Studio Odontoiatrico Dott. Roberto Pili

Studio Odontoiatrico  Dott. Roberto  Pili Il Centro Medico Odontoiatrico del Dr. Roberto Pili è uno studio medico dentistico attivo da oltre 30 anni nella città di Assemini v Firenze 18

Il Centro Medico Odontoiatrico del Dr. Roberto Pili è uno studio medico dentistico attivo da oltre 30 anni nella città di Assemini. È una struttura sanitaria che si avvale della collaborazione di medici odontoiatri specialisti, igienisti e ausiliari in grado di rispondere al meglio alle esigenze terapeutiche di tutti i pazienti. Lo studio si rivolge al paziente con la massima cura e accoglienza, e

ffettua diagnosi cliniche accurate e propone trattamenti e terapie personalizzate. L’utilizzo di strumentazioni e tecnologie all’avanguardia garantisce elevati standard di qualità nella prestazione del servizio. Inoltre il personale medico costantemente impegnato in processi di aggiornamento, mette a disposizione dei pazienti grande professionalità e competenza. Il dr. Roberto Pili, riversa nella pratica odontoiatrica le sue competenze medico-chirurgiche, le sue specializzazioni mediche facendosi carico di promuovere la salute in termini olistici. Sono particolarmente apprezzate le competenze nei campi della prevenzione e cura dei tumori del cavo orale, della odontoiatria geriatrica, della traumatologia sportiva, dell’estetica del sorriso. Su richiesta lo studio è attrezzato per trattamenti di odontoiatria naturale, omeopatica e omotossicologia. La filosofia dello studio è di proporsi come luogo di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie odontostomatologiche. Un esame attento e accurato di tutto l'apparato stomatognatico (denti, mucose, lingua), del collo e delle stazioni linfonodali, delle articolazioni temporomandibolari costituirà la fase importante della prima visita. Siamo inoltre specializzati in chirurgia paradontale, odontoiatria infantile e ortodonzia.

---Tumori del cavo orale in aumento, anche tra i giovanidi Roberto Pili, medico specialista Oncologia-OdontoiatriaNegli ...
04/03/2026

---
Tumori del cavo orale in aumento, anche tra i giovani

di Roberto Pili, medico specialista Oncologia-Odontoiatria

Negli ultimi decenni si è osservata, a livello globale, una **tendenza all’aumento dell’incidenza dei tumori del cavo orale**, con un progressivo coinvolgimento anche di fasce d’età più giovani rispetto al passato. I dati epidemiologici più recenti, elaborati dal *Global Burden of Disease Study*, indicano che **l’incidenza di tumori della cavità orale nei giovani (15–39 anni) è passata da circa 0,64 casi ogni 100.000 persone nel 1990 a circa 0,98 casi per 100.000 nel 2021**, con un corrispondente aumento della mortalità e del carico di malattia in questa fascia di età. ([PubMed][1])

Questa evoluzione dei tassi, pur restando numericamente bassa rispetto alle neoplasie più frequenti, rappresenta un **segnale epidemiologico preoccupante** e invita a riflettere sui fattori di rischio associati, inclusi quelli modificabili attraverso stili di vita più sani.
Fattori di rischio consolidati-Fumo e consumo di alcol

Il **fumo di tabacco** rappresenta uno dei principali fattori di rischio per i tumori del cavo orale: il rischio nelle persone che fumano è significativamente più alto rispetto ai non fumatori, con una relazione dose-dipendente tra quantità/tempo di esposizione e malattia. ([AIRC][2])
Anche il **consumo di alcol** è associato a un rischio aumentato di cancro della bocca e delle vie aerodigestive superiori, effetto che si somma e spesso si potenzia in combinazione con il fumo. ([AIRC][2])
Alimentazione e cibi ultraprocessati
Un’alimentazione ad alto contenuto di **cibi ultraprocessati, bevande zuccherate e grassi saturi** è stata associata a un aumento dello stato infiammatorio sistemico e della suscettibilità a diverse neoplasie, compresi i tumori della bocca. Recenti studi osservazionali indicano che il consumo di **bevande zuccherate può aumentare fino a cinque volte il rischio di carcinoma orale nelle donne**, indipendentemente da altre abitudini di fumo o alcol.

