30/12/2020
Coronavirus: andare dal dentista e dall’igienista dentale in tranquillità, grazie a efficienti protocolli di sicurezza
30 Dicembre 2020Roberto BurioniFocus
Ho male al dente, ma andare al dentista in tempi di COVID-19 è sicuro? Le evidenze ci dicono di sì. Meglio non trascurare la salute della propria bocca anche in tempi di emergenza sanitaria.
L’arrivo di questa epidemia, purtroppo, non ha fatto scomparire tutte le altre malattie. Anzi, la difficoltà di mettere in atto i controlli di routine le ha senz’altro aumentate. Questo è vero anche per i problemi relativi ai disturbi dentali, che certamente hanno negativamente risentito sia della minore frequentazione del dentista, sia del diradarsi delle corrette pratiche di igiene dentale.
In realtà, gli odontoiatri e gli igienisti dentali sono da sempre “al fronte” nel controllo delle malattie infettive. Il dentista e l’igienista possono trasmettere (o possono contrarre) HIV, HCVe numerose altre pericolose malattie virali, che da sempre sanno come controllare. Di conseguenza, si sono mossi anche per liminare al massimo la possibilità di contrarre o diffondere ai loro pazienti COVID-19.Oltre alle solite pratiche in atto da sempre per contrastare la diffusione dei virus elencati sopra, in questo periodo, come da indicazioni del Ministero della Salute, la categoria prima di tutto ha gestito gli appuntamenti in modo tale da evitare sovrapposizioni e affollamenti in sala d’attesa e ad assicurare nelle sedute il distanziamento sociale.
Oltre a questo, come sempre fatto, è che tutto il personale odontoiatrico che opera sul paziente per qualsiasi attività deve indossare i dispositivi di protezione individuale (DPI) che sono mascherine, guanti, cuffie, camici o tute e visiere per gli occhi.
I protocolli
I Protocolli (redatti tra gli altri dal viceministro Sileri e dal Rettore della mia università, Prof. Enrico Gherlone, che oltre a essere Rettore è un Odontoiatra di grandissima esperienza) sono attuati già dalla metà di maggio e la conseguenza di questa attenzione ha fatto sì che solo l’1% dei contagi sia stato registrato sul posto di lavoro dai dentisti,