22/07/2026
Ne ho visti troppi di casi .........
𝐓𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐨𝐝𝐨𝐧𝐭𝐨𝐢𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐂𝐀𝐎 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 è 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚. 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨: 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐚𝐝 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚
"La salute non può essere ridotta a una semplice offerta commerciale". E’ questo il messaggio che la Commissione Albo Odontoiatri nazionale intende portare all'attenzione delle istituzioni, chiedendo un intervento coordinato sul turismo odontoiatrico per tutelare cittadini, sistema sanitario e interesse pubblico.
Nel corso dell'Assemblea nazionale dei Presidenti CAO svoltasi venerdì 10 luglio a Roma, il Vicepresidente nazionale e coordinatore del Gruppo di lavoro sul Turismo odontoiatrico 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢 (presidente CAO Bari), ha presentato il documento elaborato con la fotografia e le proposte per contrastarlo e tutelare i cittadini.
Un lavoro importante, dettagliato e costruttivo lo ha definito il 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐀𝐎 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐒𝐞𝐧𝐧𝐚 durante l’Assemblea ringraziando per quando fatto il presidente Cavalcanti e gli altri membri del Gruppo di lavoro (nella foto): Stefano 𝐀𝐥𝐦𝐢𝐧𝐢 (CAO Bergamo); Fabio 𝐃𝐞 𝐏𝐚𝐬𝐜𝐚𝐥𝐢𝐬 (CAO BAT); Antonio 𝐈𝐨𝐧𝐚 (CAO Crotone); Carmelo 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐜𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 (CAO Ragusa); Giovacchino 𝐑𝐚𝐬𝐩𝐢𝐧𝐢 (CAO Arezzo); Massimo 𝐑𝐨𝐧𝐜𝐚𝐥𝐥𝐢 (CAO Monza-Brianza); Pietro 𝐑𝐮𝐭𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 (CAO Napoli); Ignazio 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 (CAO Udine).
Un documento che rappresenta un atto tangibile del lavoro della Commissione Albo Odontoiatri Nazionale esprimendo la posizione ufficiale della CAO nazionale di fronte alle istituzioni, alla politica e alle richieste di chiarimenti della cittadinanza.
Secondo le stime richiamate nel documento del Gruppo di lavoro, sono circa 200.000 gli italiani che ogni anno si rivolgono all'estero per cure odontoiatriche, con interesse crescente verso Paesi extra UE e in particolare verso l'Albania. Il fenomeno movimenterebbe circa 600 milioni di euro, risorse che escono dal circuito economico nazionale.
L'obiettivo dell’azione della CAO Nazionale non è limitare la libertà del cittadino di scegliere dove curarsi, ma sensibilizzare politica e istituzioni sul fatto che il turismo odontoiatrico non rappresenta soltanto una questione commerciale ma è un tema di salute pubblica, di tutela dei pazienti e di sostenibilità economica per lo Stato.
Il lavoro presentato evidenzia infatti i rischi legati a trattamenti concentrati in tempi molto ridotti, alla mancanza di continuità assistenziale e follow-up, alle possibili complicanze post-operatorie e alle difficoltà connesse alla tracciabilità dei materiali utilizzati. Complicanze che, una volta rientrati in Italia, finiscono spesso per gravare sul Servizio sanitario nazionale anche per la difficoltà di trovare un odontoiatra disposto ad intervenire su lavori realizzati all’estero, spesso privi di documentazione clinica.
Il documento richiama inoltre l'attenzione sulle conseguenze fiscali del fenomeno, stimando oltre 100 milioni di euro di minori entrate per lo Stato legate alle detrazioni fiscali e ai flussi economici generati dalle cure effettuate all'estero.
𝐋𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐀𝐎
• Avvio di un'indagine conoscitiva e di un monitoraggio istituzionale del fenomeno.
• Contrasto alla pubblicità ingannevole e alle comunicazioni commerciali aggressive che promuovono il turismo odontoiatrico.
• Rafforzamento dei controlli sulle attività promozionali e sugli intermediari operanti in Italia.
• Verifiche fiscali mirate su possibili fenomeni di evasione, elusione fiscale sulle società italiane che promuovono il turismo odontoiatrico.
• Campagne informative istituzionali per rendere i cittadini consapevoli dei rischi sanitari e assistenziali connessi alle cure effettuate all'estero.
• Coinvolgimento degli Ordini provinciali e delle Commissioni Albo Odontoiatri nel monitoraggio del fenomeno e delle attività promozionali sanitarie operanti sul territorio nazionale, in qualità di organismi sussidiari dello Stato con funzioni di vigilanza e tutela del cittadino.
• Collaborazione tra CAO, Guardia di Finanza, NAS, AGCM e Agenzia delle Entrate per la raccolta di segnalazioni relative a complicanze cliniche derivanti da cure odontoiatriche eseguite all'estero.
• Raccolta e monitoraggio sistematico delle complicanze correlate al turismo odontoiatrico.
• Istituzione di un osservatorio nazionale o di un registro dedicato alle complicanze correlate alle prestazioni odontoiatriche eseguite all'estero, per misurarne l'impatto sanitario ed economico sul SSN.
• Revisione del regime di defiscalizzazione delle cure odontoiatriche effettuate nei paesi extra-europei.