09/09/2026
Quante radiografie ti hanno fatto, senza spiegarti perché?
Succede spesso. Entri in uno studio, e prima ancora che qualcuno ti abbia guardato in bocca sei già davanti alla macchina radiografica. Protocollo. Si fa a tutti.
Da noi no, e ti spiego il criterio.
Una radiografia si fa quando serve a decidere qualcosa. Se un esame non cambia la diagnosi o il trattamento, quell'esame non ha motivo di esistere. Sembra ovvio, ma è il contrario di come funziona in molti posti.
Quando invece serve davvero, la domanda diventa un'altra: come ottenere l'informazione massima con l'esposizione minima. Per questo lavoriamo con radiografie endorali ai fosfori di memoria, ortopantomografia digitale e una TAC cone-beam di ultimissima generazione. Sono strumenti che riducono in modo importante la dose rispetto alle tecnologie tradizionali.
C'è però una cosa che conta quanto la macchina: chi legge l'immagine. Una cone-beam ti restituisce un volume tridimensionale pieno di informazioni, e saperlo interpretare è una competenza che si costruisce. È uno dei motivi per cui ho scelto di formarmi in odontoiatria digitale: la tecnologia da sola non basta, serve la testa che la usa.
Quello che ottieni è concreto: meno esposizione, diagnosi più precise, e nessun esame fatto per abitudine. Ogni immagine che ti chiedo è un'immagine che mi serve per prendere una decisione migliore sul tuo caso.
La tecnologia deve servire a decidere meglio, non a fare di più.
Se stai per iniziare un percorso e vuoi capire quali esami servono davvero nel tuo caso, scrivimi: ne parliamo prima di farne uno.
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👩⚕️ Direttore Sanitario: Dott.ssa Simona Prestigiacomo
Iscritta all'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Palermo, dal 19/02/2014 | Numero di iscrizione: 15113