Studio Dentistico Maurizio Di Domenico

Studio Dentistico Maurizio Di Domenico I servizi offerti dallo “Studio Dentistico Dr Maurizio Di Domenico” spaziano dall’ Odontoiatria Conservativa all’Endodonzia LASER Assistita, dalla Chirugia

12/03/2020

Sì comunica che, in considerazione delle disposizioni di cui ai DD.P.C.M. e nell' interesse di contribuire al contenimento ed alla gestione dell'emergenza epidemiologica da CoVID-19,
Lo Studio Dentistico del dott. Maurizio Di Domenico resterà attivo e aperto, dal 13/03/2020 al 03/04/2020, solo per le urgenze.
In caso di necessità, contattare i numeri:
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Ogni disegno ... un nuovo diploma di laurea
16/05/2016

Ogni disegno ... un nuovo diploma di laurea

Per implantologia (dentale) si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un pazien...
08/07/2015

Per implantologia (dentale) si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale (mancanza di tutti o di alcuni denti) mediante l'utilizzo di impianti dentali ovverosia elementi metallici inseriti chirurgicamente nell'osso mandibolare o mascellare, o sopra di esso ma sotto la gengiva, atti a loro volta a permettere la connessione di protesi, fisse o mobili, per la restituzione della funzione masticatoria. Tali impianti possono essere di diverse forme inseriti in diverse sedi con varie tecniche e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche.
Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio. I più utilizzati sono quelli a vite di tipo endosseo, nella maggioranza dei casi lasciati sommersi sotto gengiva per un periodo congruo in base alla sede (quattro – sei mesi).
L’implantologia utilizza impianti (corpo implantare propriamente detto) di forma cilindrica o conica più o meno filettati all'esterno e con connessione interna a varia conformazione per la parte emergente (moncone) e più raramente cilindri o coni privi di filettatura esterna ma con analoghi sistemi di connessione interna per il moncone, viti piene di un solo corpo (corpo implantare e moncone realizzati dal pieno e quindi senza alcuna connessione) lame ed aghi. In base al protocollo chirurgico avremo quindi implantologia sommersa e non (transmucosa); in base alla tempistica di utilizzo (funzionalizzazione)avremo carico immediato, anticipato, differito.
L'implantologia endossea si divide fondamentalmente in due grandi scuole: quella italiana e quella svedese. L'implantologia di scuola italiana è storicamente precedente, meno diffusa ma concettualmente altrettanto importante quanto la seconda. Alla scuola italiana si deve l'introduzione del primo impianto specificamente progettato per il carico immediato, l'introduzione del titanio nella produzione degli impianti (Stefano M. Tramonte), l'introduzione dell'area di rispetto biologico sui corpi implantari, e la saldatrice endorale (PL. Mondani).
Alla scuola svedese si deve la metodica di "osteointegrazione", sviluppata per primo da Per-Ingvar Branemark, basata sul carico differito e tesa a rendere più controllabile il successo dell'intervento implantologico: prevede l'utilizzo di impianti endossei a vite ed a connessione protesica, con carico differito, ovvero attesa 3-4 mesi in mandibola e 5-6 in mascella. Il protocollo originale di Branemark è stato variamente modificato così come gli impianti utilizzati, per accorciare i tempi di quiescenza degli impianti ed in definitiva dei tempi generali del trattamento. La scuola svedese ha prodotto importantissime innovazioni sia nella tecnologia di produzione e sia nelle tecniche chirurgiche: adozione dei trattamenti di superficie per i corpi implantari, tecniche di rigenerazione tissutale sia ossea sia mucosa, tecniche di augment sia in senso verticale e sia in senso orizzontale ed in generale tutte quelle tecniche chirurgiche atte a rendere più adeguato il sito implantare all'inserzioni di questi impianti, per loro natura assai meno adattabili alle condizioni anatomiche degli impianti di scuola italiana.
Il materiale più utilizzato per la produzione di impianti è il titanio, in forma commercialmente pura o nelle sue leghe ad uso dentale, materiale biocompatibile che non comporta reazioni da parte dell'organismo (popolarmente ma erroneamente note come rigetto). Gli impianti, posizionati nell'osso del paziente, verranno fortemente inglobati in esso dai fisiologici meccanismi della rigenerazione ossea, ossia avverrà la osteointegrazione sia in caso di carico differito (scuola svedese) e sia in caso di carico immediato (scuola italiana).

