Spazio Sorriso

Spazio Sorriso Spazio Sorriso Centro d'Implantologia Dentale. Per questo, abbiamo scelto di lavorare non sulla quantità ma sulla qualità elevata delle prestazioni offerte.

Spazio Sorriso Centro d'Implantologia dentale, sotto la gestione responsabile del Dottor Giovanni Calabrese, nasce con il preciso obiettivo di fornire un servizio di alto livello ma accessibile a tutti. E per assicurare questo servizio,il nostro team può interve**re su un numero limitato di pazienti al giorno, garantendo però un'attenta ed approfondita valutazione di ogni caso specifico che ci viene sottoposto.

12/12/2012

il Dottor Calabrese in diretta su tv7 triveneto a parlare di medicina estetica!!

07/12/2012

Spazio Sorriso Centro d'Implantologia Dentale informa che il Dr. Calabrese sarà assente dallo studio fino a mercoledì 12/12 per impegni di lavoro all'estero. Per qualsiasi prenotazione o urgenza prego chiamare lo 049/8646439. Il personale sarà felice di provvedere a qualsiasi esigenza! Grazie

04/12/2012

Buongiorno a tutti da Spazio Sorriso e buon martedì mattina!!
Anche se il freddo sembra sia arrivato, queste temperature non ci impediscono di dedicare il consueto spazio giornaliero all'informazione! ;)

Oggi continuiamo il filone del discorso iniziato ieri pomeriggio.

Considerata l’importanza e l’estensione degli obiettivi strategici legati alla promozione della salute, si comprende facilmente come essi fondino la propria riuscita su collaborazioni, competenze ed ambiti operativi tra loro diversi. Un reale coinvolgimento dei cittadini, della comunità, della popolazione in generale,
deve basarsi su un input che, partendo dalla Sanità Pubblica, punti ad un’integrazione tra persone, gruppi, istituzioni ed organizzazioni volta al raggiungimento dell'obiettivo-salute.
Le azioni si dimostrano spesso complesse in quanto è richiesta una grossa capacità comunicativa, tesa all'adozione di linguaggi comuni e comprensibili da tutti, che faciliti il collegamento tra i diversi sistemi relazionali, con il sostegno e la partecipazione da parte dei cittadini. Il coinvolgimento del cittadino/utente in un processo che miri a rafforzare la sua "autonomia decisionale" deve basarsi sulla promozione di efficaci campagne informative, che puntino al cambiamento di stili di vita non conformi alla salute. Come giustamente sostenuto da vari autori, la salute è essenzialmente
informazione. Una corretta informazione può consentire al cittadino
di migliorare la gestione della propria salute e di garantirsi un'utilizzazione ed un accesso più razionali alle prestazioni
e alle cure. In questo contesto il ruolo dei media si dimostra di fondamentale importanza, anche se il coinvolgimento dei mezzi di
informazione risulta spesso difficoltoso. Notizie legate alla prevenzione e alla promozione della salute spesso non trovano
la dovuta diffusione, in quanto in alcuni casi vanno a colpire direttamente comportamenti individuali e sociali, mentre in altri non vengono considerati di tale rilevanza da venir enfatizzati.
Esaminando il rapporto tra mezzi di informazione e promozione della salute, l'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia che le informazioni diffuse attraverso programmi basati, per esempio,
su interviste, notiziari, pubblicità, spettacoli, si rivelano quelle attraverso le quali i messaggi sulla salute sono ricevuti, mediati, capiti e, con maggiori probabilità, adottati dagli individui; le informazioni diramate dalle autorità sanitarie, invece, incidono solo in piccola parte sulla diffusione di notizie riguardanti la salute. Prima, però, di considerare possibili strategie per usare
i media nell'opera di promozione della salute, è importante riesaminare la natura dei messaggi che si vogliono trasmettere:
è necessario dare il giusto peso sia al ruolo di intermediazione dei
mass media che alla ricerca di mercato per comprendere quali condizioni risultino più favorevoli al miglioramento della salute. Per concludere, sempre secondo le indicazioni dell’OMS, sarebbe bene che professionisti della Sanità Pubblica e professionisti dell'informazione si alleassero per ripensare e ridiscutere i princìpi
fondamentali della promozione della salute. Nel nostro campo, una buona comunicazione da parte dell’odontoiatra, permette
al paziente di ve**re informato e responsabilizzato riguardo il raggiungimento, prima, e il mantenimento, dopo, della propria salute, orale e generale. Se riusciamo quindi a interagire bene, possiamo garantirci la compliance dei pazienti, aspetto determinante per il buon esito presente e futuro delle nostre cure.

Quindi, qualcuno ha qualche osservazione da fare sugli aspetti comunicativi del rapporto medico-paziente??

Spazio al dibattito!! ;)

03/12/2012

Buon lunedì pomeriggio a tutti quelli che ci seguono e buon inizio settimana da Spazio Sorriso.

