24/10/2026
ULCERE GASTRICHE NEL CAVALLO: GLI INTEGRATORI FUNZIONANO DAVVERO?
Omeprazolo, nutraceutici, alimentazione e terapie complementari: cosa sappiamo oggi
CONDIVIDETE SE POTETE: molti cavalli assumono integratori gastrici per mesi, ma non sempre è chiaro quali abbiano una reale efficacia.
Qualche anno fa avevo pubblicato un articolo sugli integratori utilizzati nei cavalli con ulcere gastriche. Questo testo ne rappresenta un aggiornamento alla luce degli studi pubblicati nel frattempo e delle nuove conoscenze sulla malattia.
La domanda rimane molto concreta: gli integratori gastrici funzionano davvero? E quando possono essere utili?
Per rispondere dobbiamo partire da una distinzione fondamentale. Parlare genericamente di “ulcere gastriche” non basta: la malattia della mucosa squamosa, chiamata ESGD, e quella della mucosa ghiandolare, chiamata EGGD, possono coesistere, ma hanno meccanismi, fattori di rischio e risposte terapeutiche differenti.
QUANTO SONO DIFFUSE?
Le lesioni gastriche sono particolarmente frequenti nei cavalli sottoposti ad allenamento intenso. Nei cavalli da corsa sono state riportate prevalenze molto elevate, ma la frase “il 90% dei cavalli ha le ulcere” non può essere applicata indistintamente a tutta la popolazione equina.
Disciplina, allenamento, alimentazione e condizioni di gestione cambiano considerevolmente il rischio. Inoltre, i fattori associati all’ESGD non coincidono completamente con quelli dell’EGGD.
ESGD ED EGGD: DUE PROBLEMI DIVERSI
La mucosa squamosa è relativamente poco protetta dall’acidità.
Il cavallo produce acido gastrico continuamente. Durante l’esercizio il contenuto acido può raggiungere più facilmente questa regione, soprattutto quando lo stomaco contiene poco materiale fibroso.
Nell’ESGD assumono quindi particolare importanza:
• intervalli prolungati senza foraggio;
• razioni ricche di amido;
• intensità e durata dell’esercizio;
• lavoro a stomaco vuoto.
La mucosa ghiandolare possiede invece proprie difese: muco, bicarbonato, flusso sanguigno e sistemi cellulari di riparazione.
Nell’EGGD sembra essere maggiormente coinvolta un’alterazione di queste difese. Sono state osservate associazioni con fattori di allenamento e stress, ma la fisiopatologia rimane meno definita rispetto all’ESGD.
Questa distinzione cambia anche il modo di valutare un trattamento.
LA GASTROSCOPIA RESTA IL PUNTO DI RIFERIMENTO
Appetito irregolare, dimagrimento, riduzione delle prestazioni, cambiamenti comportamentali e coliche ricorrenti possono accompagnare una patologia gastrica.
Ma non sono segni specifici: possono dipendere anche da problemi ortopedici, intestinali, dentali o da una gestione alimentare inadeguata.
La diagnosi non dovrebbe quindi basarsi soltanto sui sintomi o sulla risposta empirica all’omeprazolo.
La gastroscopia permette di osservare le lesioni, distinguere le regioni interessate e verificare la risposta al trattamento. Nell’EGGD, tuttavia, aspetto endoscopico, alterazioni microscopiche e rilevanza clinica non coincidono sempre perfettamente.
Un cavallo che mangia meglio dopo un integratore potrebbe realmente stare meglio. Questo, da solo, non dimostra che le lesioni siano guarite.
OMEPRAZOLO: EFFICACE, MA NON PER TUTTO
L’omeprazolo riduce la secrezione acida e rimane il principale trattamento farmacologico dell’ESGD.
La sua efficacia dipende anche da formulazione, dose, modalità di somministrazione e correzione dei fattori predisponenti.
Nell’EGGD la risposta al solo omeprazolo orale è generalmente meno soddisfacente. Secondo il caso, il veterinario può valutare sucralfato, misoprostolo o protocolli differenti.
In uno studio clinico su 63 cavalli sportivi con EGGD, il misoprostolo ha ottenuto risultati migliori dell’associazione omeprazolo-sucralfato. È un dato importante, ma non significa che rappresenti automaticamente la scelta migliore per ogni cavallo.
Sono disponibili anche risultati favorevoli con formulazioni iniettabili di omeprazolo a lunga durata. Formulazioni e protocolli, però, non sono intercambiabili: disponibilità e appropriatezza d’impiego devono essere valutate dal veterinario.
E DOPO L’OMEPRAZOLO?
Le recidive possono essere rapide, soprattutto se persistono le condizioni che hanno favorito la malattia.
È stata ipotizzata anche un’iperacidità di rimbalzo dopo la sospensione.
Uno studio su 14 purosangue trattati per 57 giorni ha documentato un aumento della gastrina durante la terapia e un ritorno ai valori basali entro 2–4 giorni dalla sospensione. Non ha però misurato direttamente un’eventuale iperacidità successiva.