La malattia parodontale è un’infezione batterica che attacca il parodonto, cioè il tessuto di sostegno del dente.Il paro...
06/05/2015

La malattia parodontale è un’infezione batterica che attacca il parodonto, cioè il tessuto di sostegno del dente.

Il parodonto è formato da gengiva, osso, cemento radicolare del dente, legamento alveolo dentario.

Essendo spesso indolore, può succedere che ci si accorga della malattia parodontale solo quando gengive e tessuto osseo sono seriamente compromessi: è, infatti una delle cause più frequenti di perdita dei denti negli adulti.

La prima causa di perdita dei denti è, fino circa ai 30 anni, la carie. Dopo i 30 anni la prima causa di perdita dei denti è data dalla malattia parodontale.

Visite di controllo regolari permettono di fare una diagnosi precoce e di mettere in atto adeguate di prevenzione e di trattamento. Significa che è meglio andare dal dentista regolarmente, anche in assenza di sintomi o di dolori.



QUALI SONO LE CAUSE DELLA MALATTIA PARODONTALE?

PLACCA: è la principale causa della malattia parodontale.

LA PLACCA è una pellicola bianco-giallastra composta da batteri e residui di cibo, che si deposita sulla superficie dei denti, soprattutto vicino alla linea gengivale; se non costantemente rimossa, indurisce in una formazione ruvida chiamata tartaro. Il tartaro, depositandosi al di sotto della gengiva, rende più difficile l’asportazione quotidiana della placca.
I batteri presenti nella placca producono delle tossine che possono infiammare le gengive, l’osso e gli altri tessuti che circondano il dente.
Senza la presenza di microrganismi la malattia parodontale non esisterebbe. Sono i germi la causa dei problemi gengivali.

Altri fattori di rischio che predispongono l'attacco batterico, o che comunque alterano il sistema immunitario rendedolo più debole nei confronti dei batteri, sono:

FUMO: è uno dei fattori di rischio più importanti

PREDISPOSIZIONE EREDITARIA: una persona su 3 è geneticamente predisposta alla malattia parodontale.

GRAVIDANZA: e altre cambiamenti ormonali nella donna, possono rendere le gengive più deboli

STRESS: può rendere più debole la risposta immunitaria nel combattere le infezioni

FARMACI: contraccettivi, antidepressivi e altri farmaci possono influire negativamente sulla salute orale

BRUXISMO: la tendenza a digrignare i denti di notte o in periodi di stress, può causare l’indebolimento delle strutture di sostegno dei denti

DIABETE E ALTRE MALATTIE: possono favorire lo sviluppo della malattia parodontale

IL TRATTAMENTOIl trattamento della malattia parodontale dipende dalla sua gravità.Come concetto ricordiamo questo: la ma...
06/05/2015

IL TRATTAMENTO

Il trattamento della malattia parodontale dipende dalla sua gravità.

Come concetto ricordiamo questo: la malattia parodontale è causata dai germi, per cui bisogna agire verso questi (o cercando di migliorare la risposta immunitaria del soggetto). Per agire contro la malattia parodontale, la regola è: IGIENE ORALE.
Igiene che dovrà essere prima professionale e poi quotidiana domiciliare eseguita dal paziente, con lo scopo di eliminare i germi che sono causa dei problemi poarodontali..

Nei primi stadi la malattia può essere trattata rimuovendo placca, tartaro e tessuti infiammati dalla superficie dei denti e nella zona sottogengivale. Una pulizia dentale professionale è in grado di contrastare questa forma iniziale di parodontopatia.

Una presenza di tasche parodontali, anche se poco profonde, richiede una procedura di pulizia più approfondita, includente trattamenti di pulizia sottogengivale o scaling e levigatura radicolare o root planing.

Pulizia sottogengivale o scaling: consiste nel rimovere placca e tartaro da attorno e al di sotto della linea gengivale.

