D.ssa Claudia Tosi - dentista

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09/08/2026

🟣 Levotiroxina: effetti collaterali e gestione

🟣 Che cos’è la levotiroxina?
➟ La levotiroxina è un farmaco a base di ormone tiroideo utilizzato per trattare l’ipotiroidismo, cioè una ridotta attività della tiroide.
➟ Sostituisce l’ormone tiroideo che l’organismo non produce in quantità sufficiente.
➟ Deve essere assunta regolarmente e monitorata con esami del sangue per controllare la funzionalità tiroidea.

🟣 Effetti collaterali comuni
➟ Gli effetti collaterali compaiono generalmente quando la dose è troppo alta e l’organismo riceve una quantità eccessiva di ormone tiroideo.
➟ Possono comparire battito cardiaco accelerato, palpitazioni, tremori, ansia, sudorazione o intolleranza al caldo.
➟ Possono verificarsi perdita di peso, aumento dell’appetito, diarrea, mal di testa, disturbi del sonno o irritabilità.
➟ Nelle persone con malattie cardiache possono comparire dolore al petto o peggioramento dell’angina, che richiedono un parere medico.

🟣 Importanti rischi a lungo termine di una dose eccessiva
➟ Un eccesso di levotiroxina protratto nel tempo può aumentare il rischio di alterazioni del ritmo cardiaco, soprattutto di fibrillazione atriale.
➟ Può inoltre indebolire le ossa e aumentare il rischio di osteoporosi, soprattutto negli anziani e nelle donne in post-menopausa.

🟣 Come assumerla correttamente
➟ Assumi la levotiroxina ogni giorno alla stessa ora, generalmente al mattino a stomaco vuoto.
➟ Attendi circa 30-60 minuti prima di mangiare o bere tè o caffè, salvo diverse indicazioni del medico.
➟ Distanzia di alcune ore l’assunzione di calcio, ferro, antiacidi e alcuni integratori, perché possono ridurre l’assorbimento della levotiroxina.
➟ Non sospendere il farmaco e non modificare la dose senza il parere del medico.

🟣 Consigli per la gestione
➟ Se avverti palpitazioni, sudorazione, tremori, ansia o perdita di peso inspiegabile, chiedi al medico se è opportuno controllare il TSH e i livelli degli ormoni tiroidei.
➟ Esami del sangue regolari aiutano ad adeguare correttamente la dose.
➟ Il fabbisogno può cambiare durante la gravidanza, in caso di variazioni di peso, con l’avanzare dell’età, durante una malattia o quando si iniziano nuovi farmaci.
➟ Informa il medico se soffri di malattie cardiache o osteoporosi, se sei in gravidanza o stai allattando, e comunica tutti i farmaci e gli integratori che assumi.

🟣 Richiedi assistenza medica urgente se
➟ Compaiono dolore al petto, svenimento, grave difficoltà respiratoria, battito molto accelerato o irregolare, grave reazione allergica, confusione o forte debolezza.
➟ Rivolgiti subito a un medico anche in caso di assunzione accidentale di una dose molto elevata.

⚠️ Nota medica: queste informazioni hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario. Consulta un medico prima di iniziare, sospendere o modificare la levotiroxina o qualsiasi altro farmaco per la tiroide.

09/08/2026

Epistassi (sangue dal naso): cause e gestione

🔸 Che cos’è l’epistassi?
➜ L’epistassi è il sanguinamento dal naso.
➜ La maggior parte dei casi è di tipo anteriore e origina spesso dall’area di Little, o plesso di Kiesselbach, situata nella parte anteriore del setto nasale.
➜ Nella maggior parte dei casi il sanguinamento è lieve e si arresta con una corretta compressione, ma episodi abbondanti, ricorrenti, posteriori, traumatici o associati all’uso di anticoagulanti richiedono una valutazione medica.

🔸 Principali caratteristiche cliniche
➜ Sanguinamento da una o entrambe le narici
➜ Il sangue può fuoriuscire dalla parte anteriore del naso
➜ Può colare posteriormente verso la gola
➜ Se il sanguinamento è importante possono comparire capogiri, debolezza o svenimento

🔸 Cause comuni
➜ Inserire le dita nel naso o piccoli traumi locali
➜ Secchezza della mucosa nasale
➜ Raffreddore, sinusite o rinite allergica
➜ Soffiarsi il naso con forza, alcuni spray nasali o altre irritazioni locali possono favorire il sanguinamento