I risultati non sostengono la necessità di ridurre progressivamente la dose dopo un trattamento di durata analoga a quello studiato. Non permettono, tuttavia, di estendere automaticamente questa conclusione a qualsiasi durata o situazione clinica.
Il punto pratico rimane questo: interrompere il farmaco senza correggere alimentazione, allenamento e gestione lascia il cavallo esposto alle stesse condizioni di rischio.
GLI INTEGRATORI POSSONO SOSTITUIRE L’OMEPRAZOLO?
Per l’ESGD attiva e documentata, attualmente nessun integratore dispone di prove sufficienti per essere considerato equivalente all’omeprazolo.
Questo non significa che tutti gli integratori siano inutili.
Alcuni possono offrire un supporto nutrizionale o protettivo. L’efficacia, però, va valutata sulla singola formulazione e sull’obiettivo: migliorare un sintomo, favorire la guarigione e prevenire una recidiva sono risultati differenti.
PECTINA E LECITINA
L’associazione viene proposta per sostenere la barriera superficiale della mucosa.
Gli studi hanno fornito risultati contrastanti e spesso riguardano prodotti con più ingredienti.
Esiste un razionale plausibile, ma le prove non consentono di considerarla sostitutiva della terapia farmacologica.
ALOE VERA
In uno studio randomizzato e in cieco, nell’ESGD l’aloe ha prodotto miglioramento nel 56% e guarigione nel 17% dei cavalli. Con omeprazolo i valori erano rispettivamente 85% e 75%.
Il risultato non esclude un’attività biologica dell’aloe, ma dimostra che la preparazione studiata è risultata inferiore all’omeprazolo.
OLIVELLO SPINOSO
Uno studio crossover su otto cavalli non ha dimostrato efficacia sulle lesioni squamose spontanee, mentre ha rilevato un segnale favorevole sulle lesioni ghiandolari durante privazione intermittente di alimento.
È un risultato preliminare, ottenuto in un piccolo campione e in condizioni sperimentali: non dimostra ancora efficacia nell’EGGD spontanea dei cavalli sportivi.
PROTEINE BIOATTIVE, PEPTIDI E COLLAGENE
Alcune formulazioni hanno mostrato risultati favorevoli.
Il limite è che frequentemente lo studio riguarda un prodotto specifico, con una determinata composizione. Non possiamo trasformare quel risultato nell’affermazione generale “il collagene cura le ulcere”, né attribuire con certezza l’effetto a un singolo ingrediente.
GLICINA E GLUTAMMINA
Hanno un ruolo nel metabolismo cellulare e nei sistemi di protezione e riparazione dei tessuti.
Il razionale biologico è interessante, ma le prove cliniche equine sono insufficienti per considerarle trattamenti antiulcera dimostrati.
LIEVITI, PROBIOTICI E POSTBIOTICI
Alcuni prodotti possono sostenere fermentazione, digestione della fibra ed equilibrio del microbiota intestinale.
L’effetto dipende da ceppo, preparazione e dose. Soprattutto, migliorare la funzione dell’intestino posteriore non significa automaticamente guarire le lesioni dello stomaco.
OLMO SCIVOLOSO, LIQUIRIZIA, ALTEA E ALTRE PIANTE
Sono proposti per mucillagini o potenziali proprietà protettive e antinfiammatorie.
Gran parte delle prove deriva però da altre specie, studi di laboratorio o formulazioni multicomponente. L’evidenza clinica equina rimane debole.
“Vegetale” non significa automaticamente efficace, innocuo o compatibile con i regolamenti sportivi.
ZINCO
È essenziale per numerose funzioni biologiche e una carenza va corretta.
Aumentarlo in una razione già equilibrata non significa necessariamente favorire la guarigione gastrica. Un eccesso prolungato può inoltre interferire con altri minerali, soprattutto il rame.
Prima di aggiungerlo, va valutata la razione complessiva.
OLI
Il vantaggio pratico principale è poter fornire energia sostituendo parte dell’amido.
L’olio di mais è stato studiato anche per effetti sulla secrezione gastrica e sulle prostaglandine, ma le prove cliniche non giustificano considerarlo una terapia antiulcera.
ANTIACIDI
Possono aumentare temporaneamente il pH gastrico. Il limite è la durata dell’effetto: per mantenerlo servirebbero somministrazioni frequenti.
Un effetto tampone transitorio non equivale a una protezione continuativa o a una guarigione dimostrata.
MODIFICARE UN BIOMARCATORE NON SIGNIFICA PREVENIRE LE ULCERE
Un recente studio randomizzato, controllato e in cieco ha valutato una formulazione contenente lecitina, pectina e olmaria dopo trattamento con omeprazolo.
Trenta cavalli sono stati seguiti con gastroscopie e misurazione di biomarcatori salivari.