Levigatura radicolare o root planing: consiste nel pulire e levigare le superfici della radice del dente; il tessuto gengivale può così riattaccarsi alla radice pulita e liscia.
Il numero di sedute necessarie per trattare la malattia parodontale, dipende dalla sua estensione e gravità; il trattamento è solitamente reso più confortevole da un’anestesia locale.

Dopo il trattamento di scaling, durante un appuntamento di controllo il vostro dentista valuterà se le gengive sono guarite e le tasche diminuite; forme più gravi di malattia parodontale (con tasche molto profonde), potrebbero, infatti, richiedere ulteriori trattamenti, anche di tipo chirurgico.

La malattia parodontale non guarisce spontaneamente e, se non trattata, può portare alla perdita del dente i cui tessuti di sostegno siano seriamente danneggiati, anche per salvaguardare la salute dei denti vicini.

Seguire le istruzioni su come prendersi cura di denti e gengive dopo il trattamento, è fondamentale per ridurre il rischio di recidive della malattia parodontale.

Prevenire la malattia parodontale o trattarla fin dalla sua fase iniziale è il modo migliore per mantenere sani a lungo i vostri denti e gengive.

La GENGIVITE è il primo stadio della malattia parodontale.Le gengive diventano rosse, gonfie, e possono sanguinare facil...
06/05/2015

La GENGIVITE è il primo stadio della malattia parodontale.

Le gengive diventano rosse, gonfie, e possono sanguinare facilmente. In questo stadio il disturbo è ancora reversibile, ma se non curato può progredire fino ad una forma più grave detta PARODONTITE.

La PARODONTITE è lo stadio più avanzato della malattia parodontale.
Le gengive, l’osso e le altre strutture che sostengono il dente sono danneggiate e i denti, perdendo il tessuto di sostegno, diventano mobili. Nei casi più gravi, possono cadere o essere estratti.

DIAGNOSI DI MALATTIA PARODONTALE

In condizioni normali, la parte superiore della gengiva è staccata dal dente per un’altezza di circa 1,5 fino a 3mm (SOLCO GENGIVALE).

Nel caso di malattia parodontale, questo spazio aumenta formando una tasca parodontale dove si accumula la placca batterica e l’igiene risulta difficile. Qualcuno chiama "sacca" la tasca parodontale, ma è un modo improprio di descriverla. E' una vera è propria tasca, misurabile in profondità tutt'attorno al dente.
Una sonda millimetrata inserita tra dente e gengiva misura la profondità della tasca .


Nella diagnosi di malattia parodontale si valuta, inoltre, se le gengive sanguinano, se sono gonfie, se i denti presentano mobilità, se sono sensibili. Delle radiografie possono aiutare a valutare la perdita di struttura ossea attorno ai denti. Sia radiografie panoramiche, che mostrano tutte le strutture osse della bocca, sia radiografie endorali, che sono più precise e consentono una diagnosi più fine

PER PREVENIRE LA MALATTIA PARODONTALE:

*Spazzolare i denti correttamente dopo ogni pasto, usando un dentifricio a base di fluoro.
*Usare filo interdentale o lo scovolino interdentale, per rimuovere la placca tra dente e dente, almeno una volta al giorno.
*Mangiare in modo sano ed equilibrato
*Evitare di fumare
*Fare visite dentistiche e sedute di igiene professionale regolarmente (di solito ogni sei mesi)

Quando parliamo di carie, ci riferiamo ad un danno permanente della superficie dura dei denti che è caratterizzato, dall...
05/05/2015

