22/04/2026
Qualche giorno fa la mamma di un nuovo paziente, Giovanni (4 anni), ci ha scritto disperata: notti insonni per un ascesso e cure impossibili per la troppa paura. L'unica prospettiva sembrava l'anestesia generale in sala operatoria.
Così, ha deciso di percorrere 200 km per fare un ultimo tentativo da noi 🚗
Li abbiamo accolti senza forzature, ascoltando il loro smarrimento. Giovanni stringeva a sé il suo zainetto che poi ha voluto aprire per condividerne i suoi tesori: uno squalo, un camion e un peluche 🦈🧸
Gli abbiamo dato il tempo di conoscerci e lui ha deciso di fidarsi: si è seduto in poltrona, ha indossato la mascherina per la sedazione cosciente e ci ha permesso addirittura di curarlo al primo tentativo senza alcuna ansia o sofferenza. È uscito dallo Studio stringendo il suo giocattolino-premio, fiero come un supereroe! 🦸♂️
Condividiamo questa storia perché ogni bambino ha una sua fragilità e anche se non tutte le storie sono come quella di Giovanni, ogni giorno lavoriamo per il diritto a cure pediatriche dedicate, con pazienza, empatia e passione 💙
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