Un ragazzo nato in Sicilia con la passione per l’Ortodonzia. Mio padre, Odontoiatra e specialista in Chirurgia, è sempre stato il padre che qualsiasi figlio avrebbe desiderato. Premuroso, attento, affettuoso e. soprattutto, innamorato del suo lavoro. L’ho sempre seguito sin dalla tenera età, sono diventato il suo assistente già a 6 anni (scherzo ovviamente). Da li è cresciuta sempre più l’ammirazi
one nei suoi confronti per ciò che era ma, soprattutto, per ciò che faceva. Avevo già deciso di voler essere come lui, di fare ciò che faceva lui.
𝙌𝙪𝙖𝙡’𝙚̀ 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙩𝙪𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞? Mi sono diplomato al Liceo Scientifico Elio Vittorini di Gela. Gli ultimi due anni li ho passati a preparami per i test d’ingresso di Medicina ed Odontoiatria. Ho provato alla Cattolica di Roma, al San Raffaele di Milano, alla statale di Milano ed alla Universidad Europea de Madrid a Valencia (Spagna). Non essendo entrato ne a Roma ne a Milano ed avendo avuto la possibilità di entrare in Spagna non ho voluto perder tempo... ho fatto i bagagli e mi sono trasferito lì. Sono stati i 5 anni più belli ed importanti della mia vita dove non solo mi sono creato come professionista e, dunque, creato un’identità, ma sono anche cresciuto tanto culturalmente ed umanamente. Consiglio a tutti di viaggiare, conoscere e scoprire usi e costumi diversi dai nostri ci aiuta a comprendere che nella vita, nel mondo, non esistono verità assolute ma relative e che questa relatività la danno i punti di vista e l’influenza ambientale in cui si cresce. Durante l’Università cresceva il mio amore per l’Ortodonzia, materia che ho superato brillantemente con tanto di lode. La mia tesi vedeva a confronto l’Ortodonzia vestibolare alla linguale con delle digressioni sugli allineatori. Il mio Prof. Vicente Torres Celda, che ci tengo a ringraziare, è stato grande fonte di ispirazione ed aiuto nel coltivare questa mia passione. Il suo metodo si basava sull’insegnare a fare diagnosi e questo, oggi, fa la differenza poiché l’apparecchiatura è solo il mezzo, il tramite, e ciò che conta è capire qual è il problema. Dopotutto a Roma ci si può andare in auto, in treno o in aereo… è la pianificazione la chiave di volta.
𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙝𝙖𝙞 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙤𝙥𝙤 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙩𝙞 𝙡𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖𝙩𝙤? La prima cosa che mi viene in mente al rientro dalla Spagna è la splendida festa di Laurea che mi regalarono i miei, vedere tutti quegli amici, parenti, pazienti e non che festeggiavano con me quel traguardo mi ha inorgoglito infinitamente. Scherzi a parte, appena rientrato mi son buttato a capofitto sul lavoro occupandomi di conservativa, endodonzia ed estetica. Questo perché volevo, in primis, affinare le mie doti di dentista generico (non penso sia coerente esser laureati in Odontoiatria, specialisti in qualsivoglia campo e non riuscire a curare un mal di denti). Correva l’anno 2016 e di lì a poco conosco il Dott. Sergio Sambataro, un brillante Ortodontista di Catania con cui ho fatto il mio primo corso di Ortodonzia Bioprogressiva di Ricketts. Grazie alla disponibilità di Sergio riesco ad affinare la parte pratica di piegatura fili nel suo ambulatorio dove vado a seguire la sua attività libero professionale un giorno a settimana. Nel contempo conosco il rappresentante italiano della New York University, Università prestigiosissima in quel di New York e colgo la palla al balzo. Mi iscrivo al Master Clinico Universitario e parto per New York. Diviso tra il corso del Dott. Sambataro ed il Master di New York il tempo da dedicare alla mia attività libero professionale è sempre meno ma accetto l’effetto collaterale perché voglioso di migliorare, di migliorarmi. Concludo con successo (ed orgoglio) il corso di Bioprogressiva ed a metà del mio percorso alla NYU conosco il Dott. Davide Mirabella, Professore e Ortodontista specialista, che esercita a Catania. Spinto da una sola costante, ovvero migliorarmi, decido di seguirlo nel suo corso annuale di Ortodonzia Straight-Wire sulla Tecnica SWM. Finiva l’anno 2017 e viaggiavo con cadenze mensili per Padova (Due Carrare, sede del corso del Dott. Mirabella) e per New York. Passava il tempo ed affinavo le conoscenze ortodontiche iniziando ad avere ottimi riscontri nei casi clinici trattati, prendendo sempre più confidenza con quella che era la diagnosi ed il piano di trattamento. Nel 2018 concludo il Master alla New York University e continuo a seguire Davide Mirabella che organizza, insieme a sua moglie, la Dott.ssa Gabriella Giunta, un corso clinico a Ferrara. Conoscevo già la Scuola di Ortodonzia di Ferrara, la sua fama la precede, la fama del Prof. Giuseppe Siciliani e dell’attuale direttore di Scuola, Prof. Luca Lombardo, ancor di più. A metà del corso clinico, spinto dalla continua voglia di sapere, decido di togliere ulteriore tempo alla mia attività libero professionale per dedicarmi ad una nuova realtà: quella della Scuola di Specializzazione. Fino ad allora avevo imparato tanto ma a piccoli bocconi, piccole parti di un mosaico fin troppo vasto quale è l’Ortodonzia. Lo stimolo maggiore che ha influito sulla mia decisione è stato confrontarmi con i colleghi specializzandi di Ferrara… di un altro livello, di un’altra realtà. Avevo investito anni di corsi e mi sentivo “l’ultimo della classe”… una sensazione ed una consapevolezza tanto reale quanto inaccettabile per quelle che erano e sono tuttora le mie aspirazioni. Completato il corso clinico del Dott. Mirabella chiedo appuntamento al Prof. Siciliani ed al Prof. Lombardo. Inizia il mio percorso di preparazione per il concorso in Scuola di Specializzazione. A Ferrara trascorro, a settimane alterne, 15 giorni al mese, seguendo con grande interesse le lezioni, studiando e impegnandomi nelle quotidiane attività universitarie. Arriva Settembre 2019. Tra Università e attività libero professionale arrivo al test d’ammissione psicologicamente e fisicamente provato, ma grandi soddisfazioni arrivano solo da grandi sacrifici e, dato che il sacrificio paga sempre, supero brillantemente il test d’ammissione diventando uno degli otto nuovi specializzandi della Scuola di Ortodonzia di Ferrara. Da allora è stata una continua crescita dedita allo studio, alla ricerca, all’attività clinica e, grazie al Prof. Lombardo, spinti sempre da grande ambizione, la Scuola di Ferrara è tra le migliori in Italia (non me ne vogliano i colleghi ma per me e per molti è la migliore).
