04/06/2026
Diabete e salute orale: cosa deve sapere il paziente
Il diabete può colpire individui di ogni età, perciò anche i più giovani non devono sentirsi esentati dal conoscere questa problematica. E' necessario mettere al corrente il proprio dentista di tutta la sua storia clinica, dei farmaci assunti, dei propri valori glicemici, degli eventi avversi causati dalla patologia che possano essergli occorsi e del rapporto che ha con le cure odontoiatriche (complicanze, abitudini di igiene orale, alimentazione).
ecco le cose da riferire al proprio odontoiatra :
✔✔ Che tipo di diabete hai
✔✔ Che età avevi quando ti è stata fatta diagnosi di diabete
✔✔ Che farmaci assumi
✔✔ Come monitori i livelli di glucosio nel sangue
✔✔ Quanto spesso ti consulti con il tuo medico curante
✔✔ Quali sono i tuoi livelli di emoglobina glicata e glicemia
✔✔ Ti è mai capitato di giungere a una crisi ipo- o iper-glicemica
✔✔ Avverti secchezza della bocca
✔✔ Ti sanguinano le gengive
✔✔ I tuoi denti sono più mobili da un po’ di tempo a questa parte
✔✔ Hai avuto patologie correlate al diabete che ti hanno costretto a interventi o al ricovero
Il cavo orale è strettamente in comunicazione con il resto dell’organismo. Nel paziente diabetico, proprio come il corpo in generale richiede un’attenzione particolare, anche la bocca richiede delle cure specifiche per raggiungere e mantenere uno stato di benessere e salute. Illustrare con quali strumenti curare al meglio la propria igiene orale è compito dell’odontoiatra, dell’igienista e del personale di studio, ma è dovere del paziente rispettare queste indicazioni, così da procedere insieme verso un’efficace alleanza terapeutica.
Ecco i principali strumenti da suggerire al paziente diabetico per una buona igiene orale:
✔✔ Spazzolino e tecnica di spazzolamento: le setole del dispositivo vengono appoggiate a 45 gradi sulla superficie dell’elemento dentario e vengono spinte verso il margine gengivale. Successivamente, si compie un movimento di tipo rotatorio diretto dal margine gengivale alla superficie masticante del dente, esercitando una pressione moderata. È consigliato lo spazzolamento anche della lingua.
✔✔ Filo interdentale/scovolino: per raggiungere lo spazio interdentale, nelle aree di contatto tra dente e dente, è necessario utilizzare uno strumento dedicato. Si tratta del filo interdentale
o, laddove ci fosse lo spazio, dello scovolino. Questi strumenti, già importanti per un paziente senza problematiche, acquisiscono ancor maggior peso nel paziente diabetico, perché sono gli unici in grado di rimuovere la placca in queste aree critiche.
✔✔ Monociuffo: esistono condizioni particolari che uno spazzolino con un solo ciuffo di setole riesce a trattare meglio di uno normale. Questo strumento, essendo di dimensioni molto ridotte, è di grande utilità per le zone difficilmente raggiungibili, come denti del
giudizio inclinati o manufatti protesici.
✔✔ Collutorio con clorexidina e colostro remineralizzante: il colostro bovino purificato è utilizzato da molti anni per il trattamento delle mucose, in particolar modo quelle di pazienti
con fragilità e debolezze nelle difese. Fumo, chemioterapia, radioterapia, assunzione di farmaci, ridotta salivazione e diabete espongono ad alterazioni a carico delle mucose. Il colostro può essere utilizzato da solo oppure associato a clorexidina.
Dentifricio e collutorio ad azione remineralizzante: risulta quindi particolarmente indicato in tutti i pazienti diabetici utilizzare prodotti dedicati alla protezione dei tessuti duri del dente, in particolare quelli biomimetici in grado di interagire coi tessuti dei denti, ricostituendoli. L’idrossiapatite multisostituita con carbonato, magnesio e stronzio, coniugata con chitosano, associata a
fluoroidrossiapatite. La presenza di ioni fluoro nell’idrossiapatite determina sul dente la formazione di fluoroapatite, molto più resistente agli attacchi acidi in quanto il pH a cui viene
degradata è nettamente inferiore a quello dell’idrossiapatite biologica. Inoltre, come suggerito dal Ministero della Sanità, L’utilizzo di sostanze fluorurate rimane la strategia migliore per la protezione delle lesioni dello smalto. Infine, il carbonato favorisce il rilascio di ioni calcio e fosfato dall’idrossiapatite, nonché degli altri ioni sostituenti magnesio e stronzio che favoriscono la formazione di nuovicristalli e li stabilizzano. La formula completa di Biosmalto fornisce una protezione che può portare al recupero della piena funzionalità del dente. Se è necessaria invece un’azione d’urto, soprattutto su lesioni già presenti, è possibile utilizzare la MOUSSE BIOSMALTO a base di calcio-fosfato amorfo, rivestita da citrato e dopata con fluoro, che interagisce rapidamente con le lesioni iniziali dello smalto e della dentina, remineralizzandoli ed in certi casi anche risolvendo la problematica.