04/09/2026
🦷 Impronta tradizionale o digitale: quali sono le differenze?
In implantologia, rilevare con precisione la posizione degli impianti è un passaggio fondamentale per progettare correttamente la futura riabilitazione protesica.
L'impronta tradizionale utilizza materiali specifici inseriti in un portaimpronta. È una tecnica consolidata e affidabile, che conserva indicazioni importanti anche in alcune riabilitazioni implantari complesse. Richiede però tempi operativi maggiori e può risultare meno confortevole per il paziente, soprattutto in presenza di un marcato riflesso faringeo. Inoltre, eventuali imprecisioni del materiale possono rendere necessario ripetere l'impronta.
Con l'impronta digitale, invece, uno scanner intraorale acquisisce direttamente la situazione presente nella bocca e la trasforma in un modello tridimensionale. In implantologia, appositi componenti consentono di registrare digitalmente la posizione degli impianti.
Tra i principali vantaggi ci sono maggiore comfort per il paziente, acquisizione e trasmissione immediata dei dati al laboratorio e possibilità di verificare in tempo reale la qualità della scansione, correggendo soltanto le aree eventualmente incomplete.
Il digitale, tuttavia, non rende automaticamente superata l'impronta tradizionale: nelle riabilitazioni implantari più estese o in particolari condizioni cliniche, la scelta della tecnica deve essere valutata attentamente.
👉 Non esiste una tecnica migliore in assoluto: precisione, indicazione clinica e corretta pianificazione determinano quale procedura sia più appropriata per ogni singolo caso.
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