12/04/2019
RIMUOVERE IL TARTARO INDEBOLISCE I DENTI?
Il tartaro è un deposito che si forma sui denti quando la placca batterica, che aderisce alla loro superficie, si mineralizza. E’ una delle cause di malattie gengivali e carie: come tale è opportuno prevenirne la formazione ed eliminarlo quando presente.
I mezzi che ognuno di noi impiega comunemente a casa (spazzolino, filo interdentale, scovolino ecc..) sono in grado di eliminare la placca dentale, ma non il tartaro, motivo per il quale è periodicamente necessario ricorrere all’aiuto del dentista e dell’igienista dentale, che con i loro strumenti sono in grado di rimuovere il tartaro non solo alla superficie visibile del dente, ma anche negli spazi interdentali e nella zona sottogengivale.
È opinione diffusa, ma scorretta, che la rimozione del tartaro indebolisca i denti perché qualcuno percepisce sensibilità dentale, mobilità dei denti e sensazione di denti “rimpiccioliti”. Facciamo chiarezza.
La patina di placca e tartaro che si forma nel tempo porta alla formazione di uno strato mineralizzato che ricopre e unisce i denti fra loro, isolandoli dalla sensazione di freddo/caldo. Dal momento che la patina di placca e tartaro ricopre e “isola” il dente, non sempre ci si accorge della progressiva infiammazione e retrazione (recessione) gengivale che ne deriva, e che è la vera causa della sensibilità dentale.
La rimozione del tartaro, mettendo per così dire a n**o i denti, ne evidenzia il danno e li fa apparire sensibili e mobili; gli spazi interdentali liberati dal tartaro danno l’impressione di denti più ruvidi.
Man mano che l’infiammazione dimuisce, le fibre gengivali tornano toniche, la sensibilità si riduce dopo pochi giorni fino a scomparire. Anche la sensazione di mobilità regredisce progressivamente, per l’effetto benefico della scomparsa dell’infiammazione. Sarà cura del dentista o dell’igienista dentale assicurarsi che nessun residuo di placca o tartaro rimanga sui denti, restituendo loro la naturale levigatezza e lucentezza.