Rete dei Numeri Pari

Rete dei Numeri Pari Una Rete che si propone di organizzare un vasto fronte di organizzazioni sociali,a livello nazionale e locale,per contrastare disuguaglianze e povertà.

La Rete dei Numeri Pari ha come obiettivo il contrasto alla disuguaglianza sociale per una società più equa fondata sulla giustizia sociale e ambientale. La Rete – che prende idealmente il testimone dalla campagna Miseria Ladra ed è stata inizialmente promossa dal Gruppo Abele e da Libera – unisce centinaia di realtà sociali diffuse in tutta Italia che condividono l’obiettivo di garantire diritti

sociali e dignità a quei milioni di persone a cui sono stati negati (associazioni, cooperative sociali, movimenti per il diritto all’abitare, reti studentesche, centri antiviolenza, parrocchie, comitati di quartiere, campagne, circoli culturali, scuole pubbliche, biblioteche popolari, centri di ricerca, presidi antimafia, progetti di mutualismo sociale, spazi liberati, fabbriche recuperate, reti, fattorie sociali e cittadine e cittadini). La Rete fa parte dei Movimenti Popolari protagonisti degli incontri mondiali organizzati su iniziativa di Papa Francesco. La Rete si impegna a rafforzare l’azione tra “eguali” e si articola in Nodi territoriali composti dai soggetti iscritti che in maniera autonoma promuovono attività, vertenze e progetti sui territori, condividendo a livello nazionale l’impegno e gli obiettivi definiti dal documento generale promosso da tutti i soggetti della Rete. I Numeri Pari portano avanti forme di democrazia partecipativa e comunitaria che garantiscono orizzontalità, massima partecipazione e trasparenza nella presa di decisione, rispondendo così alla grave crisi della rappresentanza politica che continua a ridurre gli spazi della partecipazione e della deliberazione, aumentando ulteriormente le disuguaglianze. La Rete dei Numeri Pari costruisce un’alleanza orizzontale che in ogni realtà locale autonomamente decide il da farsi, converge o confligge con l’Amministrazione in base alle diverse assunzioni di responsabilità da parte della stessa. La Rete dei Numeri Pari non pretendere di generare una nuova struttura, ma promuove il coordinamento di quelle esistenti e il lavoro condiviso; sviluppa strumenti e opportunità di cooperazione nel territorio, in luoghi dove non esistono; mette a disposizione meccanismi di partecipazione in modo che siano sostenibili non solo per gli attivisti, ma per la cittadinanza in generale; promuove attività e progetti che rafforzano la partecipazione, prendendo decisioni che siano vincolanti. La Rete ritiene che l'unico modo per essere credibili agli occhi delle persone che vivono in condizioni difficili sia sporcarsi le mani praticando attività di mutualismo (mense, attività extracurricolari gratuite, fabbriche recuperate, popolare dentista, sportelli di ascolto psicologici, mercati del riuso e del riciclo, corsi di pane, pasta e sartoria, corsi di italiano, accoglienza diffusa ecc. In questo modo, mentre si realizzano campagne e proposte politiche, si creano soluzioni concrete per rispondere alla condizione materiale delle persone. I Numeri Pari si rivedono nella visione dell’ecologia integrale che mette al centro la necessità urgente di un cambio strutturale definitivo del modello produttivo e di sviluppo affinché la vita sia degna. Per questo riteniamo prioritario:

1. mettere l’economia al servizio dei popoli;
2. costruire la pace e la giustizia;
3. difendere la Madre Terra.

🔴 CRITICARE ISRAELE NON È ANTISEMITISMO! ✊🏼❤️‍🔥🇵🇸 🏳️‍🌈 ☮️Associazioni: "Criticare Israele non è antisemitismo. No alla n...
28/08/2026

🔴 CRITICARE ISRAELE NON È ANTISEMITISMO! ✊🏼❤️‍🔥🇵🇸 🏳️‍🌈 ☮️

Associazioni: "Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio"

Presidio-maratona il 9/09 dalle ore 13 a Montecitorio
in occasione della discussione del Ddl Antisemitismo alla Camera

A promuovere la mobilitazione oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione e informazione

"Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani. Per questo la nuova 'norma-bavaglio', contenuta nel ddl Antisemitismo e basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), va fermata. Il prossimo 9 settembre, saremo dalle ore 13, in piazza Montecitorio, per un grande presidio e una maratona di interventi, in occasione dell’avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali e politiche a unirsi alla mobilitazione".

