15/11/2022
Enock Rodrigue Envolo ha 48 anni, è un medico. Un bravo medico, uno di quelli con la vocazione.
Nato in Camerun, laureato in Medicina alla Sapienza, un curriculum di tutto rispetto. Eppure per qualcuno non è abbastanza.
Quando il dottor Envolo ha preso il posto del medico di base andato in pensione, gli abitanti di Fagnano Olona, Varese (non tutti per fortuna, ma troppi) lo hanno accolto con ignobili insulti razzisti, rifiutando di farsi curare da lui, un africano.
“Che ci fa qui questo?
Ci vuole gente che ha studiato.
Dovrebbe andare a far pascolare le pecore”.
La sua risposta è stata di grande dignità ma anche (comprensibile) rassegnazione, al punto da dichiararsi pronto a rinunciare al lavoro.
“Sono qui per curare e mettermi a servizio della comunità. Se non mi vogliono, sono già pronto a chiedere di lavorare altrove. Il mio mestiere è curare le persone”.
E invece no, non è lui a doversene andare ma gente che, nel 2022, non si fa curare da un medico perché nero e africano. Che vadano loro a farsi curare altrove.
Solidarietà totale al dottor Envolo, con l’invito a ripensarci.
Il Sistema sanitario nazionale ha bisogno oggi più che mai di persone e medici come lui.
È di miserabili razzisti che proprio non sappiamo che farcene.