14/05/2024
Si accettano miracoli
C'è un elefante nella stanza, ma nessuno sembra vederlo.
Forse perché parlare di attacco alla vita a tutto tondo è troppo duro da accettare, e allora diventa più facile continuare ad andare avanti come se niente fosse.
Si finge, per non guardare il nemico dritto negli occhi.
L'ab**to è la prima arma di cui si avvale. Dapprima previsto solo in casi eccezionali, è poi stato promosso ad accettabile metodo di contraccezione.
Risultato: non migliaia. Milioni di non nati.
Il problema dei mangiatori inutili estirpato alla radice, con il vantaggio di avere una "soluzione finale" scelta in piena coscienza e volontarietà.
Le altre misure di prevenzione di gravidanze indesiderate non si contano: l'inventiva non è mai troppa, basta che il trend delle nascite venga spezzato. E se non si è ottenuto il risultato sperato, ormai è sdoganata anche la possibilità di ab**to "full term". Lo si dice in inglese perché in italiano fa troppo schifo: ab**to fino al momento della nascita.
E perché, a questo punto, non estenderlo anche, che so, ai primi due/tre anni di vita? Uno magari prova ma vede che fare il genitore non gli riesce tanto bene, o che l'impegno è troppo gravoso, e allora per quale motivo discriminarlo rispetto a chi la scelta l'ha fatta con maggiore tempestività?
Suvvia, più uguaglianza per tutti.
Sul versante del fine vita, stessa storia: dalla “morte pietosa”, la cosiddetta eutanasia, si è passati al suicidio assistito anche nei semplici casi di depressione o difficoltà economiche.
È ovunque: le evolutissime democrazie occidentali fanno a gara per incentivarti a porre fine alle tue sofferenze. Che siano fisiche o psicologiche, prevenibili o curabili non fa differenza: l'intento è quello di liberare spazio e risorse con la tua dipartita. E un altro piccolo pezzettino del pianeta è salvo.
I fautori di queste "amorevoli" politiche sono esattamente gli stessi che si preoccupano che tu sia in perfetta salute per tutto l'arco della tua vita.
Ecco spiegato facile il motivo per cui si è dato il via a sieri salvifici di ogni tipo fin da quando il feto è ancora nel grembo della mamma. E sì, perché ormai non è più sufficiente l'inoculazione a neonati il cui sistema immunitario non si è ancora assestato: si procede già nella fase della gravidanza, giusto per contravvenire ad ogni regola di prudenza e operare quanti più danni possibile al nascituro.
Tanto per completare l'opera, il cordone ombelicale viene poi reciso in tempi ristrettissimi: ennesima mannaia sulla formazione a dovere del sistema immunitario del bimbo. E la placenta, autentica miniera di staminali, concessa giocoforza a qualche istituzione che della gestione di questo prezioso materiale umano ha fatto un business.
Ciliegina su questa torta avvelenata, un sistema sanitario che con la scusa della prevenzione propone vaccini continui, screening a più non posso, medicinali da banco come fossero noccioline, e pure quelli dietro ricetta medica che vengono spacciati come droga a tossicodipendenti.
Vita e morte che si inseguono sotto un'unica bandiera. Che non è il danaro: i protagonisti dello sterminio in atto, i soldi se li stampano da sé. La bandiera, il vessillo, lo stendardo è quello del depopolamento.
Non ci sembra ancora possibile che si arrivi all'eutanasia per legge, una volta raggiunta una certa età o una data percentuale di inabilità alla produzione?
Film famosi come “In Time”, o meno conosciuti come il giapponese “Plan 75”, ce ne danno una chiara anticipazione: ennesimo obbligo di verità che viene adempiuto.
L'unica speranza è che si smetta di ignorare la piega che stanno prendendo gli eventi, e si capisca che tutto ciò che viene dal sistema di potere è contrario al bene.
L'umanità deve trovare la forza e il coraggio di aprire gli occhi e guardare il mostro in faccia.
Solo così riuscirà a ritrovare se stessa e a restituirsi il giusto valore.
È facile? Certo che no.
Ma niente e impossibile.
E poi, siamo in tempi apocalittici: si accettano miracoli.
Anche, e soprattutto, da parte di ognuno di noi.