Soltanto cinque risultavano privi di lesioni alla gastroscopia finale, considerando entrambi i gruppi. Il nutraceutico non è risultato superiore al placebo nella prevenzione delle recidive gastroscopiche, pur modificando alcuni parametri salivari.
Il risultato riguarda quella formulazione, non tutti gli integratori. Ma il messaggio metodologico è importante: modificare un parametro biologico non dimostra automaticamente un beneficio sulle lesioni.
Per verificarne guarigione o ricomparsa, la gastroscopia rimane il riferimento.
PRIMA DEL BARATTOLO, GUARDIAMO LA MANGIATOIA
La gestione alimentare è una parte fondamentale del trattamento, soprattutto nell’ESGD.
Foraggio
Va garantito un apporto adeguato, distribuito nell’arco della giornata, evitando lunghi intervalli senza alimento.
Pasti più frequenti e sistemi di somministrazione lenta possono aiutare, purché il cavallo riesca effettivamente ad accedere al foraggio senza competizione o frustrazione.
L’accesso al pascolo va adattato anche alle condizioni metaboliche del soggetto.
Erba medica e lavoro
Grazie al contenuto di calcio e proteine, l’erba medica possiede una capacità tampone interessante.
Una piccola quantità di foraggio prima dell’esercizio può aiutare a mantenere materiale fibroso nello stomaco. È una misura di supporto soprattutto per l’ESGD, non una protezione garantita contro tutte le forme di malattia gastrica.
Amido
Come riferimenti gestionali, il consensus europeo indica di non superare circa:
• 1 g di amido/kg di peso corporeo per pasto;
• 2 g/kg nell’intera giornata.
Per un cavallo di 500 kg corrispondono a 500 g di amido per pasto e 1 kg al giorno.
Parliamo di amido, non di peso del mangime. Sono riferimenti per ridurre il rischio, non soglie che garantiscono l’assenza di lesioni.
Quando il fabbisogno energetico è elevato, fibra altamente digeribile e grassi possono contribuire a limitare l’impiego di cereali.
Stress e allenamento
Soprattutto nell’EGGD vanno esaminati anche frequenza del lavoro, recupero, trasporti, cambiamenti di routine e ambiente sociale.
Dolore concomitante, isolamento o competizione per le risorse meritano attenzione nella valutazione complessiva del cavallo.
Nessun integratore può compensare completamente una gestione cronicamente sfavorevole.
E L’OZONOTERAPIA?
L’ozonoterapia è stata studiata per possibili effetti sui processi ossidativi, infiammatori e di riparazione. L’interpretazione dipende però da specie, preparazione, dose e via di somministrazione.
Attualmente mancano prove cliniche equine controllate sufficienti per dimostrare un’efficacia terapeutica sulle lesioni gastriche.
Nella mia esperienza clinica, l’impiego sistemico associato alla somministrazione orale di olio ozonizzato è stato accompagnato, in alcuni cavalli, da aumento dell’appetito, riduzione del disagio dopo il pasto, miglioramento delle feci e recupero della condizione corporea.
Sono osservazioni interessanti, ma aspecifiche. Non dimostrano la guarigione delle lesioni e non permettono di attribuire il risultato all’ozono sistemico, all’olio ozonizzato o agli altri interventi associati.
Considero quindi questo impiego complementare e ancora sperimentale, non un’alternativa dimostrata alla terapia farmacologica.
Per verificarlo servirebbe uno studio prospettico con diagnosi gastroscopica iniziale, distinzione ESGD/EGGD, trattamento standardizzato, gruppo di controllo e valutazione finale delle lesioni e delle recidive.
COME SCEGLIERE UN INTEGRATORE GASTRICO?
Prima dell’acquisto chiederei:
• Sono dichiarate le quantità giornaliere dei singoli ingredienti?
• Esistono studi sul prodotto specifico, alla dose proposta?
• Sono stati utilizzati gastroscopia e gruppo di controllo?
• Lo studio riguarda ESGD, EGGD, guarigione o prevenzione?
• Il beneficio atteso giustifica il costo?
• Dieta, gestione e compatibilità con i regolamenti sportivi sono state valutate?
Un elenco lungo di ingredienti non è una prova di maggiore efficacia.
CONCLUSIONI
Gli integratori gastrici non sono tutti equivalenti. Alcuni hanno un razionale plausibile, altri dati preliminari; le prove vanno valutate prodotto per prodotto.
L’omeprazolo rimane il principale trattamento farmacologico dell’ESGD. L’EGGD richiede spesso un approccio differente e una valutazione più ampia.
La domanda utile, quindi, non è soltanto:
“Qual è il miglior integratore?”
Ma:
“Quale malattia ha questo cavallo, quali fattori la favoriscono e come verificheremo che il trattamento abbia funzionato?”
È da queste risposte che dovrebbe partire la scelta del prodotto, non il contrario.
DR ETTORE BALLARDINI DVM
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