02/03/2021
L‘amalgama d’argento è stata introdotto 200 anni fa e consiste in un mix di Argento, Mercurio, Rame e Zinco. Per tanti anni ha rappresentato il metodo migliore per restaurare molari e premolari affetti da carie e/o fratture grazie alla resistenza e durata. Gli svantaggi erano principalmente la scarsa estetica e la necessità di creare ampie cavità che determinavano un indebolimento del dente. Questo materiale è stato sostituito nel tempo dalle resine composite.
I compositi permettono di fare otturazioni dello stesso colore e della stessa consistenza del dente ed hanno raggiunto ormai livelli di qualità altissimi, sostituendo completamente l’amalgama d’argento. Questi materiali, utilizzati da persone esperte, permettono di avere otturazioni più durature e precise, eliminando infiltrazioni e carie secondarie.
Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di sostituzione delle vecchie otturazioni in amalgama. Ciò si rende necessario sia per il naturale deterioramento del materiale sia per questioni estetiche. Molti pazienti chiedono la rimozione perchè credono che avere otturazioni in amalgama sia un rischio per la salute. In parte è vero visto che durante la masticazione ci può essere un rilascio di vapori di mercurio e altri metalli tossici. Il nostro organismo è, comunque, in grado di smaltire queste piccole particelle per cui, in condizioni di buona salute, la presenza di ricostruzioni in amalgama non rappresenta un problema. Le polveri dei metalli liberati durante la rimozione dell’amalgama sono il rischio maggiore per la salute. Senza le adeguate protezioni, queste rischiano di essere ingerite o assorbite a livello gengivale e sublinguale causando un imponente presenza di metalli nel sangue.