14/03/2026
Quando avevo 16 anni una mia coetanea tenne nascosta la sua gravidanza alla famiglia. Partorì da sola, immagino nel terrore, sul pavimento del bagno, correndo, lei e la sua bambina un rischio inaccettabile.
È un ricordo che ancora mi sconvolge.
Negli ospedali pubblici è possibile partorire in anonimato.
Se la madre lo desidera può non riconoscere il bambino e andarsene senza che su nessun documento risulti la sua maternità.
A Bari un neonato è morto di freddo dentro una culla che doveva salvargli la vita. È successo nella chiesa di Don Antonio.
Don Antonio Ruccia è un parroco del quartiere Poggiofranco. Dieci anni fa ha messo fuori dalla sua chiesa una stanzetta con una culla riscaldata. L'idea era semplice: se sei una donna disperata e non puoi tenere il tuo bambino, lo porti lì, lo appoggi nella culla, e te ne vai. Sotto il materassino c'è un sensore: sente il peso del neonato, manda una chiamata al cellulare del prete, accende il riscaldamento. Don Antonio arriva e se ne prende cura.
Nel 2020 ci hanno lasciato un bambino. Sensore, chiamata, il prete arriva: salvo. Nel 2023 una bambina. Stessa cosa: salva.
La notte del 2 gennaio 2025, qualcuno ha portato un altro neonato. L'ha appoggiato nella culla e se n'è andato.
Il sensore non ha rilevato niente. La chiamata non è partita. Il riscaldamento non si è acceso. Dal climatizzatore usciva aria fredda.
Il bambino è rimasto lì fino alla mattina, quando un tizio delle pompe funebri l'ha trovato per caso. Morto di freddo.
L'hanno chiamato Angelo.
Ieri il prete che aveva messo quella culla ha patteggiato un anno di carcere per omicidio colposo. Ed ovviamente sui social è partita la solita giostra ipocrita: "Troppo poco!", "Poverino!", "E la madre?" E nessuno che si chieda la cosa ovvia: che c***o ci faceva quel bambino in una stanza di parrocchia?
In Italia dal 2000 esiste una legge che permette a qualsiasi donna di andare in ospedale e partorire in completo anonimato. Gratis. Partorisci, lasci il bambino lì, non lo riconosci, e te ne vai. Nessun nome registrato, nessuna conseguenza legale. Il bambino viene preso in cura dai medici e dato in adozione. Tu esci libera.
E quasi nessuno lo sa. Perché lo Stato non lo comunica. Non ci sono campagne, non ci sono cartelli nei consultori, non c'è un c***o di niente.
In compenso ci sono 62 culle termiche sparse per l'Italia, gestite da parrocchie e volontari, con sensori antifurto riadattati e climatizzatori che nessuno controlla. E quando un bambino muore, lo Stato processa chi ci ha provato.
Capisci la vigliaccheria?
Hai la legge. Hai gli ospedali. E invece di usarli, scarichi tutto su un prete con un cellulare collegato a un sensore del 2014. Quando il sensore non suona, fai il processo al prete.
Quella donna (chiunque fosse) meritava di sapere che poteva entrare in un ospedale e uscirne libera. Non l'ha saputo. O non ci ha creduto.
L'hanno chiamato Angelo.
Come se bastasse una preghiera per perdonare 25 anni di indifferenza.