🔸 Cause sistemiche
➜ La pressione arteriosa elevata può rendere il sanguinamento più difficile da controllare
➜ Farmaci anticoagulanti o antiaggreganti aumentano il rischio di sanguinamento
➜ Disturbi della coagulazione o un basso numero di piastrine possono contribuire
➜ Malattie del fegato, dei reni o abuso di alcol possono aumentare la tendenza al sanguinamento

🔸 Epistassi anteriore
➜ È la forma più comune
➜ Origina spesso dall’area di Little
➜ Il sanguinamento è generalmente visibile dalla parte anteriore del naso
➜ Spesso si controlla con una corretta compressione e trattamenti locali

🔸 Epistassi posteriore
➜ È meno frequente, ma può essere più seria
➜ È più comune nelle persone anziane
➜ Il sangue può scorrere prevalentemente verso la gola
➜ Spesso richiede valutazione otorinolaringoiatrica, tamponamento, cauterizzazione o altre procedure specifiche

🔸 Primo soccorso
➜ Sedersi con il busto eretto e inclinare leggermente la testa in avanti
➜ Stringere con decisione la parte morbida del naso, appena sotto la parte ossea
➜ Mantenere una pressione continua per almeno 10-15 minuti
➜ Respirare attraverso la bocca ed evitare di mollare la presa continuamente per controllare se il sangue si è fermato

🔸 Cosa non fare durante il sanguinamento
➜ Non inclinare la testa all’indietro
➜ Non sdraiarsi completamente
➜ Non stringere soltanto la parte dura del dorso del naso
➜ Non soffiarsi né stuzzicarsi il naso subito dopo che il sanguinamento si è arrestato

🔸 Trattamento medico
➜ In alcuni casi può essere utilizzato un vasocostrittore locale
➜ Se viene individuato un punto preciso di sanguinamento anteriore, può essere eseguita una cauterizzazione
➜ Se il sanguinamento persiste può essere necessario un tamponamento nasale
➜ Le epistassi posteriori possono richiedere una gestione specialistica da parte dell’otorinolaringoiatra

🔸 Valutazione delle epistassi ricorrenti
➜ Controllare l’eventuale presenza di secchezza nasale o lesioni del setto
➜ Valutare la pressione arteriosa e i farmaci assunti
➜ Quando indicato, gli esami del sangue possono controllare piastrine e capacità di coagulazione
➜ Un sanguinamento persistente da una sola narice o associato a ostruzione nasale richiede una valutazione otorinolaringoiatrica

🔸 Prevenzione
➜ Mantenere idratata la mucosa nasale con spray o gel salini
➜ Evitare di inserire le dita nel naso e di soffiarsi con troppa forza
➜ Utilizzare un umidificatore se l’ambiente è molto secco
➜ Gestire adeguatamente allergie, sinusite, pressione arteriosa e altri fattori di rischio legati ai farmaci

🔸 Cosa non fare
➜ Non assumere ripetutamente aspirina o FANS senza indicazione medica
➜ Non sospendere anticoagulanti o antiaggreganti senza aver consultato il medico
➜ Non inserire oggetti rigidi, fazzoletti o tamponi improvvisati in profondità nel naso
➜ Non ignorare episodi frequenti che interessano sempre la stessa narice

🔸 Quando consultare un medico
➜ Il sanguinamento continua per oltre 20 minuti nonostante una corretta compressione
➜ Gli episodi diventano frequenti o più abbondanti
➜ Il sanguinamento compare dopo un trauma al viso
➜ La persona assume anticoagulanti, ha disturbi della coagulazione oppure avverte debolezza o capogiri

🔸 Segnali d’allarme e necessità di assistenza urgente
➜ Sanguinamento molto abbondante o sospetta epistassi posteriore
➜ Svenimento, dolore al petto, grave debolezza o difficoltà respiratoria
➜ Vomito di sangue o ingestione di grandi quantità di sangue
➜ Epistassi dopo un trauma importante, episodi ricorrenti e inspiegabili in un bambino o presenza di segni di shock richiedono assistenza medica urgente

🔸 Punti fondamentali
➜ L’epistassi origina spesso dall’area di Little nella parte anteriore del setto nasale
➜ Il primo soccorso corretto consiste nel sedersi, inclinarsi in avanti e stringere la parte morbida del naso per 10-15 minuti
➜ Tra le cause più comuni ci sono piccoli traumi, mucosa secca, infezioni delle vie respiratorie superiori, rinite allergica, anticoagulanti e disturbi della coagulazione
➜ Un sanguinamento persistente può richiedere vasocostrittori locali, cauterizzazione, tamponamento nasale o valutazione ORL
➜ I principali segnali d’allarme sono sanguinamento abbondante, epistassi posteriore, trauma, uso di anticoagulanti, sanguinamento ricorrente da una sola narice, capogiri o segni di shock

⚠️ Avvertenza medica: queste informazioni hanno esclusivamente finalità educative e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un professionista sanitario.