Pratiche sessuali e infezione da HPV

L’infezione da *Human Papilloma Virus* (HPV), trasmessa anche attraverso rapporti sessuali orali non protetti, è oggi riconosciuta come importante causa di tumori orofaringei e di parte dei tumori del cavo orale, soprattutto nei soggetti più giovani senza storia di fumo e alcol. Determinati genotipi virali (ad esempio HPV-16) aumentano considerevolmente la probabilità di sviluppare neoplasia orofaringea. ([dottnet.it][4])

Altri fattori di rischio-Uso di droghe e consumo di cannabis

L’uso di sostanze psicoattive come la **cannabis** nei fumatori è stato associato a un incremento dei danni alla mucosa orale e potrebbe agire come cofattore di rischio nei tumori del cavo orale, sebbene il contributo diretto alla carcinogenesi richieda ulteriori studi.

Cattiva igiene orale

Una **scarsa igiene orale** e la presenza di malattie parodontali croniche favoriscono un ambiente infiammatorio persistente che può facilitare un processo di trasformazione neoplastica delle cellule epiteliali della mucosa orale. Anche la mancanza di visite odontoiatriche di routine ritarda spesso la diagnosi precoce di lesioni precancerose. ([DentalAcademy][5])

Un fenomeno multifattoriale

L’aumento osservato dei casi tra i giovani non è attribuibile a un singolo fattore isolato, ma è **il risultato della combinazione di comportamenti e stili di vita** (fumo, alcol, dieta non salutare, HPV, cattiva igiene orale) che agiscono sinergicamente nel lungo periodo. L’adozione di stili di vita salutari, l’educazione alla prevenzione, la vaccinazione contro l’HPV e la diagnosi precoce rimangono **pilastri fondamentali per ridurre l’incidenza e migliorare l’esito delle neoplasie del cavo orale**.

---

Un'indagine Aio-Pierrel conferma che i tumori del cavo orale sono asintomatici e non sempre legati a fattori di rischio

04/03/2026

Il legame tra obesità, dieta e salute parodontale
Alcune indicazioni degli esperti dell’EFP dedicati all’interazione tra obesità, alimentazione e malattie parodontali. Ecco i consigli che si posso trasmettere ai propri pazienti

paziente obeso
In occasione della Giornata mondiale dell’obesità promossa dal Who (World health organization) che si celebra domani 4 marzo, diventa attuale la pubblicazione di European Federation of Periodontology (EFP) con una serie di approfondimenti dedicati all’interazione tra obesità, alimentazione e malattie parodontali.

Gli esperti James Deschner, Henrik Dommisch e Johan Wölber analizzano evidenze consolidate e prospettive future, offrendo spunti di grande rilevanza per la clinica odontoiatrica.

Obesità e parodontite: un legame consolidato ma ancora da chiarire completamente

Secondo James Deschner, la connessione tra obesità e malattia parodontale è nota da quasi cinquant’anni. Il primo esperimento del 1977 mostrò per la prima volta, su modello animale, che la parodontite risulta più severa nei soggetti obesi. Da allora sono serviti vent’anni per ottenere conferme cliniche sull’uomo.

“Oggi è chiaro che la relazione è dose-dipendente: più alto è il BMI, maggiore è il rischio di parodontite”, spiega Deschner. Il tema dell’impatto dell’obesità sulla risposta al trattamento parodontale rimane in parte controverso. Alcuni studi documentano un peggioramento degli esiti terapeutici, mentre altri non confermano questo dato, rendendo necessaria ulteriore ricerca.

I possibili meccanismi che spiegherebbero l’associazione coinvolgono l’amplificazione dell’infiammazione locale dovuta allo stato infiammatorio sistemico cronico tipico dell’obesità, la riduzione del flusso salivare che favorisce l’accumulo di placca, l’alterazione della microcircolazione gengivale e le modificazioni del microbioma intestinale, che può aumentare la permeabilità della barriera intestinale e favorire il passaggio di tossine batteriche nel circolo sistemico.

