04/09/2022
Non fatevi scippare i sogni.
Lui è .
Giorgio è solo un di 4 anni, quando vede esibirsi nel nuoto sincronizzato la star americana , il primo a battersi per la presenza maschile nel nuoto sincronizzato.
Giorgio cresce in mezzo a quella disciplina.
La Susanna De Angelis, è una ex nuotatrice e allenatrice di sincronizzato e il padre, Roberto Minisini, è stato giudice internazionale di questa disciplina.
“A sei anni ho iniziato i primi allenamenti nel nuoto sincronizzato. Alle elementari nella mia classe erano tutti stupiti e chi sapeva della mia passione mi diceva ridendo che ero quello che si truccava, che ballava. Ho provato a giocare a calcio, sono andato avanti per un mese ma non mi piaceva, io volevo danzare in acqua”.
“Penso che quanti mi giudicassero e deridessero lo facevano solo per ignoranza, nel senso che non sapevano di questo sport.
Al liceo mi chiamavano ‘sincrofrocio’.
Mi faceva male, tanto. Lo sport che avevo scelto, per gli altri era legato al mio orientamento sessuale. Ci imbrigliano in ruoli che non sentiamo nostri. Volevo mollare tutto, poi ho riflettuto e ho capito che non era giusto regalare a chi mi bullizzava la mia felicità. L’insulto a caldo fa male, ma oltre la reazione di pancia dev’esserci quella di testa. Se avessi mollato, chi mi prendeva in giro avrebbe trovato un altro modo per offendermi: potevano essere l’apparecchio o i capelli lunghi. Io dico chiamami come ti pare, ma io sono felice“.
Giorgio ha continuato sulla sua strada.
E ha stravinto. Non tanto perché è diventato un campione. Ma soprattutto perché non si è fatto scippare i sogni.
Il suo desiderio non è mai stato solo vincere nello sport. Ma rompere i muri del pregiudizio e dell’ignoranza bulla.
Ecco perché il suo impegno anche con l’atleta , sua compagna nelle esibizioni di nuoto sincronizzato, che ha la Sindrome di Down.
Col sogno, un giorno, di poter gareggiare insieme alle Olimpiadi.
Il coraggio ha tante forme.
La prima è non farsi fermare dalle opinioni arroganti e vigliacche di chi ci vuole diversi/e da come siamo.
Giorgio Minisini