25/08/2022
Femminicidio a Bologna. Donna uccisa a martellate dal suo ex per gelosia, Di Fenza: “Assenza dì tempestività nell’intervenire principale causa di morte”
Nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 agosto si è verificata una terribile vicenda di cronaca. A Bologna, una donna 56enne, Alessandra Matteuzzi, è stata uccisa a martellata sotto la sua abitazione dal suo ex Giovanni Padovani, 27 anni, che l’ha aspettata all'ingresso del civico 42 di via dell'Arcoveggio. Padovani era convinto che Alessandra lo tradisse e l’avrebbe più volte minacciata e perseguitata nei mesi precedenti, prima del f***e gesto. Il 29 luglio, ormai esasperata, Alessandra Matteuzzi l’aveva denunciato per stalking. La procura aveva aperto un fascicolo, ma nei confronti dell'uomo non sono mai stati adottati provvedimenti restrittivi.
“Una vicenda orribile per la quale voglio manifestare la mia solidarietà e vicinanza alla famiglia della povera donna brutalmente uccisa. E’ l’ennesima tragedia che poteva essere evitata, purtroppo le lungaggini burocratiche di Procura e Forze dell’Ordine hanno ridotto le possibilità di salvare un’ulteriore vita umana. Sono troppe le vite di donne spezzate a causa di amori tossici e pericolosi che distruggono la bellezza di questo sentimento, spesso non si tratta di amore ma solo di ossessione nei confronti del partner.” - Dichiara in una nota Pasquale Di Fenza, Consigliere Regionale dei Moderati.
“Quello che è accaduto a Bologna deve farci riflettere, la vittima avrebbe denunciato il suo aggressore lo scorso 29 luglio. A distanza di un mese è possibile che non sia siano adottati provvedimenti restrittivi nei confronti di Padovani, quanto meno a scopo precauzionale? Il pericolo era concreto, Padovani, aveva più volte avuto nei confronti della vittima atteggiamenti molesti, telefonava con insistenza, inviava messaggi minatori e la appostava sotto il palazzo. Non è la prima volta che nonostante le denunce non si interviene. Spesso mi confronto con diverse associazioni che assistono donne vittime di violenza, tra queste, una in particolare “Calatia Rosa” che già in passato ha seguito casi molto particolari, ricordiamo quello di una donna di Giugliano (nome di fantasia Anna) che dopo tre anni e trenta denunce, non è stata mai tutelata. In quel caso sollevai già la questione della scarsa tempestività nell’intervenire. La responsabile dello Sportello anti violenza di Parete, Maria Russo, lanciò un’idea pienamente condivisibile ovvero di installare sul corpo degli stalker un braccialetto elettronico per tenerli a distanza, i quali potrebbero un ottimo deterrente contro le aggressioni, mi auguro che il Governo valuti seriamente questa proposta. Nel caso di Alessandra Matteuzzi, ritengo che c’erano tutte le condizioni per comprovare la veridicità della denuncia. Uno dei rammarichi più grandi che la politica deve avere in questo momento è che il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica, che finalmente avrebbe dato alle forze dell’ordine e ai magistrati strumenti straordinari per difendere le donne, è ferma in parlamento. Tanti femmincidi avrebbero potuto essere evitati con maggiori strumenti e tempestività d’intervento. Mi auguro e spero che il prossimo Governo dia risposte concrete sul tema, non è il più il momento di aspettare, siamo alla deriva più assoluta.” - ha commentato il Consigliere Regionale dei Moderati Pasquale Di Fenza.