30/09/2023
SUL CORRIERE DEL MEZOGGIORNO
Denti spezzati dopo le cure in Albania: «Poi tocca a noi rimediare»
diRosarianna Romano
Fuga dalla Puglia per le terapie low cost, molti però si pentono. La denuncia contro i medici albanesi
Denti spezzati dopo le cure in Albania, «Poi tocca a noi rimediare»
Ascolta l'articolo 4 min
i
NEW
A volte basta un messaggio WhatsApp, altre un passaparola. E un paziente vola in Albania con la speranza di ottenere un impianto dentale a basso costo, ma con un grande risultato.
Pullulano annunci su Facebook e sui siti web, e ci si ritrova catapultati in una pagina che, con un clic, è capace di concordare in pochi minuti un appuntamento in uno studio dentistico dall’altra parte dell’Adriatico, promettendo il massimo risultato con il minimo sforzo.
«Sono andata in Albania, a Tirana, in una clinica che si chiama Dental Turk. Non ho trovato l’annuncio in rete ma ne avevo sentito parlare. Lo studio ha fissato un appuntamento fornendomi molte spiegazioni sull’impianto. Sono andata a Tirana e abbiamo cominciato subito con l’estrazione. Poi sono ritornata in Italia e, dopo sei mesi, di nuovo in Albania, dove mi hanno sistemato i denti definitivi. Ma non mi sono mai trovata bene. Mi hanno fatto sentire un dolore pazzesco per tutto il periodo della degenza tra i denti provvisori e quelli fissi. Ma soprattutto mi hanno dato seri problemi: le gengive mi facevano male, i denti si spezzavano, avevo problemi di masticazione».
Questa è la testimonianza di Flavia (nome di fantasia) una paziente della provincia di Bari. Dopo questa pessima esperienza, ha contattato nuovamente la clinica, che l’ha ricevuta per sistemare i danni provocati.
Ma, tornata in Italia, la situazione non è cambiata: «Ritornando in Puglia i denti si sono di nuovo spezzati negli stessi punti. Così loro mi hanno chiesto di tornare. Ma ho detto no, e ho contatto una clinica in Italia, in Puglia, dove ho ricominciato il lavoro. Il risultato? Ero andata in Albania perché mi attirava il prezzo, di 10 mila euro totali. Ma adesso ci ho rimesso, perché sto rifacendo tutto».
Le cure in Italia
Così la paziente è tornata in Italia e ha cambiato studio dentistico, recandosi dal dottor Giuseppe Giorgio. «Ricevo molti pazienti provenienti dall’Albania, che, andati lì per motivi economici o per passaparola, tornano in Italia perché sono in condizioni disperate - spiega il dottor Giusepe Giorgio -. C’è un target che ha problemi solamente estetici, e altri ancora con conseguenze ancora più serie, che presentano patologie o lesioni di nervi, come quello linguale o mandibolare. È un fenomeno in crescita: si organizzano pullman o addirittura in certi casi gli studi dentistici albanesi si appoggiano su studi italiani, anche su Bari».
Alcuni dentisti stanno provando anche a cercare di delineare e arginare il fenomeno: «Con l’associazione di dentisti “Andiamoinordine”, di cui sono consigliere, stiamo raccogliendo casi e testimonianze di pazienti insoddisfatti in modo da far recepire al Ministero della sanità che si sta palesando questa urgenza medica odontoiatrica», continua Giorgio.
Sono in molti a denunciare i centri albanesi, che in alcuni casi attirano pazienti con veri e propri open day. E gli odontoiatri italiani si fanno carico dei danni causati da questi ultimi. «L’odontoiatria come la medicina è una scienza con diagnosi, piani di trattamenti e terapie che necessitano di un rapporto fidelizzato paziente medico che non può terminare alla fine di un viaggio - dice Maria Pia Lorusso, specialista in Ortognatodonzia -. Non è giusto poi rivolgersi al sanitario pugliese al momento in cui insorge un problema di cui non è responsabile».
Non a caso il 5 agosto scorso l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Bari ha criticato le proposte di modifica al Regolamento regionale, sottolineando «un errore sostanziale: consentire alle società di capitali di aprire “studi odontoiatrici” venendo a mancare quel rapporto fiduciario medico-paziente a vantaggio degli aspetti organizzativi e puramente commerciali».
«Il rapporto di fiducia che si instaura tra medico e paziente è fondamentale e non può essere mercificato – aggiunge l’odontoiatra Patrizia Gadaleta -. Il problema di questi centri è che il paziente non viene visitato dallo stesso dentista. O, addirittura, non lo trova più, perché quella catena chiude».
Il medico così conclude: «Molti pazienti considerano il lato economico, senza guardare che dietro c’è professionalità e apparecchiature molto costose. I pazienti devono essere sensibilizzati su qualità e professionalità del dentista che hanno davanti».