08/09/2026
Un trattamento ortodontico può allineare i denti, correggere il morso o modificare il rapporto tra le arcate durante la crescita. Poiché ogni problema richiede movimenti diversi, gli apparecchi non possono essere considerati intercambiabili. La scelta parte dalla diagnosi e prosegue con la valutazione del dispositivo più adatto a ottenere gli spostamenti programmati.
L’apparecchio fisso in metallo utilizza bracket applicati sui denti e collegati da un filo. L’ortodontista regola i vari componenti per guidare il movimento e controllarlo durante tutta la terapia. Il dispositivo rimane sempre in bocca e lavora quindi senza dipendere dalle ore di utilizzo decise dal paziente. La presenza di fili e attacchi richiede però una pulizia accurata, perché placca e residui possono accumularsi intorno ai bracket.
Quando si desidera ridurre la visibilità dell’apparecchio fisso, l’ortodontista può valutare i bracket in ceramica. Il funzionamento segue lo stesso principio: il filo esercita la forza e i bracket la trasferiscono ai denti. Cambiano il materiale e l’impatto estetico, mentre l’indicazione continua a dipendere dal tipo di movimento e dai contatti tra le arcate.
Gli allineatori trasparenti introducono una gestione diversa. Una sequenza di mascherine applica pressioni programmate e accompagna i denti da una posizione alla successiva. La persona può rimuoverle per mangiare e lavarsi i denti, ma deve indossarle per il numero di ore prescritto. La possibilità di toglierle facilita i pasti e l’igiene; allo stesso tempo, rende la costanza parte integrante della terapia.
Nei bambini e negli adolescenti bisogna considerare anche la crescita. Gli espansori possono intervenire sulla larghezza dell’arcata superiore, mentre gli apparecchi funzionali agiscono sul rapporto tra le ossa mascellari e sull’attività dei muscoli. In questi casi, il momento in cui inizia il trattamento può influire sulle possibilità di correzione.
Età, posizione dei denti, tipo di morso, crescita e collaborazione orientano quindi la scelta. L’aspetto dell’apparecchio conta, ma arriva dopo la valutazione dei movimenti che quel dispositivo dovrà ottenere.