Quando parliamo di carie, ci riferiamo ad un danno permanente della superficie dura dei denti che è caratterizzato, dalla presenza di piccole aperture o fori. La carie è causata da una combinazione di fattori, tra i quali batteri, non pulire bene i denti, fare spuntini frequenti e sorseggiare bevande zuccherate.
La carie dentaria è il problema più comune al mondo.
Se la carie non è trattata, si ingrandisce e colpisce strati più profondi dei denti. Ciò può portare a gravi mal di denti, infezioni e perdita dei denti. Regolari visite dentistiche e buone abitudini di spazzolino e filo interdentale possono aiutare a prevenire la carie.
Sintomi
I segni ed i sintomi di carie variano a seconda della loro estensione e localizzazione. Quando una carie è agli inizi, spesso non ha alcun sintomo. Ma il dentista potrebbe essere in grado di vedere che il problema è presente e raccomandare nuove misure per evitare che peggiori.
Come il buco diventa più grande, può causare tali segni e sintomi:
• Mal di denti
• Sensibilità dei denti
• Da lieve a forte dolore quando si mangia o beve qualcosa di dolce, caldo o freddo
• Fori visibili
• Dolore quando si morde
• Pus intorno a un dente, specie quando si preme sulle gengive
Se una carie viene trattata prima che cominci a causare dolore, probabilmente non avrà bisogno di un trattamento estensivo. Ecco perché è importante avere regolari visite dentistiche.
Cause
Le carie sono causate da un processo che si verifica nel corso del tempo. Si comincia come l'azione dei batteri che danneggia la superficie dura (smalto) dei denti, un processo che può avvenire senza rendersene conto. La carie può progredire negli strati più profondi dei denti con i seguenti passi:
• Placca. La bocca, come molte altre parti del corpo, contiene naturalmente molti tipi di batteri. Alcuni di questi batteri vivono di alimenti e bevande che contengono determinati tipi di zucchero, noti anche come carboidrati fermentabili. Quando questi zuccheri non vengono puliti lavandosi i denti, i batteri iniziano la produzione di acidi. I batteri, gli acidi e le particelle di cibo e saliva poi formano la placca dentale, che è una specie di pellicola adesiva che ricopre i denti.
• Attacco della placca. Gli acidi nella placca rimuovono i minerali del dente deteriorando lo smalto esterno. Questa erosione provoca piccole aperture o fori nello smalto, creando così la prima fase della carie. Una volta che le aree di smalto sono bucate, i batteri possono raggiungere il livello successivo dei denti, chiamato dentina. Questo strato è più morbido e meno resistente agli acidi di quanto sia lo smalto.
• La distruzione continua. Come la carie continua, i batteri e l'acido continuano la loro marcia attraverso i denti, fino al materiale interno del dente (polpa) che contiene nervi e vasi sanguigni. La polpa si gonfia irritata dai batteri. Anche le radici del dente possono essere colpite. A questo punto si può avere mal di denti, sensibilità, dolore etc. Il corpo può anche rispondere a questi invasori batterici con l'invio di globuli bianchi per combattere l'infezione. Ciò può provocare un ascesso dentale.
Fattori di rischio
La carie è uno dei più comuni problemi di salute in tutto il mondo. Tutti coloro che hanno i denti sono a rischio di carie, ma i seguenti fattori possono contribuire:
• Posizione dei denti. La carie si verifica più frequentemente nei denti posteriori (molari e premolari). Questi denti hanno un sacco di solchi, buchi e crepe che sono per la macinazione del cibo, ma possono anche raccogliere le particelle di cibo. Di conseguenza, sono più difficili da pulire.