Deschner sottolinea che la direzione della causalità rimane ancora incerta: “servono ulteriori studi per capire se l’obesità contribuisce allo sviluppo della parodontite o se, al contrario, la parodontite possa favorire l’aumento di peso”. La malattia in stadi avanzati, infatti, può indurre scelte alimentari più morbide e caloriche, specie in presenza di mobilità dentale o perdita di elementi dentari.

L’esperto evidenzia inoltre che l’obesità genera uno stato pro-infiammatorio in grado di modificare la risposta immunitaria e la matrice extracellulare del parodonto, suggerendo che possa rappresentare un vero e proprio fattore di rischio, oltre che un semplice modificatore. A collegare ulteriormente i due fenomeni concorrono anche fattori comuni come età, consumo di alcol, livello socioeconomico e consapevolezza della propria salute.

Nutrizione e parodonto: l’influenza della dieta sulla risposta infiammatoria

Nel suo approfondimento, Henrik Dommisch descrive l’importante legame tra alimentazione, peso corporeo e salute parodontale. Secondo Dommisch, “un’alimentazione ricca di fibre, frutta e verdura è associata a un miglior stato parodontale, mentre un’elevata assunzione di cibi processati e zuccheri corrisponde a condizioni più sfavorevoli”. Le evidenze disponibili provengono soprattutto da studi osservazionali e, in parte, da studi interventistici.

La dieta influisce sia sul microbioma orale sia su quello intestinale. I carboidrati altamente processati vengono rapidamente metabolizzati in composti pro-infiammatori, che alimentano l’infiammazione gengivale. Dommisch sottolinea che regimi alimentari come la dieta mediterranea, il digiuno intermittente o la semplice riduzione degli zuccheri mostrano miglioramenti misurabili, come la riduzione del bleeding on probing. Anche un incremento di fibre o l’adozione di un’alimentazione vegetale è in grado di modificare la composizione del microbioma intestinale e, di conseguenza, influenzare l’infiammazione orale. Resta aperta la questione se i benefici osservati derivino direttamente dal tipo di alimentazione o dal calo ponderale che spesso l’accompagna, e questo rappresenta uno dei punti su cui la ricerca dovrà concentrarsi nei prossimi anni.

Qual è la dieta migliore?

Il contributo di Johan Wölber affronta il tema delle raccomandazioni alimentari da integrare nella pratica clinica quotidiana. “Abbiamo evidenze chiare che la riduzione degli zuccheri liberi contribuisce a ridurre l’infiammazione gengivale”, afferma Wölber, citando una recente revisione sistematica. La scelta del regime alimentare più adatto deve tenere conto delle preferenze del paziente, ma esistono principi nutrizionali condivisi dalla comunità scientifica: un maggiore consumo di frutta e verdura, un adeguato apporto di acidi grassi omega-3, una riduzione significativa degli zuccheri, delle farine raffinate, delle bevande zuccherate e delle carni rosse e processate. Non è necessario aderire a un regime vegetariano o vegano, ma la letteratura evidenzia i benefici derivanti dalla diminuzione dei grassi saturi e delle carni trattate. Wölber richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di garantire l’apporto di micronutrienti essenziali, come la vitamina D nei mesi invernali e le vitamine A, B, C, E e diversi fitonutrienti.

Pur riconoscendo che la maggior parte degli studi riguarda la gengivite, e che gli effetti sulla parodontite richiedono tempi più lunghi di osservazione, l’esperto sottolinea che vale sempre la pena incoraggiare i pazienti verso cambiamenti dietetici più salutari: “un paziente non ha nulla da perdere nel provare questi cambiamenti, se non forse qualche chilo di troppo”. I

nfine, gli esperti di EFP sottolineano come la correlazione tra dieta, peso corporeo, microbioma e risposta infiammatoria renda necessario un approccio più consapevole e multidisciplinare. Per i professionisti della salute orale, questo significa educare i pazienti a scelte alimentari più salutari, comprendere meglio i limiti della terapia parodontale nei soggetti obesi e includere la valutazione nutrizionale all’interno dell’anamnesi clinica.

03/03/2026

**Curare le gengive: un investimento sulla longevità biologica e sulla qualità della vita**

La malattia parodontale è una patologia infiammatoria cronica ad eziologia batterica multifattoriale, caratterizzata dalla progressiva distruzione dei tessuti di sostegno del dente: gengiva, legamento parodontale e osso alveolare. Accanto a placca e tartaro intervengono predisposizione genetica, stress, dieta ricca di zuccheri, fumo, bruxismo e patologie sistemiche.

