10/12/2022
Gli allineatori trasparenti, sono mascherine invisibili che sempre più spesso vengono scelte in alternativa ai classici apparecchi ortodontici. Il vantaggio a livello estetico è evidente, ma andranno bene per tutti i pazienti?
Negli ultimi anni si è riscontrato un crescente interesse verso l’estetica del sorriso, e per questo si è sviluppata sempre più l’attenzione per “l’ortodonzia invisibile”, vale a dire quella basta sull’utilizzo di allineatori trasparenti.
Gli allineatori sono mascherine in plastica termostampata trasparente realizzate sulla base dell’impronta del cavo orale di ciascun paziente.
Gli allineatori trasparenti, una volta indossati, inducono delle forze che permettono lo spostamento ortodontico.
Solitamente questo tipo di trattamento trova indicazione nel paziente adulto, che negli anni ha riscontrato la perdita di simmetria nel proprio sorriso e che desidera riallineare la dentatura senza passare per un antiestetico apparecchio fisso classico.
Affinché il trattamento con allineatore vada a buon fine, è fondamentale che il paziente si attenga alle raccomandazioni del dentista. La mascherina deve essere tenuta in bocca tutto il giorno e la notte e rimossa solo per mangiare e per lavare i denti. Non tenere gli allineatori nel cavo orale il numero di ore sufficiente può portare a rallentamenti e addirittura al fallimento del piano di cura.
Gli allineatori trasparenti vanno bene per ogni paziente?
Virtualmente, con gli allineatori si possono effettuare i principali spostamenti ortodontici: orizzontali, verticali e rotatori.
È possibile utilizzare gli allineatori per chiudere diastemi, ossia spazi aperti tra un dente e l’altro, (possibilità questa subordinata all’entità e alla posizione di tali spazi). Allo stesso modo, essi sono in grado di trattare i morsi profondi – cioè quei casi in cui gli incisivi superiori, in chiusura, vanno a coprire troppo i piccoli incisivi inferiori – finché questa condizione rimane di grado lieve o moderato.
Prima di intraprendere un trattamento con allineatori, è necessario valutare che sussistano le condizioni adatte.
Possono rappresentare un ostacolo alla terapia ortodontica:
presenza di malattia pardontale attiva; presenza di restauri protesici complessi, come ad esempio ponti e impianti; mancata capacità del paziente di rispettare in modo costante e per lunghi periodi le indicazioni fornite dal dentista.
È infine importante ricordare che in medicina non esistono terapie universalmente applicabili, e pertanto bisogna affidarsi al giudizio del curante per intraprendere il percorso terapeutico più adatto.