• Alcuni alimenti e bevande. Alcuni alimenti e bevande sono più propensi di altri a causare la carie. Gli alimenti che si aggrappano ai denti per molto tempo, come il gelato di latte, miele, zucchero da tavola, soda, uvetta e altra frutta secca, dolci, biscotti, caramelle, mentine per l'alito, cereali secchi e patatine.
• Frequenti spuntini. Quando si continua a mangiare o sorseggiare bibite, i batteri della bocca hanno più combustibile per produrre acidi che attaccano i denti.
• Alimentazione infantile. I genitori e gli operatori sanitari sono incoraggiati a non dare ai bambini prima di andare a dormire bottiglie piene di latte, latte artificiale, succo di frutta o zucchero contenuto in bevande. Queste rimarranno sui denti per ore, mentre il bambino dorme. Questo danno è spesso chiamato carie da biberon.
• Inadeguata spazzolatura. Se non si puliscono bene i denti subito dopo aver mangiato e bevuto, la placca si forma rapidamente.
• Non avere abbastanza fluoro. Il fluoro è un minerale naturale che aiuta ad evitare la carie.
• Età. Gli anziani sono a più alto rischio di carie, ma tutti possono svilupparla a prescindere dall'età.
• Secchezza delle fauci. La secchezza della bocca è causata da una mancanza di saliva, che aiuta a prevenire la carie lavando via cibo e placca dai denti.
• Otturazioni usurate o dispositivi dentali. Nel corso degli anni, otturazioni dentali possono indebolirsi. Questo può permettere alla placca di costruire con più facilità i proprio attacchi.
• Disturbi alimentari. Anoressia e bulimia possono portare all'erosione dei denti.
• Bruciore di stomaco. La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), porta il reflusso acido che può fluire in bocca, portando via lo smalto dei denti.
• Trattamenti contro il cancro.
Complicazioni
Spesso la carie viene sottovalutata, ma può portare a conseguenze.
Le complicazioni possono includere:
• Dolore
• Ascesso dentale
• Perdita dei denti
• Denti rotti
• Problemi di masticazione
• Infezioni gravi
Inoltre, quando le carie diventa grave e molto dolorosa, può interferire con la vita quotidiana. Il dolore può impedire di andare a scuola o al lavoro, per esempio. In rari casi, un ascesso da una carie può causare infezioni gravi o addirittura letali se non adeguatamente trattate.
Diagnosi
Il dentista di solito può rilevare la carie facilmente. Il dentista è anche in grado di dire specificamente quale tipo di carie è presente, se fosse necessario comunque, potrebbe effettuare un esame con raggi-x per avere una panoramica migliore del problema
Trattamenti
Il trattamento della carie dipende da quanto è estesa. Le opzioni di trattamento comprendono:
• Trattamenti al fluoro. Se la carie è appena iniziata, un trattamento al fluoro può essere in grado di aiutare a ripristinare lo smalto del dente. .
• Otturazioni. Un riempimento con materiale che sostituisce aree degradate dei denti una volta che il danno diventa permanente. Le otturazioni, sono la principale opzione di trattamento. Le otturazioni sono realizzate in vari materiali, come le resine composite in colore dentale, porcellana, o combinazioni di diversi materiali. Otturazioni in amalgama d'argento contengono una varietà di materiali, tra cui piccole quantità di mercurio.
• Corone. Se si dispone di carie estesa o dente indebolito, potrebbe essere necessaria una corona. Una corona copre tutta la parte del dente erosa.
• Devitalizzazione dei Canali radicolari. Quando la carie raggiunge il materiale interno del dente (polpa), potrebbe essere necessaria una devitalizzazione.
• Estrazioni dentarie. Alcuni denti diventano così gravemente degradati che non possono essere curati, e devono essere rimossi.