Oggi la parodontite non è più considerata un problema esclusivamente odontoiatrico, ma una condizione infiammatoria cronica capace di influenzare l’intero organismo. Le tasche parodontali rappresentano una vera porta d’accesso sistemica: batteri e mediatori pro-infiammatori possono entrare nel circolo sanguigno, alimentando uno stato di infiammazione cronica di basso grado, il cosiddetto inflammaging.

# # # Le conseguenze sui diversi organi e apparati

Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno chiarito che la parodontite è associata a un aumentato rischio cardiovascolare. I mediatori infiammatori prodotti a livello gengivale favoriscono disfunzione endoteliale, formazione di placche aterosclerotiche e maggiore instabilità vascolare. Non è un caso che i pazienti con parodontite severa presentino più frequentemente ipertensione e malattia coronarica.

Sul piano metabolico, l’infiammazione gengivale è strettamente correlata all’insulino-resistenza. Esiste una relazione bidirezionale tra parodontite e diabete: il diabete mal controllato peggiora la salute gengivale, mentre la terapia parodontale contribuisce a migliorare il controllo glicemico.

Anche il sistema nervoso è coinvolto. L’infiammazione sistemica cronica rappresenta un fattore di rischio per declino cognitivo e malattie neurodegenerative. Molecole pro-infiammatorie e frammenti batterici possono attraversare la barriera emato-encefalica, contribuendo a uno stato di neuroinfiammazione che accelera l’invecchiamento cerebrale.

A livello respiratorio, l’aspirazione di batteri orali può favorire infezioni polmonari, soprattutto nei soggetti fragili o anziani. Sul piano osteoarticolare, la produzione sistemica di citochine può amplificare i processi infiammatori tipici delle patologie reumatiche.

Infine, la perdita dei denti comporta alterazioni masticatorie e nutrizionali: una masticazione inefficace riduce l’assunzione di fibre, frutta e verdura, con ripercussioni sul microbiota intestinale e sul metabolismo generale.

# # # Mucosa orale, intestino e immunità

La cavità orale e l’intestino sono strettamente collegati sul piano immunologico: entrambe le mucose fanno parte del sistema MALT (Mucosa-Associated Lymphoid Tissue). La disbiosi intestinale è oggi riconosciuta come uno dei principali motori dell’infiammazione cronica sistemica.

Quando il microbiota perde equilibrio, aumenta la permeabilità intestinale e si amplifica la produzione di citochine pro-infiammatorie. Questo terreno favorisce la persistenza della parodontite e ne rende più difficile il controllo. Studi clinici hanno dimostrato che integrare la terapia odontoiatrica con strategie volte al ripristino dell’eubiosi intestinale migliora significativamente sanguinamento, profondità delle tasche e stabilità dentale.

# # # Focolai dentari e regolazione sistemica

In una visione integrata, denti con polpa necrotica, osteiti mascellari o tasche profonde possono comportarsi come focolai cronici. Queste aree tissutali alterate mantengono attiva una stimolazione immunitaria continua, impegnando le difese dell’organismo e riducendo la capacità di adattamento allo stress.

In presenza di immunosenescenza – il fisiologico declino del sistema immunitario legato all’età – tali stimoli cronici possono accelerare la disregolazione neuro-immuno-endocrina e sostenere l’inflammaging.

# # # Impatto sull’invecchiamento patologico

L’infiammazione cronica di basso grado è oggi considerata uno dei principali driver dell’invecchiamento patologico. La parodontite, mantenendo attivo un focolaio infiammatorio persistente, contribuisce ad alimentare questo processo.

Gengive sane significano minore carico infiammatorio sistemico.
Parodontite attiva significa maggiore rischio di aterosclerosi, diabete, fragilità cognitiva.
Perdita dei denti significa peggioramento nutrizionale e riduzione della qualità della vita.

Ridurre l’infiammazione gengivale equivale a togliere “carburante” al fuoco dell’invecchiamento cellulare. La prevenzione e la terapia parodontale non sono quindi solo interventi locali, ma strategie di medicina della longevità.