Questo, in sintesi, l’appello firmato ad oggi da oltre 100 sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione e informazione. A promuovere la mobilitazione contro il ddl antisemitismo un’ampia pluralità di realtà: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia.

"Con il ddl antisemitismo, già approvato al Senato anche con i voti di alcuni senatori dell’opposizione, si vuole introdurre nella legislazione italiana la definizione IHRA, la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, recepiti nel provvedimento, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita – spiegano - Questo equivarrebbe a tacciare di odio razziale, e a perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall'Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese”.

“Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato".

“È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”.

“Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono.

Roma, 28 agosto 2026

LINK AL TESTO INTEGRALE DELL’APPELLO:
https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0

ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (Elenco In aggiornamento)

ADIF(Associazione Diritti e Frontiere)
Agorà
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Alkemia aps
Alleanza Verdi e Sinistra
Artists for Gaza
ANPI Roma
ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma)
ANPI Milano Stadera Gratosoglio
Amnesty International Italia
Arci
Arci Roma
Articolo 21
Artisti
Associazione Inclusiv3 APS ETS
Associazione I.t.a.c.a.
Associazione culturale Liguria-Palestina
Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure
Assopace Palestina
Associazione Stampa Romana
Attac Italia
BDS Italia
Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia
Carovane Migranti
Catanesi solidali col popolo palestinese
Catania NoFrontex
Centro Studi Sereno Regis (Torino)
Cobas Scuola Terni
Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo
Comitato Monteverde per la Pace
Comitato un Aiuto per la Palestina
Comitato Pace Alto Canavese
Comitato per la Palestina di Pordenone
Confederazione Cobas Umbria
ControCorrente Lazio
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Coordinamento CNR contro la guerra
CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia)
CRS (Centro per la Riforma dello Stato)
CGIL Roma e Lazio
FLC-CGIL
Cambiare Rotta
Disability Pride Network
Disarma
EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina) FERMATEVI associazione per la difesa dei diritti umani e dei territori
FNSI - Federazione Stampa Italiana
Fondazione Pangea
Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio
Giovani Democratici Roma
Giuristi Democratici
Global Sumud Flotilla
Global Sumud Flotilla – Lazio
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino)
IOCISTO-illustrAZIONI
Kairos
Kritica
La carovana dei pacifici
La Scuola per la Palestina
L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista)
Libere Cittadine per la Palestina
Mai indifferenti - voci ebraiche per la pace
Mamme Narranti
MoveOn
Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente
Movimento Omosessuale Sardo ODV
Movimento Studenti Palestinesi
Newrg (New Weapons Research Group) Genova
Network Giovani M5S
Operatori dell'Informazione per Gaza
OSA
Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole
Parliamo di Socialismo
PCI - Partito Comunista Italiano
Partito della Rifondazione Comunista
Per non dimenticare – OdV
Potere al Popolo
Pressenza - Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza
Presidio Palestina Montecitorio
Rete dei Numeri Pari
Rete del Dissenso
Rete Giornalisti per la Costituzione
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole
Rete
Rete NoWar
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Radiè Resch
Rete dei Preti contro il genocidio
Rete RUP - Ricerca e Università per la Palestina
Roma sa da che parte stare
Roma Tre Etica
Rossosispera Associazione Culturale
Sanitari per Gaza Roma
Saptejah (Associazione Culturale)
Scuola per la Pace Torino e Piemonte
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Anticapitalista Roma
Sinistra Italiana Roma e Provincia
Stop Rearm Italia
Tetes de Bois
Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale
Transform Italia
UISP
Un'altra idea di mondo
Un Ponte Per
Unione degli universitari
Unione Sindacale di Base
Valsesia per la Palestina
Venice4Palestine
Voci per la Palestina

Nobavaglio - liberi di essere informati
Stop Rearm Europe - Italia
Rete dei Numeri Pari
Rete Italiana Pace e Disarmo
Global Sumud Italia

Il fenomeno dei Neet in Italia ha sempre avuto una dimensione sociale rilevante, ma ci sono numeri nel Rapporto Dedalo c...
09/08/2026

Il fenomeno dei Neet in Italia ha sempre avuto una dimensione sociale rilevante, ma ci sono numeri nel Rapporto Dedalo che dovrebbero far riflettere chiunque si occupi di politiche giovanili e di genere

Il 59% del totale dei Neet tra i 15 e i 34 anni è infatti una giovane donna. Il 43,8% di loro indica le responsabilità familiari e di cura come causa principale dell’inattività contro il 3,8% degli uomini. Il 49,4% di loro sono madri in coppia, un tasso quasi sei volte superiore a quello dei padri. Il 43,1% delle donne NEET si colloca al livello massimo di gravità nella scala di esclusione dal mercato del lavoro introdotta dal Rapporto. Dati che non descrivono soltanto una condizione statistica, ma una perdita di capitale umano, progresso economico e partecipazione sociale.