Quando la carie o un trauma arrivano ad esporre la polpa del dente (la parte interna composta da vasi e nervi), o comunq...
05/05/2015

Quando la carie o un trauma arrivano ad esporre la polpa del dente (la parte interna composta da vasi e nervi), o comunque arrivano ad infiammarla causando una pulpite (il classico e doloroso mal di denti), questa, dopo aver fatto male più o meno a lungo, va in necrosi (in altre parole muore).
La decomposizione del tessuto pulpare e i batteri che vi s’insediano, attraverso l’apice radicolare (un foro che mette in comunicazione l’interno del dente con la zona che circonda la radice), vanno ad infiammare la parte di osso intorno alla radice stessa (detta “periapice”). Per eliminare il dolore e conservare il dente si ricorre all’endodonzia (la cosiddetta “devitalizzazione”). Una corretta terapia endodontica può essere necessaria anche per far guarire lesioni periapicali (cisti e granulomi) dovuti ad una antecedente perdita della vitalità del dente (talvolta senza sintomi dolorosi) o a precedenti terapie non ideali.
1. La cura si articola in diverse fasi, tutte importanti e ciascuna propedeutica alla successiva:
a) L’apertura della cavità di accesso, cioè rimuovere la porzione di dente che copre la polpa e arrivare a visualizzare l’imbocco dei canali, che percorrono le radici dei denti per tutta la loro lunghezza. Si esegue con frese diamantate montate sulla turbina (da molti chiamato, impropriamente, “trapano”).
b) Il sondaggio del canale radicolare, cioè arrivare a percorrere tutta la sua lunghezza con strumenti manuali (chiamati “files” o, in italiano, lime), per aprire la strada ad appositi strumenti meccanici. Per capire se tutto il canale è stato percorso, ci si avvale di esami radiografici e del “localizzatore apicale elettronico” (uno strumento che ci avverte quando la nostra lima ha raggiunto il termine del canale e si affaccia sulla zona periapicale)
c) La sagomatura dei canali, cioè dar loro una forma che consenta di irrigarli con opportuni liquidi disinfettanti (di solito ipoclorito di sodio) e poi di sigillarli. Un tempo, per sagomare i canali, si utilizzavano solo degli strumenti manuali di acciaio che, usati in corretta sequenza, consentivano di dare ai canali una forma conica. Tale forma consente di compattare il materiale di otturazione verso le pareti e l’apice del canale radicolare “come un tappo in una bottiglia di vino”. Oggi esistono nuovi strumenti in nikel-titanio, molto più resistenti e flessibili che, dopo aver sondato il canale con gli strumenti manuali per creare loro la strada, possono essere utilizzati in rotazione continua (cioè montati su un apposito manipolo). Questi strumenti hanno già una forma idonea a sagomare il canale, con pochissimi passaggi e cambi di strumento. Ne consegue che, tranne in casi particolarmente complessi, buona parte del lavoro viene fatta con strumentazione meccanica, evitando al paziente le numerose sedute un tempo necessarie.
d) La detersione, cioè rimuovere i batteri e i residui di polpa non più vitale (sia nelle parti raggiunte dagli strumenti che in quelle zone dove lo strumento non arriva) attraverso l’azione di liquidi irriganti che solubilizzano le “parti morte”, lavano, disinfettano, rimuovono i residui lasciando i canali puliti, pronti per essere sigillati. Per essere efficaci i liquidi devono permanere nei canali per almeno mezz’ora.
e) La sigillatura, cioè chiudere gli spazi preparati all’interno delle radici dei denti, per non lasciare modo ai batteri di proliferare ed impedire loro di produrre le tossine che causano le lesioni periapicali, quali ascessi (cioè malattia acuta) e granulomi (ovvero malattia cronica). Il metodo più efficace consiste nell’utilizzo di appositi coni di guttaperca (una gomma naturale) che, dopo l’inserimento nei canali (correttamente sagomati e detersi come spiegato prima), vengono scaldati e compattati per adattarli alla forma specifica del canale. Ciò consente una otturazione precisa, stabile e duratura (il materiale cioè, contrariamente a quanto accadeva con molti vecchi cementi, non viene riassorbito, fornendo un sigillo duraturo del canale trattato).
2. Lo scopo di tutto questo lavoro è lasciare i canali radicolari più asettici possibile: è quindi importante che l’interno del dente non venga contaminato dalla saliva. Questo lo si ottiene utilizzando la diga di gomma : questo strumento, indispensabile in endodonzia (ma anche in gran parte delle altre cure odontoiatriche), ha inoltre il vantaggio di evitare il contatto dei liquidi irriganti con la bocca e, soprattutto, impedire l’ingestione accidentale di strumenti endodontici (che può causare lesioni gravissime, addirittura la morte).
3. Nei casi in cui, per vari motivi, non sia possibile trattare adeguatamente i canali di un dente passando attraverso la corona (la cosiddetta “via ortograda”) si ricorre talvolta all’endodonzia chirurgica (o via “retrograda”) o apicectomia. Questa consente, incidendo la gengiva e praticando una piccola apertura attraverso l’osso, a livello della punta della radice, di andare ad otturare efficacemente l’apice radicolare impedendo cosi che i batteri presenti in qualche porzione non trattabile del canale, possano nuocere al periapice. Quando si riescie è sempre meglio far precedere la chirurgia dalla terapia “ortograda” possibile, poiché pur “tappando” l’apice del canale, i batteri potrebbero continuare a nuocere attraverso dei canali laterali, spesso presenti anche a metà radice.

Indirizzo

Vico Masaniello, 4
Amalfi
84011

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 17:00
Mercoledì 09:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 17:00

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