Il consueto spazio informativo oggi lo vogliamo dedicare a qualche piccola riflessione su prevenzione e promozione della salute, nell'interesse di tutti i cittadini! ;)

L’adesione alle cure e la capacità di salvaguardare la propria salute sono strettamente legate alla capacità da parte del paziente di comprendere le indicazioni del medico e di seguirle in maniera
corretta; di conseguenza la non adesione alle cure è un fenomeno frequentemente legato proprio ad errori comunicativi.
I pazienti sono continuamente bombardati da informazioni sulla propria salute che, oramai, non ricevono solo dai medici ma anche da mezzi quali televisione, riviste mediche specializzate, internet. Capiamo facilmente, dunque, come possa essere complicato districarsi e orientarsi nella giusta direzione in questo labirinto di informazioni. Non vi è dubbio che due sono gli elementi che possono aiutare la comunicazione: il primo è la scolarità dei pazienti, il secondo è la capacità dei medici di trovare un significativo livello comunicativo. Uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine ha dimostrato che il grado di scolarità dei pazienti incide sulla comprensione delle cure o dei trattamenti a cui essi vengono sottoposti e di conseguenza sull'aderenza ad essi.
Tuttavia, statisticamente parlando, la capacità dei medici di comunicare bene con il proprio paziente fa la differenza. In particolare, medici che nel loro curriculum formativo hanno dei corsi di comunicazione sono risultati maggiormente in grado di comprendere e farsi comprendere dai propri pazienti. Va inoltre considerato il fatto che i pazienti di oggi hanno un accesso alle informazioni mediche come mai si era verificato prima ma, indipendentemente dalla loro scolarità, continuano a non avere i mezzi per comprendere esattamente le notizie di cui vengono fatti
partecipi. La soluzione, di conseguenza, potrebbe essere quella di creare una classe medica che sia in grado di comunicare meglio e che, col tempo, educhi i pazienti alla consapevolezza.

E voi, quali crediate che siano le variabili chiave per comprendere e seguire in maniera corretta le indicazioni del medico, da parte del paziente??

Spazio al dibattito!

direttamente dalla pagina scienza di repubblica di oggi:
29/11/2012

direttamente dalla pagina scienza di repubblica di oggi:

Creata nei laboratori dell’Università di Stanford, è sensibile alla pressione e può “guarire” molto velocemente. Il nuovo tessuto artificiale avrà diverse applicazioni, dall’elettronica alle protesi di nuova generazione di MASSIMILIANO RAZZANO

29/11/2012

Buongiorno a tutti! ricordiamo la convenzione di spazio sorriso con l'Unipd!
http://www.unipd.it/centri-medici-0

La convenzione è valida per studenti e dipendenti dell'Università di Padova: sconto del 20% su tutto il tariffario, visita gratuita e seduta d'igiene dentale a 40 euro!! APPROFITTATE!

UniPD

27/11/2012

Ho aggiunto ai preferiti un video di da : http://t.co/wog8aycS Intervista al Dr. Giovanni Calabrese

26/11/2012

Buongiorno a tutti gli amici di Spazio Sorriso e buon inizio settimana! Oggi continuiamo a dedicare spazio ai temi della comunicazione sanitaria in generale, ponendo questa trattazione come esemplificativa di una relazione standard tra medico e paziente.

La comunicazione per essere efficace si deve basare su messaggi diretti, convincenti, chiari e comprensibili da tutti, deve corrispondere all'adozione da parte di chi parla di comportamenti e atteggiamenti coerenti con quanto si afferma, così da poter entrare in relazione con l’altra persona in un'ottica di ascolto ed empatia.

Per ottenere operativamente tale efficacia è da preferire:
• un atteggiamento non giudicante e non direttivo, ma aperto, accogliente, autorevole, chiaro, sicuro;

• un atteggiamento autentico, il che non significa dire tutto ciò che si pensa e si prova, ma piuttosto essere a contatto con i propri pensieri e le proprie emozioni per non confonderli con quelli dell’Altro;

• un atteggiamento rispettoso che significa considerare l’altro come individuo positivo, autonomo, capace di esprimere le sue risorse e di utilizzarle.

In una prima fase è fondamentale stabilire una relazione di collaborazione, di fiducia e di empatia. essenziale preparare il setting e iniziare ad esplorare per individuare il problema “emergente”, così come viene vissuto dalla persona, e successivamente arrivare a formulare un obiettivo condiviso su cui lavorare. La collaborazione stimola la motivazione e facilita l'attivazione delle risorse in vista di un fine comune, l'obiettivo concordato.
Nella fase successiva è importante continuare a mantenere la relazione, il rapporto di fiducia e di collaborazione; è necessario
affrontare un argomento per volta per evitare confusione e gestire meglio il tempo, utilizzando un linguaggio chiaro. È opportuno stimolare l’iniziativa e le risorse della persona in modo da renderla attiva nell'affrontare il suo problema e nel prendere decisioni. È importante mettere in atto una buona capacità di indagine per capire bene il problema emergente per la persona nel "qui ed ora" ed eventualmente ridefinirlo.
Infine, è necessario consolidare il contenuto delle informazioni scambiate, concordare una soluzione che la persona identifica come più vicina alla sua quotidianità, pianificare azioni e comportamenti da adottare per raggiungere l’obiettivo, verificare
quanto e che cosa la persona ha compreso di ciò che è stato detto durante il colloquio, indagare ulteriori dubbi e chiudere la relazione.

Diventa comunque essenziale aver individuato insieme possibilità
alternative di scelta e di azione. L'obiettivo di una comunicazione efficace è pertanto non solo quello di affinare le proprie capacità comunicative attraverso l'utilizzo consapevole del linguaggio verbale, non verbale e paraverbale, ma anche quello di poter comprendere più chiaramente il messaggio verbale, non verbale e
paraverbale dell'interlocutore. Per poter fare questo l’applicazione delle abilità di ascolto e di empatia è determinante.

Quindi, come dovrebbe essere secondo voi una comunicazione efficace tra medico e paziente??

Spazio al Dibattito!!

22/11/2012

Ecco l'intervista rilasciata dal Dottor Calabrese su Retenord il 6//

19/11/2012

Ecco il video dell'intervista al Dottor Calabrese andato in onda in tutto il Veneto!

Indirizzo

Via Tiziano Aspetti 106
Padua
35133

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