Il fenomeno dei Neet in Italia ha sempre avuto una dimensione sociale rilevante, ma ci sono numeri nel Rapporto Dedalo che dovrebbero […]

In edicola trovate il numero de L'Espresso in cui, nella sua rubrica, il Direttore di Gea, Giuseppe De Marzo spiega quan...
08/08/2026

In edicola trovate il numero de L'Espresso in cui, nella sua rubrica, il Direttore di Gea, Giuseppe De Marzo spiega quanto è accaduto in 30 anni in Val Susa e sta ancora accadendo.

Lo stato delle cose conferma il fallimento di un progetto figlio del pensiero unico sviluppista e racconta la violenza strutturale del modello economico estrattivista, insostenibile per sua natura, che sposta le responsabilità su comunità e territori cosiddetti di sacrificio e al quale i movimenti per la Giustizia Ecologica, Ambientale e Sociale si oppongono in Italia e in tutto il mondo.

In Val Susa, le vite delle comunità sono state sconvolte dalla violenza della militarizzazione dei territori, dall’inquinamento dovuto a decenni di scavi, dalla distruzione di ecosistemi, economie locali e memorie condivise. Ignorati per anni dalle istituzioni che, in maniera bipartisan, sono rimaste sorde a tutte le istanze e proposte arrivate dalle comunità della valle.

Tutta la nostra solidarietà e vicinanza al Movimento
NO TAV
e a tutti i movimenti che nel mondo lottano per la vita, contro un sistema che produce morte, collasso climatico, esclusione e povertà. Insieme per la vita!

Gli esperti delle Nazioni Unite avvertono di un peggioramento delle condizioni in 45 paesi che attualmente versano in un...
07/08/2026

Gli esperti delle Nazioni Unite avvertono di un peggioramento delle condizioni in 45 paesi che attualmente versano in una grave situazione di insicurezza alimentare.

Secondo le previsioni, circa 50 milioni di persone rischiano di essere spinte verso una situazione di fame acuta entro la fine del prossimo anno a causa del fenomeno meteorologico El Niño, in rapida intensificazione.

A queste si aggiungono le centinaia di milioni di persone che già affrontano livelli pericolosi di fame, a causa di anni di siccità in alcune zone dell’Africa e della pressione sui prezzi dei generi alimentari derivante dalla guerra in Iran.

Sempre di più le ingiustizie sociali sono legate alle ingiustizie ambientali e alla mancata presa in carico dei governi delle misure necessarie per affrontare il collasso climatico. Uscire subito dall'era dei fossili!

Di Fiona Harvey* – The Guardian Gli esperti delle Nazioni Unite avvertono di un peggioramento delle condizioni in 45 paesi che attualmente […]

Oggi appuntamento da non perdere al Festival del cinema di San Lorenzo con la Casa della Solidarietà Stefano Casa della ...
28/07/2026

Oggi appuntamento da non perdere al Festival del cinema di San Lorenzo con la Casa della Solidarietà Stefano Casa della Solidarietà - Stefano Rodotà

📚 ore 19:00
Presentazione del libro "Genova 2001. Perché c'eravamo perché ci siamo" del Comitato Piazza Carlo Giuliani edito da Red Star Press.

📽️ ore 21:00
Proiezione del documentario "Ordine Pubblico" di Carlo Augusto Baschmidt.

Fa caldo da morire.Non è una sensazione. È la realtà.Intanto le guerre, i conflitti e i genocidi continuano. Si spendono...
22/07/2026

Fa caldo da morire.

Non è una sensazione. È la realtà.

Intanto le guerre, i conflitti e i genocidi continuano. Si spendono sempre più soldi per le armi. La crisi energetica pesa sulle nostre vite, aumenta il costo dell’energia, dei trasporti, del cibo. Ogni giorno diventiamo un po’ più povere/i e un po’ più insicure/i.

Eppure l’oligarchia al governo continua a finanziare ciò che alimenta tutto questo: i combustibili fossili.

Ritardare una giusta transizione globale fuori dall’era del petrolio, del gas e del carbone non significa conservare lo status quo. Significa peggiorare ancora la situazione.

Significa rendere più difficile una transizione che, comunque, dovrà avvenire se vogliamo far sopravvivere la nostra specie sulla Terra.

