25/08/2026
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐥𝐢𝐭𝐞.
La tragica morte di una bambina di quattro anni a Palermo, causata dalla difterite e recentemente confermata dagli accertamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, dovrebbe farci riflettere tutti.
Non per cercare colpevoli sui social.
Non per trasformare una tragedia in uno scontro ideologico.
Ma per ricordare una cosa fondamentale: alcune malattie possono iniziare in modo insidioso e somigliare, almeno nelle fasi iniziali, a condizioni molto più comuni. E soprattutto possono essere prevenute.
Nel caso della piccola, i primi sintomi erano compatibili con un’infezione delle alte vie respiratorie e inizialmente il quadro era stato ricondotto a una tonsillite. Solo successivamente la situazione clinica è precipitata.
La difterite, poi, ci ricorda qualcosa di ancora più importante.
Può presentarsi inizialmente con sintomi non necessariamente specifici e può essere difficile distinguerla, soprattutto all’esordio, da altre infezioni della gola. La sua gravità, inoltre, non dipende soltanto dalla presenza del batterio, ma dalla tossina che questo può produrre.
La tragedia della bambina di Palermo ci ricorda anche un’altra cosa, forse la più importante.
Ci sono malattie che, proprio perché oggi vediamo raramente, rischiamo quasi di dimenticare.
La difterite è diventata rara grazie alla vaccinazione.
Non perché sia diventata innocua.
Non perché abbia smesso di poter uccidere.
Ma perché, per decenni, il vaccino ha impedito che la malattia facesse ciò che purtroppo abbiamo visto accadere ancora una volta.
E allora forse dovremmo tornare a dare il giusto significato a una parola che utilizziamo troppo poco: PREVENZIONE.
Prevenire non significa aspettare che qualcosa accada e poi cercare di curarla.
Prevenire significa fare in modo che, quando possibile, quella malattia non abbia nemmeno la possibilità di iniziare la sua corsa.
E in ogni ambito della medicina la prevenzione dovrebbe essere al primo posto sempre.
Ed è qui che vorrei far riflettere su un punto che, come odontoiatra pediatrico, ritengo importante. Il nostro lavoro si basa principalmente sulla prevenzione. Visitiamo le mamme in dolce attesa fornendo loro le istruzioni durante la gravidanza, visitiamo i bimbi controllando l’eruzione dal primo dente da latte in poi, attuiamo tutti gli strumenti necessari atti a prevenire la carie e le malocclusioni (alimentazione, uso di dentifrici fluorati, sigillature, istruzioni di igiene orale etc) interfacciandoci spesso con chi non “crede” in ciò che la medicina e l’evidenza scientifica hanno ampiamente dimostrato.
Nel nostro ambito quello orale pediatrico, e per fortuna, una cattiva prevenzione raramente porta alla morte del paziente.
Purtroppo però le conseguenze di una cattiva informazione e prevenzione le vediamo nei titoli di ogni giornale in questi giorni.
Dobbiamo promuovere l’alfabetizzazione sanitaria a tutti i livelli.
Rimane il dolore per la perdita di una bambina, un dolore che appartiene all’intera comunità e del quale in qualche modo tutti siamo consapevoli ciascuno con la propria chiave di lettura.