13/05/2021
Il Mare, oltre le Barriere 🧑🦽👩🦽
Manca davvero poco, e poi ufficialmente, come previsto dall’ordinanza Balneare 2021 Regione Puglia, Sabato 15 maggio, compatibilmente all’evoluzione della pandemia da Covid 19, prenderà il via la tanto attesa estate balneare in Puglia.
Le norme riportate dall’Ordinanza che garantiranno il pieno svolgimento delle attività nel rispetto dell’ambiente e dai protocolli anti contagio, potranno rappresentare la base per una stagione di rilancio: qualità delle acque e accessibilità delle strutture.
A proposito di accessibilità il prossimo 28 maggio, e come comunicato da una lettera della Dirigente della Sezione Demanio e Patrimonio della Regione Puglia, Costanza Marco, inviata ai 67 Sindaci dei Comuni costieri, scadrà il termine per presentare una istanza di accesso ai 300 mila euro, con cui la Regione Puglia, finanzierà interventi che assicurino la totale accessibilità e fruibilità alle persone diversamente abili delle spiagge libere. Già negli anni passati, proprio grazie alla Legge Regionale n.48 del 03 ottobre 2018, si è vista la realizzazione di interventi in 37 comuni.
Infatti, tale Legge : “Norme a sostegno dell’accessibilità delle aree demaniali destinate alla libera balneazione per le persone diversamente abili”, consente l’erogazione di incentivi alle Amministrazioni Comunali per la realizzazione di interventi, per un contributo massimo erogabile per singolo comune costiero pari a 20 mila euro. Potranno essere prese in considerazione, anche dopo la scadenza, e in relazione ad eventuali risorse residue, istanze che hanno già beneficiato di contributi, come di manutenzione straordinaria o di adeguamento di quelli esistenti, ma finalizzati allo stesso scopo, quello dell’accessibilità.
Accessibilità, per una persona che presenta disabilità potrebbe essere davvero complicato, se non impossibile. E concedersi una semplice e tipica giornata di relax al mare, rischia di diventare un’impresa titanica a tal punto da rinunciarvi. Il mare, si presenta dietro barriere insuperabili, e rimane solo un miraggio.
Come nello specifico, chiarito della stesso regolamento, le Amministrazioni Comunali nelle spiagge libere dovrebbero, secondo le esigenze e le caratteristiche del proprio territorio:
🟢 Individuare almeno una spiaggia libera da adibire alla fruizione delle persone diversamente abili
🟢 Agevolare l’accesso alla spiaggia con l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti in prossimità delle aree individuate
🟢Dotare la spiaggia di servizi igienici, spogliatoi accessibili e docce esterne con maniglioni, pavimentazione tattile unicamente per il raggiungimento della battigia
🟢 Predisporre segnaletica e indicazioni
🟢 Dotare le spiagge accessibili di appositi ausili speciali adatti al mare, come la sedia per il trasporto dei diversamente abili e degli anziani, destinati esclusivamente all’uso da parte delle persone con disabilità e ai propri accompagnatori
Questo, quanto menzionato, per interventi di pertinenza prettamente Comunale. Ma se si pensasse solo per un attimo, e come anche evidenziato da una recente indagine del Censis, che a fronte della presenza in Italia di circa 4 milioni di Disabili che insieme ai loro accompagnatori arrivano circa a 10 milioni di persone, potrebbe risultare una grande opportunità per investimenti intelligenti e mirati. Rendere accessibile il proprio stabilimento balneare rappresenta una grossa opportunità per tuti, e garantisce una maggiore presenza di spiagge per disabili, per un paese sempre più inclusivo e capace di soddisfare le esigenze di tutti.
Chiunque offre servizi pubblici ha l’obbligo, non solo morale, ma legale, di mettere in atto accorgimenti, alcune volte davvero molto piccoli, per permettere la fruizione dei propri servizi a tutti. Nessuno ha il diritto di precludere la possibilità di spostamento di un altro individuo.
Siamo ancora molto indietro. Eppure la Legge Italiana ha chiaramente espressa la sua direzione circa l’abbattimento della barriere architettoniche in zone balneari, e non solo. Dotarsi di una semplice sedia Job non esula da altri interventi: bocciofila per chi è in carrozzina, piazzole con ombrellone e lettini per disabili, attività dedicata, passerella che consente l’accesso in acqua attraverso una sedia che scorre su dei binari, per poter accedere direttamente in acqua dalla spiaggia.
Siamo ancora molto lontani, troppo distanti da quella elevazione culturale che dovrebbe accompagnarci verso una rivoluzione più alta del pensiero Inclusivo . Una rivoluzione di pensiero che dovrà essere da pilastro ad una Politica Sociale Innovativa.
Siamo certi che sarà fondamentale rivedere la vecchia metodologia di programmazione, per riuscire definitivamente ad introdurre un Modello innovativo, generativo e sostenibile. Si parla molto spesso di RETE, bene, allora sia davvero Puglia Capitale Sociale 3.0, dando risposte ai cittadini che pongono domande di bisogno.
Smentire un luogo comune, che i sistemi di protezione sociale siano insostenibili e costino troppo, e non possiamo permetterceli. Lo stesso luogo comune che dà per scontato che per garantire la salute sia necessario avere finanziamenti se e solo se dalla crescita economica di un Paese. Prima accumuli ricchezza, e poi, una parte di questa la spendi per pagare i servizi. Pagare, e non investire in servizi.
Pertanto la realizzazione di processi inclusivi oltre a passare per interventi educativi, sociali e sanitari, è fondamentale orientare l’Azione in interventi che si rilancino verso uno sviluppo Democratico, equo e solidale, e che sia capace di coinvolgere in maniera attiva la partecipazione di tutti, compresi gli imprenditori locali. Passare definitivamente al concetto operativo di CO- PROGETTAZIONE.
Sconfiggere definitivamente l’indifferenza, la passività, la rassegnazione e le barriere Culturali.
La Disabilità non è la caratteristica di un individuo, ma piuttosto una complessa interazione di condizioni molte delle quali sono create dall’ambiente sociale.
Disabilità non significa inabilità, significa semplicemente adattabilità costretta a fare i conti con una società e una strategia Welfare sin qui poco evoluto.
Gaetano Brigida, Tavolo Politiche Sociali e Disabilità
Azione Carlo Calenda Nunzio Angiola