09/04/2022
Ad Alessandra.
Beh questa ve la devo proprio raccontare, quella dell'uomo che aveva le gambe così molli da scivolare su una tazza,
che gli veniva proprio naturale, liquido, gamba per gamba e poi spariva, ve la devo proprio raccontare.
Lo devo fare
perché sennò non ci crede nessuno,
come quella dell'uomo che non era quello ma era un altro
ed era così poco occupato
ma così poco occupato nella vita
che stava sempre ad aspettare in un marciapiede, e tutti quelli che lo guardavano si occupavano di lui, in un certo senso.
Nel senso, chi c***o è quello lì?
Ma dico per anni, per mesi, decenni, così,
stava ad aspettare e tutti lo incontravano.
Che bella vita.
Ma non ho detto tutto, altrimenti avrei finito, non ho detto tutto.
Ho visto un tizio con due passate di pomodoro in mano
cercare di uccidere un'altra persona, prima gliele ha lanciate, ma l'ha mancato, allora ha preso un coccio di vetro sporco di
sugo ma gli altri l'hanno fermato, e quelli che lo fermavano litigavano con gli altri che fermavano quell'altro, ed alla
fine nessuno fermava nessuno, quindi è stata un'esperienza molto sporca ed inefficiente.
Molto sugo sprecato.
Con tutto quello che manca è un peccato, potrei fare un elenco,
mi mancano la musica, anche se la sento sempre
gli amici, anche se li vedo sempre oppure comunque vabbè, sono sempre la, e loro lo sanno ed io lo so.
Mi manca il passato come me lo sono immaginato, mi manca avere poche parole e
mi manca essere sincero quando serve, che mi è sempre mancato.
mi manca mia madre, che non c'è più, ed a fatica mi ricordo il viso, perché penso di esserle mancato anch'io.
Ci siamo incrociati male, penso.
Che bella vita, che tentazione di entrare nei film della memoria, che voglia di sciogliersi, come quell'uomo che
aveva le gambe così molli da scivolare su una tazza.
Si passa tutti per co****ni, finché non si vive il significato strano delle cose, la parte che tutti vivono e nessuno vuole
e non è neanche interessante parlarne, ma perché?
Perché se interessasse tutto quello che si sente e che è c'è attorno,
il sociale e la guerra in vicinopolis, la grande paura ad est ed a ovest
ed i morti degli altri,
saremo insensibili.
A me manca mia madre.
Perché non ricordo più che sguardo ha,
lo ricordo, c'è la foto da qualche parte, ma non ricordo più come sono io nel suo sguardo,
e sono sicuro che se avessi un secondo,
un'occhiata
esploderei, incapace,
sarei come quell'uomo con le gambe così molli
che è scivolato su una tazza.
E così sono finite le parole
e la guerra la guerra
guerra guerra guerra
guerra guerra guerra
guerra guerra guerra
Ma se solo potessi vederla in me,
occhi negli occhi,
forse saprei
che ci faceva quel tipo nel marciapiede ad aspettare, aspettare,
ed incontrare tutti,
chissà se è ancora lì.
guerra guerra
vicinopolis è lontana
e nulla è nelle nostre mani,
il c***o c'abbiamo
e le donazioni via sms
non sappiamo un c***o
passiamo tutti per co****ni
e lo siamo
Ma se solo potessi vederla in me,
occhi negli occhi,
e chiederle se
forse ho sbagliato,
se in qualche modo
mi vuole bene ancora
dallo spazio sparso
in cui è finita
e se forse
forse
posso farcela
ma non come patetismo
ma come proprio la mia immaginazione più grande
la grande nave che parte piena d'oro
e tutti che ridono,
poi si va a letto
e domani,
si parla.
guerra, guerra,
aspetterò un po' qua,
ogni tanto dalla coda degli occhi
ti vedo,
perché
son matto come un cavallo.
e perché ti ho voluto un gran bene
e mi manchi tanto
e perché ti amo,
ma son sciocco e non so dirlo
e ho mancato l'atto
ed un bacio su una fronte fredda non è abbastanza
ma deve bastare.
Guerra,
che bella vita.