𝙌𝙪𝙞𝙣𝙙𝙞 𝙨𝙚𝙞 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙖𝙡𝙞𝙨𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙊𝙧𝙩𝙤𝙙𝙤𝙣𝙯𝙞𝙖, 𝙢𝙖 𝙘𝙝𝙞 𝙚̀ 𝙚 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙛𝙖 𝙡’𝙊𝙧𝙩𝙤𝙙𝙤𝙣𝙩𝙞𝙨𝙩𝙖? L’Ortodontista è colui che studia, diagnostica e previene problemi legati alla posizione dei denti e alla crescita normale delle strutture ossee annesse. Poiché si dice che “tutti gli ortodontisti sono dentisti, ma solo alcuni dentisti sono ortodontisti”, la prima visita ortodontica prevede in primis un’analisi intraorale dettagliata partendo dall’igiene orale, che deve essere adeguata, il controllo di eventuali carie e/o problemi legati a trattamenti di conservativa e/o endodontici previ (che devono essere risolti prima del trattamento ortodontico) per concludere poi con un’accurata valutazione della posizione dei denti (relazionata alle strutture ossee annesse) e della relazione dei mascellari tra loro (mascellare superiore e mandibola). Il tutto deve essere coadiuvato da esami radiografici specifici (di base ortopantomografia e teleradiografia latero-laterale). Alle volte, in circostanze particolari come denti inclusi, riassorbimenti radicolari importanti legati a denti inclusi, inserimento di miniviti (TADs o Miniscrews), dismorfosi craniofacciali (labiopalatoschifi, pazienti sindromici, asimmetrie facciali) è richiesta anche una CBCT (Cone-Beam Computed Tomography), una tomografia computerizzata di radiazioni ridotte rispetto al TC Dentalscan per intenderci, che ci permette di avere un’immagine 3D delle strutture ossee e dentali del paziente, il tutto per permettere una corretta diagnosi ed una scelta accurata del piano di trattamento. Dopo un’attenta visita intra- ma anche extraorale ed una valutazione radiografica idonea, si eseguono delle foto intra- ed extraorali che, insieme a delle scansioni della bocca del paziente (del mascellare superiore e della mandibola) ci permetteranno di stilare una Problem List che ci darà dei chiari obiettivi di trattamento seguiti da uno o più piani di trattamento (dal Gold Standard a quello di compromesso). Qui è bene fare una piccola digressione. Esiste la terapia ortopedica, indirizzata ai pazienti in crescita, il cui scopo è di agire sulle basi ossee per correggere eventuali anomalie ed eliminarle, proprio per permettere un corretto sviluppo dell’apparato stomatognatico. Esiste l’ortodonzia funzionale, indirizzata ai pazienti in crescita, il cui scopo è di agire sulla muscolatura orofacciale, ristabilendo l’equilibrio fra muscoli e ossa. La diretta conseguenza del riequilibrio della forza muscolare periorale è la correzione della posizione dei denti e delle ossa. Esiste, infine, la terapia ortodontica, indirizzata a pazienti in crescita ed adulti, che agisce solo sulla dentatura e solo in alcuni casi può agire minimamente sulle ossa (se a causa del malposizionamento di un dente o precontatto con scivolamento la relazione spaziale dell’arcata non è corretta, correggere la posizione dentale di conseguenza comporta un miglioramento della relazione scheletrica fra le arcate). Da lì la scelta dell’apparecchiatura che può essere vestibolare (le classiche stelline con gli archi), linguale (le stelline e gli archi sono attaccati alla faccia linguale e palatale dei denti e non esterna) o la terapia con allineatori. Non è la tecnica che fa l’Ortodontista ma la corretta diagnosi, poi si possono usare le apparecchiature o le tecniche più disparate.
𝙂𝙧𝙖𝙯𝙞𝙚. Grazie a tutti i lettori.