopo?”, ma perché l’antibiotico viene prescritto.

La decisione va sempre presa caso per caso, secondo il quadro clinico e le indicazioni della letteratura scientifica.

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10/08/2026

Se non fa male, vuol dire che va tutto bene? Non sempre.

Molti problemi della bocca possono svilupparsi inizialmente con pochi sintomi o addirittura senza dolore.

Il motivo è semplice: il dolore non è un indicatore preciso dello stadio di una malattia. Carie, malattie gengivali e altre condizioni possono progredire per un certo periodo senza dare segnali evidenti. Quando compare dolore, in alcuni casi il processo può essere già più avanzato e richiedere cure più complesse.

Per questo la prevenzione non significa andare dal dentista quando qualcosa fa male.

Significa soprattutto controllare la salute della bocca quando apparentemente va tutto bene, per verificarne nel tempo le condizioni.

Un po’ come fare manutenzione a un’auto: non aspettiamo necessariamente che si accenda una spia rossa per controllare che tutto funzioni.

L’assenza di dolore è una buona notizia. Ma non è, da sola, una misura dello stato di salute della bocca.

Per questo i controlli periodici hanno valore anche quando stiamo bene: permettono di verificare nel tempo che denti e gengive rimangano in salute.

Prevenire significa prima di tutto prendersi cura della propria salute, non aspettare che sia il dolore a ricordarcelo. 🦷

08/08/2026

🚬 Fumo e salute orale: tre cose che devi sapere:

1️⃣ Le gengive possono sanguinare meno, ma non significa necessariamente che non siano infiammate.
Il fumo provoca un restringimento dei piccoli vasi sanguigni e può quindi ridurre il sanguinamento delle gengive, uno dei segnali che utilizziamo per riconoscere l’infiammazione. Per questo, soprattutto nei fumatori, poco sanguinamento non significa necessariamente gengive sane.

2️⃣ Il fumo può influenzare anche la saliva.
Può modificarne la quantità e alcune caratteristiche, interferendo con funzioni importanti: lubrificazione della bocca, protezione dei tessuti, remineralizzazione dei denti e mantenimento dell’equilibrio dell’ambiente orale, compreso il pH.

Quando questo equilibrio si modifica, possono cambiare anche le condizioni in cui vivono e si organizzano i batteri della nostra bocca, favorendo condizioni che possono contribuire allo sviluppo di malattie dei denti e delle gengive.

3️⃣ Il fumo può rendere meno favorevoli i processi di guarigione.
Anche qui il restringimento dei vasi ha un ruolo importante: se ai tessuti arriva meno sangue, si riduce anche l’apporto di ossigeno e di altri elementi necessari ai normali processi di riparazione.

Questo è importante dopo un’estrazione dentaria, un intervento di chirurgia orale, il posizionamento di un impianto e, più in generale, dopo qualsiasi procedura chirurgica.

Il fumo, quindi, non riguarda soltanto il colore dei denti: può influenzare diversi meccanismi importanti per la salute della nostra bocca.

04/08/2026

Quando un dente è gravemente compromesso, una delle domande più frequenti è: conviene salvarlo o sostituirlo con un impianto?

Secondo le attuali evidenze scientifiche, non esiste una risposta valida per tutti.

L’obiettivo dell’odontoiatria moderna non è conservare un dente a ogni costo né inserire un impianto a tutti i costi, ma scegliere il trattamento con la prognosi migliore per quello specifico paziente.

Quando le condizioni cliniche lo permettono, è corretto tentare di conservare un dente naturale. Se invece la prognosi è sfavorevole, un impianto può rappresentare una soluzione affidabile.

Esiste però anche una terza possibilità, talvolta poco considerata: mantenere il dente ancora per un periodo, monitorandolo e trattandolo, senza compromettere le possibilità di una futura riabilitazione implantare.

La scelta dipende da molteplici fattori: quantità di tessuto dentale residuo, supporto osseo e parodontale, eventuali fratture o infezioni, possibilità di una riabilitazione protesica prevedibile e condizioni generali del paziente.

La domanda corretta non è: “È meglio salvare un dente o mettere un impianto?”, ma: “Qual è il trattamento che offre la prognosi migliore per questo paziente?”

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