Prendersi cura del parodonto significa proteggere cuore, cervello, metabolismo e sistema immunitario. In quest’ottica, curare le gengive diventa un autentico investimento sulla longevità biologica e sulla qualità della vita.

21/02/2026

Curare la parodontite può portare a una riduzione dell'emoglobina glicata simile a quella ottenuta con l'aggiunta di un secondo farmaco antidiabetico.

21/02/2026

MICROBIOMA ORALE E RESPONSABILE DELLA CARIE NEI DIABETICI Nei pazienti con diabete di tipo 2, l'eccesso di glucosio e fruttosio nel sangue (plasma) "passa" letteralmente nella saliva. Questo crea un ambiente costantemente ricco di zuccheri nella bocca, indipendentemente da ciò che si mangia.

2. L'impatto sul microbioma orale
La presenza costante di questi zuccheri altera l'equilibrio dei batteri presenti sopra la gengiva (microbioma sopragengivale):

Proliferazione di batteri acidofili: L'abbondanza di glucosio e fruttosio favorisce la crescita di batteri che amano gli ambienti acidi.

Produzione di acido: Questi batteri metabolizzano gli zuccheri provenienti dal plasma producendo acidi organici in modo continuo.

Acidificazione locale: Il calo del pH salivare porta alla demineralizzazione dello smalto dentale, aprendo la strada alla formazione delle carie.

03/04/2025

Evento online promosso da Ierfop Onlus in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo pone l’attenzione su una realtà dimenticata

02/04/2025

Join the pivotal conference in Palermo on enhancing art education for visually impaired youth, a key part of the Erasmus DEAP project, co-funded by the EU.

10/03/2025

Sardegna e Sicilia insieme per la salvaguardia della biodiversità alimentare e la promozione della Dieta Mediterranea come modello di salute e sviluppo sostenibile.
Nasce con questo intento il progetto MedAge Alliance. Nasce con questo intento il progetto MedAge Alliance. Il Protocollo d'Intesa tra Comunità mondiale della longevità - Cml presieduto da Roberto Pili e Prism Impresa Sociale diretta da Alessandro Melillo è stato firmato a Palermo presso la sede Prism. L’ obiettivo è creare un laboratorio di idee e progettualità per favorire sinergie tra ricerca scientifica, innovazione sociale e sviluppo sostenibile.
Questa sera alle 19.30 su Effetto Serra - il talk show sul Social il graditissimo ospite è Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità.

08/05/2024

🔹 Conoscere le Articolazioni Temporomandibolari (ATM) 🔹

Le articolazioni temporomandibolari sono due, e sono supportate da legamenti, tendini e muscoli che permettono i movimenti della mascella. I disturbi dell'ATM sono più comuni nelle donne, soprattutto dopo i 20 anni e tra i 40 e i 50 anni, ma sono rari nei bambini con malformazioni congenite di queste articolazioni.

👉 Sintomi Comuni:

- Cefalea
- Indolenzimento dei muscoli masticatori
- Rumore di scatto quando si muove la mascella

👩‍⚕️ Opzioni di Trattamento:

- Somministrazione di farmaci
- Infiltrazioni
- Uso di un bite per correggere la posizione della mascella

30/04/2024

PARADONTITE, di cosa si tratta?

Le malattie che colpiscono la bocca, in particolare le gengive e il parodonto, stanno diventando sempre più comuni. In passato, venivano generalmente chiamate "piorrea" o "gengivite espulsiva", ma ora vengono identificate con termini diversi, come la parodontite. Tuttavia, la sostanza del problema rimane la stessa.

È importante notare che molte persone possono essere affette da questa condizione senza rendersene conto. Potrebbero accorgersene solo casualmente, magari osservando che i loro denti sembrano più lunghi a causa del ritiro delle gengive causato dalla malattia. In altri casi, il sanguinamento costante delle gengive può essere il segno di un problema parodontale.

Indirizzo

Via Firenze 18
Assèmini

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 20:00
Martedì 16:30 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 16:30 - 20:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Odontoiatrico Dott. Roberto Pili pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio Dentistico

Invia un messaggio a Studio Odontoiatrico Dott. Roberto Pili:

Condividi