18/06/2026
Presentazione del Caso Clinico
Quello che vi presentiamo oggi è un caso clinico di particolare complessità, che ha richiesto un impegno significativo sia in fase diagnostica che progettuale.
La paziente giungeva alla nostra osservazione con una riabilitazione preesistente, composta da protesi su impianti e protesi fisse su elementi naturali. Nel corso del tempo, purtroppo, aveva perso tutti gli elementi dentali dell’arcata superiore, con la sola eccezione di 4 impianti residui, caratterizzati da un marcato disparallelismo reciproco. L’arcata inferiore, al contrario, presentava una situazione più favorevole: quasi tutti gli elementi precedentemente trattati erano stati recuperati e risultavano utilizzabili ai fini riabilitativi.
La sfida protesica:
La criticità principale era rappresentata dalla necessità di realizzare una struttura in grado di inserirsi in modo completamente passivo sui 4 impianti superiori, nonostante la loro divergenza assiale. Un’unica struttura rigida, in questi casi, avrebbe inevitabilmente generato stress meccanici inaccettabili, con il rischio concreto di svitamenti, fratture protesiche o riassorbimento osseo perimplantare nel tempo.
La soluzione progettuale:
La risposta a questa sfida è arrivata grazie alla creatività e alla competenza tecnica di Luca Santoni di Arsdentium (Roma), che ha ideato e realizzato una soluzione su misura: due emiarcate distinte e indipendenti, separate a livello della linea mediana, ciascuna libera di adattarsi al proprio gruppo di impianti senza trasmettere tensioni all’altro segmento.
Le due emiarcate vengono poi unite da una sovrastruttura estetica in zirconia/ceramica, fissata mediante cemento temporaneo, una scelta che non è casuale: consente di mantenere la possibilità di rimuovere la sovrastruttura per eventuali controlli, revisioni o interventi futuri, senza compromettere l’integrità del sistema.
ll risultato:
Gli obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati pienamente raggiunti. 😉