20/07/2026
20 LUGLIO. QUEL GIORNO CHE...👩🏻🎓
GIURAMENTO D'IPPOCRATE
Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo,
giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come
scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della
sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto
professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di
attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della
persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza
secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina
e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia
reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di
fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della
professione.
Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con
eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni
differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza
d’urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione
dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo
medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco
rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito
nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’"accanimento" diagnostico e
terapeutico.
Dott.ssa Pascale Rosita.