08/08/2026

Melanoma: scoperto perché alcune cellule tumorali riescono a "nascondersi" dal sistema immunitario
Uno studio di Fondazione NIBIT, pubblicato su Science Advances, individua nella proteina NFATC2 la chiave della resistenza all'immunoterapia nel melanoma metastatico

Perché due pazienti con lo stesso tumore, curati con la stessa terapia, possono avere risultati differenti? È la domanda che da anni guida la ricerca sul melanoma metastatico, dove l'immunoterapia ha cambiato le prospettive di cura ma purtroppo non funziona per tutti. Un nuovo studio dei ricercatori di Fondazione NIBIT, pubblicato sulla rivista Science Advances, offre ora una risposta concreta: ha individuato il meccanismo biologico con cui alcune cellule tumorali sfuggono al sistema immunitario e una proteina che potrebbe diventare il bersaglio ideale per fermarle. «L'immunoterapia ha modificato profondamente la cura del melanoma metastatico, ma non tutti i pazienti ottengono un beneficio duraturo. Comprendere come nasce e si mantiene la resistenza al trattamento è essenziale per sviluppare nuove combinazioni terapeutiche capaci di aumentare il numero delle persone che possono beneficiare di questi trattamenti», spiega Michele Maio, ordinario di Oncologia Medica dell'Università di Siena, direttore del Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese e presidente di Fondazione NIBIT. Il punto di partenza è stato lo studio clinico NIBIT-M4, sviluppato dalla Fondazione NIBIT, coordinato da Anna Maria Di Giacomo, ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Siena, e sostenuto anche da Fondazione AIRC. La sperimentazione ha testato su 19 pazienti la combinazione in sequenza di un farmaco epigenetico (la guadecitabina) e di un immunoterapico (l’ipilimumab): l'obiettivo era prima "svegliare" il tumore rendendolo riconoscibile, e poi attaccarlo con le difese immunitarie attivate del paziente. I risultati a lungo termine sono stati incoraggianti ma restava da capire perché la strategia funzionasse solo su una parte di loro. Per scoprirlo, i ricercatori hanno analizzato, in collaborazione con il Centro del professor Michele Ceccarelli, Ordinario di Biologia Computazionale presso la University of Miami in Florida, le biopsie dei pazienti prima e durante la cura a livello di singola cellula: nei pazienti che non rispondevano alla terapia, le cellule del melanoma cambiavano identità, regredendo verso uno stato immaturo e molto plastico pur di sopravvivere all'attacco immunitario; queste cellule resistenti erano raggruppate in aree compatte al centro della massa tumorale, e questa struttura geometrica ne stabilizzava il comportamento, proteggendole a vicenda; l'analisi combinata dei profili genici ed epigenetici ha identificato nella proteina NFATC2 il "regista" che tiene le cellule del melanoma bloccate in questo stato immaturo e refrattario alle cure. Il farmaco epigenetico riattiva parti del DNA normalmente silenziose, generando un segnale di allarme che richiama il sistema immunitario. Tuttavia, la proteina NFATC2 orchestra uno stato cellulare particolarmente resistente. I risultati sono stati confermati anche su un campione molto più ampio di oltre 400 pazienti, provenienti da otto studi indipendenti: chi mostrava la presenza di queste cellule immature dopo il trattamento presentava una prognosi peggiore. «Questa ricerca ci permette di fare un importante passo in avanti», conclude il Professor Michele Maio. «Non osserviamo più soltanto se una terapia funziona, ma comprendiamo in che modo modifica il tumore e perché alcune cellule resistono. L'obiettivo futuro è sviluppare strategie capaci sia di attivare il sistema immunitario, sia di impedire al melanoma di adattarsi e nascondersi. È la direzione in cui stiamo già lavorando con il nuovo studio clinico NIBIT-ML1».

24/07/2026

Sorridi, anche se qualcosa ti va storto sorridi. Ci sono troppi motivi per piangere nella vita quindi, appena puoi, sorridi.

ღ Davide Capelli

14/07/2026

𝗤𝘂𝗲𝗶 𝗯𝗿𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗶 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗼:

12/07/2026

Domanda ? 2002

06/07/2026

"Si rischia l'overdose anche con una dose". Furto di Fentanyl: cos'è la "droga degli zombie" e cosa provoca >> https://buff.ly/dRj9mpU

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