02/09/2023
Nelle Filippine si è appena scritta una delle pagine più bella nella storia non solo del basket ma dello sport in generale. Il merito è dei due uomini che vedete al centro della foto.
A sinistra c'è Manute Bol, il giocatore più alto nella storia della NBA coi suoi 2 metri e 31. Ha giocato tra gli anni 80 e 90. Di etnia dinka, la più alta al mondo, aveva il bisnonno alto 2 metri e 39 sposato con 150 mogli, il padre alto 2 metri 21, la madre 2 metri e 06. Lui coi suoi 2 metri e 31 diventò una attrazione per il pubblico americano.
Fino ai 15 anni visse in un villaggio, pascolando mucche, combattendo talvolta con i leoni per difendere i suoi animali, poi, una volta diventato giocatore di basket, iniziò a mantenere tutti i suoi quasi 200 parenti. Ma la sua carriera da giocatore fu seconda solamente a quella di attivista per l'indipendenza del suo paese, il Sud Sudan. Si è stimato che abbia devoluto di tasca sua circa 90 milioni di dollari per costruire strade, ospedali, scuole. A 47 anni è prematuramente morto malato e senza un soldo. Sul punto di morte ha detto che era orgoglioso di aver dato la vita per il suo Paese.
A destra c'è Luol Deng, anche lui sudsudanese, 14 stagioni NBA fino al 2019. Iniziò a giocare a basket da bambino in un campo profughi in Egitto dove si rifugiò la sua famiglia. Iniziò a giocare a basket perchè convinto da Manute Bol in persona che aveva aperto varie scuole basket nel continente per avvicinare i bambini al suo sport. Deng ha dichiarato che a Bol deve tutto: la sua carriera, ma soprattutto l'amore per il suo Paese che non ha praticamente potuto vedere per 30 anni a causa della guerra.
Manute Bol è morto nel 2010 senza poter assistere al riconoscimento ufficiale dell'indipendenza del Sud Sudan dal Sudan avvenuta nel 2011. Deng ha maturato proprio in quel momento una decisione: creare la federazione basket del suo paese, promuovere la pallacanestro come strumento di emancipazione e come àncora di salvezza per i giovani. E creare la Nazionale di basket. Come sognava Manute.
A febbraio la nazionale di basket del Sud Sudan si è qualificata per la prima volta ai Mondiali di basket dopo aver disputato le prime partite della propria giovanissima storia. Nazionale fondata, presieduta, finanziata e spesso allenata da Luol Deng, che non ha mai giocato una partita in casa in quanto il Sud Sudan non ha alcun palasport.
Pochi minuti fa, battendo l'Angola, il Sud Sudan ha conquistato il miglior piazzamento di una africana ai mondiali di basket: ciò significa qualificazione alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024.
Questo miracolo è stato possibile grazie al fatto che nessun giocatore vive nel proprio Paese ma è potuto crescere all'estero grazie alla fuga delle proprie famiglie. Fughe che si sono lasciate dietro storie terribili: molti giocatori sono orfani, alcuni hanno visto il Sud Sudan per la prima volta a febbraio quando diecimila persone li hanno accolti come eroi all'aeroporto, per festeggiare la qualificazione ai Mondiali. Tutti loro sono scesi dall'aereo piangendo.
Ma questo miracolo non si sarebbe mai potuto realizzare se due persone straordinarie come Manute Bol e Luol Deng non avessero dato la propria vita per il proprio Paese e non avessero scelto di farlo anche tramite il basket.
Il Paese più povero e martoriato del pianeta, con la più alta mortalità infantile, dove si vive con 1 euro e 90 al giorno, andrà alle Olimpiadi. Per giocare, e per gridare al mondo che hanno bisogno di aiuto.