Significa creare enormi perdite economiche e finanziarie investendo in infrastrutture destinate a diventare inutilizzabili, sottraendo risorse alle politiche per la vita.

Significa lasciare lavoratrici, lavoratori e intere comunità senza una prospettiva di un futuro equo e giusto in cui poter vivere bene.

Significa rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili e impedire la nascita di un’economia capace di garantire benessere, occupazione, partecipazione, sicurezza e pace.

Significa rafforzare il potere delle lobby fossili, consolidando blocchi politici, economici e legislativi che continuano a difendere un modello ormai insostenibile che per alimentarsi ha bisogno di guerre, morte e distruzione.

Significa alimentare l’illusione che esistano scorciatoie tecnologiche, come la geoingegneria o il nucleare, capaci di sostituire una vera riconversione ecologica, ritardando ancora le scelte necessarie per abbandonare i combustibili fossili.

Significa avvicinarci a un riscaldamento globale ben oltre la soglia di 1,5 °C fissata con gli Accordi di Parigi, con conseguenze sempre più gravi per la sicurezza, la salute e la qualità della vita di tutte e tutti.

Per questo uscire dall’era dei combustibili fossili non è una scelta ideologica. È una necessità.

Ed è una possibilità concreta.

Dal 2020 una mobilitazione mondiale, che coinvolge ormai circa un terzo dell’umanità, lavora per arrivare a un Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili, uno strumento capace di accompagnare una transizione giusta, equa e rapida a livello internazionale.

Dopo la prima Conferenza internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili che si è tenuta ad aprile 2026 a Santa Marta in Colombia, nel 2027 questo percorso entrerà in una fase decisiva con il secondo appuntamento a Tuvalu.

E l’Italia?

Nel dibattito pubblico non se ne parla.

Si continua a raccontare la crisi climatica come un problema separato dalle guerre, dalla povertà energetica, dall’aumento dei prezzi e dalle disuguaglianze, quando invece hanno la stessa radice: la dipendenza dai combustibili fossili.

Non possiamo aspettare che qualcun altro decida per noi.

Non possiamo più accettare che l’Italia resti ferma mentre altri Paesi indicano la strada. È il momento di imporre nell’agenda politica misure nazionali e locali che riducano rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili e accelerino una riconversione capace di garantire benessere, pace e sicurezza.

Il tempo delle analisi è finito.

Il tempo dell’azione è adesso.

Per questo ti invitiamo a sottoscrivere lcampagna globale per il Trattato sui Combustibili fossili e a partecipare a Relazioni Inseparabili, il Festival dell’Ecologia Integrale organizzato dalla Scuola GEA – Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale, insieme a Alianza Colombia Libre de Fracking, Fossil Fuel Treaty initiative, Emmaus Italia e Rete dei Numeri Pari dall’11 al 13 settembre a Trevignano Romano.

Tre giorni per capire, confrontarsi, costruire alleanze e trasformare la preoccupazione in azione insieme a Yuvelis Morales Blanco, Andrès Gòmes Oròzco, Giuseppe De Marzo e tante altre attiviste e attivisti impegnati nella costruzione di un futuro fondato sulla giustizia ecologica, sulla pace e sulla democrazia.

Perché il cambiamento non arriva da solo.

Inizia quando le comunità si organizzano, costruiscono alleanze e cambiano i rapporti di forza.

Invia la tua domanda di partecipazione entro il 31 luglio.

Ci vediamo a Trevignano Romano.

Perché il futuro non si aspetta.

Si organizza.

Sottoscrivi la campagna mondiale per il Trattato sui combustibili fossili Partecipa alla scuola di alta formazione politica sull’Ecologia Integrale Fa caldo da […]

📢 IL 28 LUGLIO TERZO APPUNTAMENTO AL FESTIVAL DEL CINEMA DI SAN LORENZO🌍✍️𝐆𝐞𝐧𝐨𝐯𝐚 𝟐𝟎𝟎𝟏. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜'𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐬𝐢𝐚...
21/07/2026

📢 IL 28 LUGLIO TERZO APPUNTAMENTO AL FESTIVAL DEL CINEMA DI SAN LORENZO🌍✍️

𝐆𝐞𝐧𝐨𝐯𝐚 𝟐𝟎𝟎𝟏. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜'𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨‼️

Ore 19:00 - 20:30

📚Presentazione del libro 𝐆𝐞𝐧𝐨𝐯𝐚 𝟐𝟎𝟎𝟏. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜'𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨. 𝐷𝑎𝑙 "𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖" 𝑎𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖: 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑎. A cura del Comitato Piazza Carlo Giuliani (Red Star Press, 2026).

