23/07/2026
Ieri non è stato un giorno qualunque.
Sarebbe stato il tuo settantesimo compleanno.
Ci siamo ritrovati lì, insieme, per te. E in fondo lo abbiamo fatto proprio come sarebbe piaciuto a te: con la musica, con le persone, con quell’energia piena di vita… e con un finale che non poteva che essere all’altezza, tra luci e fuochi nel cielo.
Eppure la sensazione era strana.
Casa tua, senza di te.
Una festa, gli amici… ma senza di te.
Se chiudo gli occhi rivedo quella tavola piena, le sedie sempre troppo poche, le voci che si sovrapponevano, le risate. Eravamo tanti, eravamo un mondo intero dentro una casa. E senza saperlo, stavamo vivendo qualcosa di rarissimo: una famiglia che cresceva, unita, semplice, piena.
Ci avete insegnato che il sorriso è casa. Che la famiglia è il posto in cui tornare, sempre.
La vita però ha scelto diversamente per noi.
Ha tolto troppo, troppo presto.
A volte guardo le famiglie numerose, ancora tutte lì, e sento una f***a. Non è invidia. È memoria. È la consapevolezza di quello che è stato e che oggi non c’è più.
Mi chiedo spesso perché.
Se sia una prova, se sia forza, se sia destino.
Non ho risposte.
So però una cosa: ciò che resta è più forte di tutto quello che abbiamo perso.
Il valore della famiglia, quello vero, nessuno potrà portarcelo via.
Se potessi scegliere un regalo per te, sarebbe semplice: riportarti qui.
E forse, in fondo, sarebbe il regalo più grande per tutti noi.
Buon compleanno, zio Michele. Ovunque tu sia.