24/07/2026
Oggi parliamo delle differenze tra la preparazione delle faccette dentali tradizionali e le cosiddette No-prep (senza, o quasi senza, limatura).
Ecco un confronto tecnico sintetico:
Preparazione tradizionale
• Riduzione smalto/dentina: 0,3–0,7 mm vestibolare, fino a 1–1,5 mm
su incisale/margini
• Necessaria per: mascherare discromie importanti, correggere malposizioni
significative, creare spazio per spessori estetici in casi complessi
• Retention meccanica migliore (superficie smalto fresata + adesione),
maggior controllo del profilo di emergenza
• Longevità media 10-15 anni
No-prep / minimal-prep
• Nessuna o minima riduzione (solo "smoothing" superficiale in alcuni protocolli
additivi)
• Candidati ideali: smalto integro, denti piccoli/microdontia, diastemi, lieve
rotazione, necessità di aumento di volume più che correzione
• Controindicazioni: bruxismo, smalto già eroso/assottigliato, affollamento importante, discromie severe (rischio di sovracontorno antiestetico)
• Adesione solo su smalto (niente substrato dentinale fresato) → ritenzione meno prevedibile, durata media 5-7 anni
• rimozione più invasiva di quanto si creda, richiede strumenti rotanti che possono danneggiare lo smalto sottostante.
Le nuove tecnologie che hanno reso possibili le No-Prep, si avvalgono di materiali innovativi.
• Feldspatica ultra-sottile e zirconia 5Y-TZP permettono spessori fino a 0,3 mm prima non raggiungibili, con resistenza flessurale sufficiente anche a spessori minimi
• Lucidatura/tecniche di pressatura (e-max ultra-thin in litio disilicato) ottimizzate per stratificazione su substrato non preparato
• Workflow digitale (scanner intraorale + design CAD) fondamentale per calcolare lo spessore minimo necessario senza sovracontorno, e per simulare l'occlusione prima della cementazione
Nota clinica: la pianificazione digitale della masticazione riduce significativamente il rischio di usura e frattura e differenzia le no-prep "vendute" in modo generico da un protocollo realmente predicibile.
Il criterio di scelta, quindi, resta lo stato dello smalto residuo più che l'estetica desiderata dal paziente.