Intervengono: Elena Giuliani - Comitato Piazza Carlo Giuliani, Giuseppe De Marzo - Gea Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale, Elisa Sermarini - Casa della Solidarietà Stefano Rodotà.

Ore 21:00
📺Proiezione del documentario "Ordine Pubblico" di Carlo Augusto Bachschmidt.

Oggi alla Camera dei deputati insieme alla coalizione sociale e politica che sostiene il lavoro di Unione Inquilini Noti...
20/07/2026

Oggi alla Camera dei deputati insieme alla coalizione sociale e politica che sostiene il lavoro di Unione Inquilini Notizie sul piano casa europeo.

Europa, eccoci! Lancio dell’Appello Europeo per il diritto alla casa e contro l’uso distorto dei fondi pubblici

Prossimo appuntamento, il 30 luglio per una grande assemblea europea: fare rete, convergere nelle piattaforme e nelle lotte, costruire assieme l’alternativa possibile e necessaria.

Qui potete trovare la conferenza stampa integrale
https://www.facebook.com/reel/916939074023867

Dal Genova Social Forum a No Kings,  il mondo è cambiato una lotta dopo l'altra.A 25 anni dal G8 di Genova, l'assemblea ...
18/07/2026

Dal Genova Social Forum a No Kings, il mondo è cambiato una lotta dopo l'altra.
A 25 anni dal G8 di Genova, l'assemblea nazionale
No Kings Italy si trova dentro una nuova transizione.

DIRETTA STREAMING A QUESTO LINK

DIRETTA STREAMING A QUESTO LINK Dal Genova Social Forum a No Kings, il mondo è cambiato una lotta dopo l’altra. Oggi la sfida è quella di costruire un movimento ampio e plurale ancora più forte di prima. A 25 anni dal G8 di Genova, l’Assemblea nazionale No Kings si trova dentro una nuova tran...

📍Assemblea No Kings Genova sabato 18 luglio 2026 Palazzo Ducale ore 10-18Dal Genova Social Forum a No Kings, il mondo è ...
16/07/2026

📍Assemblea No Kings Genova sabato 18 luglio 2026 Palazzo Ducale ore 10-18

Dal Genova Social Forum a No Kings, il mondo è cambiato una lotta dopo l’altra. Oggi la sfida è quella di costruire un movimento ampio e plurale ancora più forte di prima.

A 25 anni dal G8 di Genova, l’Assemblea nazionale No Kings si trova dentro una nuova transizione globale: il mondo è entrato in guerra permanente per il controllo delle risorse, della terra, dello spazio e delle nuove tecnologie. Forme autoritarie di governo, economie di guerra, riarmo, frontiere, controllo digitale, rendita, estrattivismo e restringimento degli spazi democratici sono ormai all’ordine del giorno e stanno ridisegnando la Terra, i continenti e la nostra stessa Europa.

Dire No Kings significa indicare e combattere questo modo dispotico, autoritario e coloniale di gestire la transizione.
I “re” non sono solo i governi autoritari, ma anche i padroni della rendita, della guerra, delle
piattaforme, dei nuovi domini tecnologici e dei territori; sono i vertici politici ed economici che smantellano welfare, alimentano l’orizzonte bellico e trasformano vite, corpi, dati, lavoro e ambiente in terreno di profitto.
Di fronte a tutto questo, però, crescono dissenso, coalizioni larghe, reti capaci di connettere lotte e territori diversi. No Kings è uno spazio per costruire mobilitazioni concrete, allargare alleanze, connettere locale e globale, città e territori ribelli, movimenti, comunità e pratiche di democrazia radicale.

Ci troviamo a Genova il 18 luglio, dentro le giornate di “25Genova 2001-2026”, per continuare il percorso avviato a Bologna, allargare la rete, organizzare i prossimi passaggi e confrontare pratiche e tattiche di ieri e di oggi senza nostalgia, guardando a ciò che Genova ha aperto e a ciò che oggi si muove.

Di seguito il link dove iscriversi all’assemblea e ai gruppi di lavoro:
https://cryptpad.fr/form/...

No Kings Italy
Rete No DDL Sicurezza
Stop Rearm Europe - Italia
Arci nazionale
Rete dei Numeri Pari
Nobavaglio - liberi di essere informati
transform italia
Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze
Rete Italiana Pace e Disarmo

Indirizzo

Via IV Novembre 119/A
Rome
00187

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Rete dei Numeri Pari pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio Dentistico

Invia un messaggio a Rete dei Numeri Pari:

Scelte rapide

In evidenza

Condividi